Prosegue la cooperazione fra Italia e Germania nel settore dei sottomarini

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Il 10 marzo scorso si è tenuta a Coblenza, presso la sede dell’ufficio per il procurement, l’information technology ed il supporto in servizio del Ministero della Difesa tedesco (BAAINBw), la cerimonia della firma di un protocollo d’intesa (Memorandum of Understanding, MoU) per la continuazione della stretta collaborazione fra Italia e Germania nel settore dei sottomarini.

“La partnership di lunga durata fra l’Italia e la Germania nel settore della costruzione di battelli subacquei convenzionali, ha dimostrato di essere un esempio di cooperazione intergovernativa sostenibile e di successo. I sottomarini del tipo U-212A sono una piattaforma tecnicamente ed operativamente provata ed integrata in modo eccellente dal punto di vista della logistica. Si tratta di piattaforme fra le più capaci sul mercato. Con la firma di oggi, che estende la cooperazione nel settore subacqueo in relazione agli aspetti della ricerca e della tecnologia, la nostra eccellente collaborazione a livello governativo ed industriale verrà ulteriormente potenziata”, ha affermato l’Ammiraglio di Divisione Ruggiero Di Biase che ha firmato il protocollo d’intesa a nome del Ministero della Difesa italiano quale capo del IV Reparto – Coordinamento Programmi di Armamento del Segretariato Generale della Difesa – Direzione Nazionale Armamenti.

“Per oltre 20 anni abbiamo lavorato con successo insieme con l’Italia nel campo della classe di sottomarini U212A e siamo felici di prolungare ed espandere l’attuale partnership. Sono convinto che entrambi i Paesi beneficeranno equamente da tale cooperazione anche in futuro. Oltre a questi benefici, questo accordo potrà servire come modello per il settore della Difesa, ed ha un potenziale d’espansione”, ha sottolineato l’ingegner Harald Stein, presidente dell’agenzia BAAINBw e firmatario del contratto per il Ministero della Difesa tedesco.

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Un’importante accordo per il futuro del programma italo-tedesco, che si è sviluppato a partire dall’aprile 1996 grazie alla firma del primo MoU fra i due paesi per la costruzione ed il successivo supporto in servizio di dieci identici battelli tipo U-212A, di cui 4 con l’opzione per altri 2 per la Marina tedesca e 2 con l’opzione per altri 2 per quella italiana. Entrambe le opzioni sono state esercitate, l’Italia lo ha fatto nell’agosto 1999, ed ha visto la costruzione dei battelli Pietro Venuti e Romeo Romei che stanno aggiungendosi al Todaro ed allo Scirè, entrati in servizio rispettivamente nel 2006 e 2007. La Marina tedesca ha invece immesso in servizio l’ultimo dei sei battelli (U-31 a U-36) nell’ottobre 2016.

Era quindi necessario estendere la partnership fra i due Paesi al fine di assicurare il supporto in servizio dei battelli esistenti e soddisfare le necessità future delle due Marine, come la realizzazione di ulteriori unità per la Marina Militare ma anche ricerca e sviluppo e come è stato accennato dai rappresentati dei due Ministeri della Difesa, l’apertura verso nuove collaborazioni con altri paesi, senza dimenticare l’industria ed il relativo mantenimento del know-how a livello nazionale per la costruzione di piattaforme subacquee di nuova generazione.

Secondo quanto risultata ad Analisi Difesa, si tratta di un protocollo d’intesa quadro di ampia portata, destinato ad essere declinato in successivi accordi da definire, che comprende i settori dell’acquisizione, ricerca e sviluppo, e supporto in servizio di nuovi sottomarini, a cui s’aggiunge l’apertura per la collaborazione ad altre nazioni.
“Si prevede che questo modello di cooperazione, dimostratosi vincente sia nella progettazione così come in fase di acquisizione, sarà presto abbracciato da altre nazioni europee, che oggi prendono tale possibilità in considerazione con grande interesse. Il risparmio sui costi è significativo ed i vantaggi legati al mantenimento in servizio ed all’interoperabilità sono inequivocabili.

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Questo tipo di collaborazione rappresenta l’unica via praticabile per rinnovare le proprie forze sottomarine ed assicurare una lunga vita operativa”, ha sottolineato l’ammiraglio Di Biase che era accompagnato dal responsabile della componente subacquea della MM, Ammiraglio di Divisione Dario Giacomin.

‘La cooperazione tedesca recentemente apertasi (ma non ancora conclusasi in uno specifico accordo fra i due Paesi, che si prevede venga firmato a breve, ndr) con la Norvegia per la costruzione di sottomarini non ha intenzione di competere’, secondo quanto riportato dalla nota congiunta emessa in occasione della firma, ‘con la già esistente cooperazione tedesco-italiano’. ‘Questo accordo consente una maggiore sinergia e offre vantaggi per tutti i partner’, è stato aggiunto dalle parti, evidenziando un’apertura verso una possibile futura convergenza fra l’accordo in essere fra Italia e Germania e quello che dovrebbe siglarsi fra Norvegia e Germania.

In aggiunta all’acquisizione ed al supporto lungo la vita operativa dei battelli, il nuovo accordo riguarda anche il settore della ricerca e sviluppo, che svolge un ruolo importante nel futuro della componente.

“Non solo diverse aree di ricerca di entrambe le nazioni si completano a vicenda, ma l’esperienza e la conoscenza di diversi profili applicativi sono inclusi nel progetto”, ha sottolineato la dichiarazione congiunta annessa al comunicato celebrativo dell’evento. Come l’Italia, ad esempio, ha una vasta esperienza nella gestione di sottomarini classe U-212A in acque molto calde, per la Marina tedesca la manovrabilità gioca un ruolo di primo piano in acque poco profonde, come quelle dello scenario operativo del Mar Baltico.

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“Lo scambio delle informazioni e delle esperienze anche nel settore della ricerca e sviluppo possono essere utilizzati per un reciproco vantaggio e l’eliminazione di obsolescenza. Mediante l’acquisizione congiunta e coordinata delle componenti e dei sistemi di questi battelli, il costo d’acquisizione e mantenimento sarà inferiore ad attività separate, come già dimostrato dalle attività finora svolte”.

La Marina Militare ha più volte espresso la necessità di disporre di unità subacquee di nuova generazione destinate a rimpiazzare le 4 in servizio appartenenti alla classe Sauro migliorata, che secondo il piano delle dismissioni, saranno ritirate dal servizio fra il 2018 ed il 2022. Secondo quanto riportato nel documento prospettive e orientamenti di massima della Marina Militare per il periodo 2015-2025, è stata evidenziata la necessità di acquistare, nell’immediato, una nuova coppia di battelli, evoluzione dell’attuale tipo U-212A, ma per assicurare un sufficiente numero di sottomarini sarebbero necessaria almeno un’ulteriore coppia.

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La necessità di procedere al più presto all’approvazione del programma d’acquisizione di nuovi battelli è già stata evidenziata in diversi consessi sia da parte della Forza Armata che da parte dell’industria. In particolare l’amministrato delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono (nella foto a lato), nel corso di uno dei suoi interventi pubblici nel 2016, ha fatto presente che il gruppo sta mantenendo in servizio un ristretto numero di specialisti per assicurare una continuità in termine di know-how costruttivo e di programma, ma i tempi impongono una scelta nel minor tempo possibile per l’approvazione del programma di nuova acquisizione.

Il programma U212A del 1996 ha consentito in questi 20 anni all’Italia, alla sua industria cantieristica, della sistemistica ad alto contenuto innovativo, dell’elettronica di settore, dei materiali speciali ad alta tecnologia ma anche di tantissime realtà fatte da piccole-medie imprese (PMI), Università e Centri di Ricerca, di recuperare, investendo significative risorse, un importantissimo gap tecnologico in un settore strategico e trainante per l’intero Sistema-Ppaese come quello della costruzione di sottomarini.

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Il nuovo MoU estende significativamente le possibilità di cooperazione, semplificando ulteriormente tutte le attività nell’ambito delle fasi di ricerca e sviluppo, progettazione, realizzazione e supporto in vita dei sottomarini, la cui appartenenza ad un ciclo continuo, ricorsivo, integrato, ma soprattutto multinazionale e condiviso, porta in definitiva le unità classe U212A a poter contrastare efficacemente tutto lo spettro di moderne minacce convenzionali ed asimmetriche mantenendo la superiorità nella Dimensione Subacquea.

Se il programma ha costituito il punto di svolta nel settore dei sottomarini poiché, per la prima volta, due realtà governative ed industriali hanno cooperato in maniera olistica (tecnologia, personale e supporto in vita dei mezzi) in un ambito specialistico di così elevato livello, il nuovo MoU ne rinforza ed allarga i presupposti e lo fa in chiave europea, aprendo di fatto ad una convergenza dei requisiti o comunque dei sistemi che si auspica sia più ampia possibile.

Foto Marina Militare e Fincantieri

Nato a Genova nel 1966 e laureato in giurisprudenza, è corrispondente per l'Italia e collaboratore delle riviste internazionali nel settore della difesa del gruppo inglese IHS Markit (Jane's Navy International e Jane's International Defence Review) e della casa editrice tedesca Mittler Report Verlag (European Security & Defense e pubblicazioni collegate) nonché delle riviste di settore Armada International, European Defence Review e The Journal of Electronic Defense. In Italia collabora anche con Rivista Marittima, Aeronautica & Difesa e la testata online dedicate al settore marittimo ed economico The MediTelegraph (Secolo XIX).

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