Nuovi materiali ai Ca.STA

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Da tempo i Campionati Sciistici delle Truppe Alpine, tornati quest’anno nel tradizionale ambiente dell’Alta Pusteria, rappresentano anche l’occasione per la presentazione, da parte di molte ditte fornitrici della difesa e dei reparti alpini in particolare, di nuovi materiali ed equipaggiamenti in corso di acquisizione da parte della Forza Armata, o che a questa vengono proposti ed illustrati.
Tra i numerosi espositori che hanno animato il meeting “La Montagna” di quest’anno ha sollevato molto interesse la presentazione, da parte di Beretta Defense Technologies, del nuovo fucile ARX-200 in calibro 7,62×51 NATO.

Si tratta di un battle rifle (quindi che mantiene anche la capacità del tiro in full auto) che mira a colmare il divario delle capacità di ingaggio di bersagli puntiformi esistente tra i fucili d’assalto calibro 5,56 d’uso generale e le armi di precisione in dotazione agli sniper.
L’esperienza dei teatri operativi ha dimostrato infatti l’esigenza di poter intervenire efficacemente su distanze dell’ordine dei 500 metri, quindi al di là del tradizionale raggio di impiego delle armi individuali della fanteria.

P1016694Gli Stati Uniti sono stati fra i primi Paesi ad avvertire questa esigenza tattica, rivalutando la figura dello Squad Designated Marksman, cioè di un tiratore esperto dotato di un’arma munita di ottica particolare, inserito organicamente nelle minori unità di fanteria e destinato ad ingaggiare bersagli prioritari (quali comandanti, radiofonisti o serventi di armi collettive) a distanze più elevate.

Il Designeted Marksman agisce, muove e combatte nell’ambito del proprio reparto, ossia con modalità, obiettivi e tecniche assai differenti da quelle di un vero cecchino/sniper, una figura più specializzata che opera di norma in condizioni di isolamento.

L’inserimento di una tale figura nel nostro esercito, il cosiddetto “tiratore esperto”, dovrebbe avvenire sulla base di una revisione dottrinale ed organica assai opportuna ed urgente.

2002_18_337La casa di Gardone Valtrompia a tale scopo propone il nuovo fucile munito del modernissimo sistema elettro-ottico di puntamento ICS – Intelligent Combat Sight – della controllata Stainer.

L’ICS integra un telemetro laser ed un calcolatore balistico in un’ottica di tiro 6×40 compatta e robusta e consente di calcolare con immediatezza il punto di mira sulla base delle caratteristiche balistiche del munizionamento, della distanza del bersaglio e della sua angolazione. Nonostante la sofisticata tecnologia utilizzata, il sistema risulta semplice da operare e richiede un minimo addestramento degli operatori. Per ingaggi a brevi distanze dispone di tacche di mira fisse di back-up e della possibilità di applicare superiormente, grazie ad una slitta Piccatinny, una piccola ottica per il CQB.

P1016630Secondo la ditta produttrice l’impiego dell’ICS, che  è ottimizzato per un fucile calibro 7,62×51 ma che può facilmente essere configurato anche per il 5,56 mm, migliora sensibilmente le possibilità di colpire l’obiettivo da parte di tiratori non particolarmente addestrati rispetto ad un’ottica tradizionale, con probabilità accresciute fino al 138% nei confronti di bersagli particolarmente rapidi e fugaci, da ingaggiare in tempi molto brevi.

Restando nel settore degli ausili di mira la Selenia 2000 Srl esponeva il cosiddetto “Triodo”, ossia l’insieme dei tre elementi di puntamento e visione notturna per armi individuali di cui è distributrice per l’Italia e che sono in corso di consegna ad alcuni reggimenti dell’Esercito nell’ambito del programma SIC, Sistema Individuale di Combattimento.

L’insieme comprende un’ottica di puntamento diurna, una camera termica leggera ed un puntatore/illuminatore laser, che possono essere montati sull’arma insieme o separatamente, secondo un approccio modulare dettato dalle esigenze tattiche del momento.

P1016639Il mirino ottico è l’Elcan Specter DR 1-4x,  un sistema molto luminoso, compatto e robusto che offre due diversi ingrandimenti, semplicemente azionando una levetta. E’ possibile così sommare le caratteristiche di un mirino a punto rosso 1x per il combattimento ravvicinato, che consente di sparare con entrambi gli occhi aperti senza errori di parallasse e dispone di un angolo di visione di ben 24°, con quelle di un’ottica 4x con reticolo di mira illuminato e angolo di visione di 6° per ingaggi a distanze superiori.

Per la visione notturna davanti allo SpecterDR viene fissato quando necessario il visore termico non raffreddato AN/PAS-23 Mini Thermal Sight prodotto da Insight, del peso di soli 326 granni.
Dotato di zoom digitale 2x, l’apparato permette la videoregistrazione ed eventuale uscita video per remotizzazione della visione. Nell’attuale versione improved dispone della funzione di esaltazione dei contorni delle figure, utile per una migliore discriminazione dei bersagli anche di giorno, in presenza di efficace mimetizzazione.

P1016674Il terzo elemento è costituito dal puntatore/illuminatore laser Insight AN/PEQ-15 ATPIAL (Advanced Target Pointer Illuminator Aiming lLight), che assolve le funzioni di puntatore laser IR (invisibile ad occhio nudo) con portata di 600 metri, di puntatore laser visibile con raggio d’azione di 25 metri ed illuminatore laser con portata d 2000 metri.

Il Triodo fa parte della nuova configurazione semplificata, più economica, leggera e realistica, assunta attualmente dall’ambizioso programma Soldato Futuro, dove va a sostituire il sistema di puntamento integrato Aspis di Selex Galileo, risultato troppo pesante ed ingombrante, anche dopo la rimozione del mirino olografico per il Close Quarter Combat.

E’ stata quindi la volta del consorzio Unifeld (Unione Nazionale Italiana Fornitori Equipaggiamenti Leggeri per la Difesa), presentato dal presidente Massimo Castrati.
Il consorzio nasce per esaltare tutte le possibili  sinergie tra piccoli produttori che agiscono in settori di nicchia nel campo degli equipaggiamenti individuali e per la difesa e consentire loro di realizzare sistemi innovativi ed integrati tra loro.
Due i prodotti di punta oggetto della presentazione.

Copia-di-Foto-4Il primo, progettato da Mech-Lab e realizzato da Ferrino per la parte tessile e dalla Extrema Ratio per quella meccanica (tutte azione consorziate), è l’esoscheletro passivo V-Shield, un sistema di protezione individuale inteso a sostituire i corpetti di tipo tradizionale e concepito per far gravare il peso principalmente sulla fascia lombare anziché sulle spalle, con una sensibile riduzione dell’affaticamento e del consumo, sia idrico che energico, per il personale che lo indossa.

Il prodotto, configurabile in maniera modulare e diversificata in ragione dell’intensità della minaccia presente e delle necessità tattiche, assicura un’elevata protezione antiproiettile su una superficie molto più vasta di quella coperta dai corpetti convenzionali, sia di livello 3 che 4, secondo le zone  del corpo.

La protezione offerta è inoltre più efficace perché le piastre protettive risultano staccate dal corpo, con un migliore assorbimento dell’energia residua di un colpo a segno ed eliminazione dell’effetto trauma, mentre viene favorita la circolazione dell’aria, con evidenti benefici effetti sull’eliminazione della traspirazione.

V-Shield è stato continuamente aggiornato dal 2012, anno della sua prima apparizione, ad oggi, con numerose modifiche che ne hanno sensibilmente ridotto pesi ed ingombri, migliorandone l’ergonomia e la vestibilità.
La versione più recente dispone di imbragatura integrata, certificata anche per l’uso con il verricello di elicottero, di sacca idrica flessibile ed è predisposta per l’uso dello zaino, accessorio che, gravando comunque sull’esoscheletro, potrà essere molto più leggero e limitato alla sola parte tessile, con eliminazione di spallacci, cinghie ed imbottiture.

La modularità del prodotto consente, a richiesta, di aggiungere numerose altre funzionalità, quali un apparato elettrico di circolazione forzata dell’aria per il controllo della temperatura, un sistema completo di monitoraggio biologico e delle funzioni vitali del combattente ed altre applicazioni nel campo delle comunicazioni, della cartografia, del comando e controllo e del blue force tracking.

Il secondo prodotto presentato dal consorzio Unifeld è il Safe Strike, un’applicazione elettronica inserita su smart phone che risponde a criteri commerciali e che si propone come valida alternativa a sistemi cartografici, di visualizzazione e di comando e controllo ben più onerosi e complessi, creati appositamente per il mondo militare.

Intrinsecamente flessibile e modulare, il sistema consente inoltre di digitalizzare l’acquisizione dei bersagli da parte degli operatori, rendendo più rapide, precise ed efficaci le richieste di intervento del fuoco amico, con particolare riguardo alle missioni CAS di aerei ed elicotteri.

100 esemplari sono stati acquisiti a scopo valutativo dall’Esercito, che intende realizzarne un’estesa sperimentazione per verificarne limiti e potenzialità. In precedenza un atto tattico dimostrativo, posto in essere degli Alpini del 7° Reggimento di Belluno, aveva consentito di vedere all’opera due quad della Polaris in versione sia 4×4 che 6×6. Agili e leggeri, sono già utilizzati dalle aviotruppe ed ora il costruttore li propone anche per l’impiego su terreni accidentati ed innevati, eventualmente muniti di cingoli in gomma.

2002_03_03_0274I Campionati Sciistici delle Truppe Alpine si sono dimostrati ancora una volta un’eccellente vetrina non solo delle capacità tecnico tattiche delle truppe, ma anche della vitalità di alcune nostre imprese, aziende che dedicano molte risorse all’innovazione ed alla ricerca, settori che andrebbero concretamente sostenuti con lungimiranza, in un’ottica economica di non solo miope contabilità.

Per la cronaca la gara dei plotoni, la più significativa dei campionati, è stata vinta dal 4° Reggimento Alpini Paracadutisti di Montorio Veronese con un plotone di 16 elementi, in gran parte paracadutisti non qualificati Ranger, appartenenti alla neo-costituita 80° Compagnia, la terza pedina operativa del reggimento, che risulta ora strutturato su Comando,  Compagnia Comando e Supporto Logistico, 3° Compagnia Corsi e Battaglione Monte Cervino, a sua volta su 1°, 2° ed 80° Compagnia.

Foto Alberto Scarpitta

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Nato a Padova nel 1955, ex ufficiale dei Lagunari, collabora da molti anni a riviste specializzate nel settore militare, tra cui ANALISI DIFESA, di cui è assiduo collaboratore sin dalla nascita della pubblicazione, distinguendosi per l’estrema professionalità ed il rigore tecnico dei suoi lavori. Si occupa prevalentemente di equipaggiamenti, tecniche e tattiche dei reparti di fanteria ed è uno dei giornalisti italiani maggiormente esperti nel difficile settore delle Forze Speciali. Ha realizzato alcuni volumi a carattere militare ed è coautore di importanti pubblicazioni sulle Forze Speciali italiane ed internazionali.

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