Oltre 1.200 colombiani uccisi o dispersi in Ucraina. Mosca arruola volontari nell’ex URSS

Sono 256 i combattenti colombiani morti e 973 quelli segnalati come dispersi nel conflitto tra Russia e Ucraina. I dati sono stati diffusi dal ministero degli Esteri di Bogotà a fine ottobre, sulla base delle informazioni ricevute attraverso i canali diplomatici e consolari, e riportano l’attenzione sul fenomeno del reclutamento di mercenari colombiani per la guerra in Europa.
Secondo il rapporto, 162 decessi e 676 casi di scomparsa sono stati segnalati dalle autorità ucraine, mentre 94 morti e 297 dispersi risultano dalle comunicazioni provenienti dalla Russia.
Il ministero ha inoltre ricevuto 1.013 richieste di assistenza consolare relative a casi collegati alla Russia e altre 914 riguardanti l’Ucraina. “Continuiamo a portare avanti tutte le iniziative diplomatiche e consolari a nostra disposizione per rispondere alle richieste ricevute e offrire orientamento e sostegno ai connazionali e alle loro famiglie“, ha dichiarato il viceministro degli Affari migratori, consolari e della protezione internazionale, Pedro Agustín Roa.
Nel marzo scorso, il governo colombiano ha adottato una legge per recepire nell’ordinamento nazionale la Convenzione internazionale delle Nazioni Unite contro il reclutamento, l’utilizzo, il finanziamento e l’addestramento dei mercenari.

Gli ex militari colombiani sono molto richiesti e apprezzati come mercenari o combattenti ausiliari, grazie all’esperienza acquisita nel violento conflitto che imperversa in alcune regioni del Paese.
“Prestate la massima attenzione alle offerte di lavoro all’estero, in particolare a quelle legate ad attività militari”, ha dichiarato Pedro Agustin Roa. “Per coloro che decidono di lasciare il Paese per partecipare a conflitti armati internazionali, (…) esistono limitazioni alla protezione e all’assistenza consolare nelle zone di conflitto”, ha aggiunto.
I governi di Colombia e Ucraina hanno affrontato la questione dei cittadini colombiani che si sono uniti alle forze armate di Kiev nella guerra contro la Russia. Lo ha confermato il 20 ottobre il ministero degli Esteri di Bogotà, senza precisare i contenuti dei colloqui, avvenuti durante una conversazione telefonica tra i ministri degli Esteri dei due Paesi, Omar Bula e Andrii Sybiha.
Nel corso del colloquio, i due ministri si sono impegnati ad approfondire le relazioni bilaterali nei settori della sicurezza e del commercio. “La Colombia ringrazia il governo ucraino per la disponibilità ad affrontare congiuntamente la situazione dei cittadini colombiani coinvolti nel conflitto”, ha dichiarato il ministero degli Esteri colombiano.
A giugno, la diplomazia di Bogotà aveva riferito che circa 670 cittadini colombiani risultavano dispersi: 446 in Ucraina e 168 in Russia. La somma dei due dati è inferiore al totale indicato dal ministero. Anche l’ufficio del difensore civico ha segnalato la portata del fenomeno: tra gennaio e agosto ha ricevuto informazioni su 293 casi di colombiani coinvolti nella guerra tra Russia e Ucraina. Nel 76,9% dei casi si trattava di persone che erano il principale sostegno economico della famiglia.
Ma non sono certo solo sudamericani gli stranieri che si arruolano per combattere in Ucraina. Secondo il canale Telegram statale ucraino “Voglio vivere” che monitora i cittadini stranieri che firmano contratti con il ministero della Difesa russo, al primo ottobre 2026 la Russia aveva reclutato 20.437 persone provenienti da cinque Paesi dell’Asia centrale ex sovietica per combattere nella guerra contro l’Ucraina.

I centroasiatici rappresentano il 44 per cento dei 45.959 stranieri identificati come firmatari di contratti con l’esercito russo. Nel 2025 il numero dei reclutati nella regione è cresciuto di 2,1 volte rispetto al 2024. Il Tagikistan è al secondo posto tra i Paesi dell’area, con 5.308 cittadini, pari al 26 per cento del totale regionale, e anche per i tagiki il dato del 2025 è circa il doppio di quello del 2024.
Per Mosca è particolarmente vantaggioso reclutare nei Paesi ex sovietici per i legami linguistici, culturali e migratori. Secondo Kiev la Russia di aver introdotto con decreto presidenziale una procedura semplificata per ottenere la cittadinanza sulla falsariga di quanto attuato negli Stati Uniti per gli immigrati che si arruolano nelle forze armate.
In Tagikistan la partecipazione alle forze armate di uno Stato straniero costituisce reato. Ad agosto 2025 il procuratore generale, Khabibullo Vohidzoda, aveva dichiarato che nessuno era stato ancora chiamato a rispondere della partecipazione alla guerra in Ucraina e che non venivano raccolte statistiche sui tagiki che combattono nel conflitto.
Foto Facebook e TASS
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