Boeing e Lockheed in gara per i sottomarini senza equipaggio della US Navy

S10 Submaran

Lockheed Martin e Boeing sono in gara per la fornitura di sottomarini senza equipaggio (Unmanned Undersea Vehicle – UUV) destinati alla US Navy.  L’obiettivo è realizzare sistemi robotizzati capaci di valutare e prendere decisioni in modo autonomo, acquisire ed elaborare grandi flussi di dati, puntare sulla miniaturizzazione dei componenti e contenere i costi di esercizio.

Per ora gli investimenti sono limitati – si parla di circa 5 milioni di dollari – ma le potenziali applicazioni di queste unità navali sono infinite e il mercato è ormai in rapida espansione.

In attesa dell’S200, sottomarino senza equipaggio lungo 11,88 metri che si stima possa trasportare un carico utile di oltre 900 chili e sia in grado di operare fino 198 metri di profondità, Lockheed Martin propone il Submaran S10 (nella foto d’apertura), UUV ad energia solare realizzato dalla californiana Ocean Aero, azienda impegnata nella produzione di corpi marini e veicoli subacquei a controllo remoto (Autonomous Underwater Vehicle – AUV).

L’S10 Submaran è lungo 4,14 metri e può immergersi ad una profondità massima di 200 metri. Dotato di una vela retrattile che gli permette una spinta propulsiva in superficie di 5 nodi e di pannelli solari per la ricarica delle batterie al litio utilizzate per alimentare un motore elettrico da 50 watt di potenza (300 watt di potenza massima producibile), pesa 127 kg e può trasportare uno svariato numero di sensori intelligence per un carico massimo di 23 chili.

Pensato per muoversi su rotte disegnate da un sistema di navigazione autonoma basato su waypoint pre-programmati, iI Submaran è inoltre equipaggiato con una telecamera a 360°, modem acustici subacquei, antenne per le comunicazioni terresti e satellitari, un impianto wi-fi per la trasmissione e la ricezione dati, un magnetometro, un sistema di sorveglianza sismico, un dispositivo CTD per la misurazione della Conduttività elettrica (C), della Temperatura (T) e della Profondità (D) dell’acqua, un supporto METOC per le previsioni meteorologiche ed oceanografiche, un rilevatore per la presenza di idrocarburi nell’acqua e uno Correntometro Acustico Doppler a Profilazione (ADCP) per la misurazione delle correnti sottomarine.

echo voyager

Boeing punta, invece, sul progetto Echo Voyager (foto a lato), sottomarino con sistema di propulsione ibrido progettato dalla controllata Liquid Robotics, società americana di robotica marittima che realizza e commercializza unità di superficie e di profondità a controllo remoto. Classificabile come Extra Large Unmanned Undersea Vehicle (XLUUV), Echo Voyager è lungo 15,54 metri e pesa 50 tonnellate; può raggiungere profondità d’immersione pari a fino a 3.352 metri e naviga ad una velocità massima di 8 nodi.

E’ dotato di una stiva di carico modulare e di un sistema ibrido di propulsione, alimentato da batterie allo zinco-ossido d’argento o al litio-ionizzato ricaricabili da pannelli solari o da generatore diesel, capace di garantire fino a sei mesi e a 12.000 chilometri di autonomia operativa.

Equipaggiato con una suite di sensori dedicati alla raccolta e alla trasmissione dei dati via satellite, sia in immersione che in superficie, può eseguire missioni intelligence destinate alla raccolta di informazioni, alla  sorveglianza, all’identificazione di minacce e alla ricognizione, prendendo decisioni in modo autonomo e navigando per lunghi periodi senza l’intervento diretto dell’uomo.

Presentato al pubblico nel 2016, la scorsa estate l’Echo Voyager ha iniziato la prima fase di prove in mare e già a partire dal 2018 potrebbe essere dichiarato operativo.

ERV

Eugenio Roscini VitaliVedi tutti gli articoli

Colonnello dell'Aeronautica Militare in congedo, ha conseguito un master di specializzazione in analisi di sistema e procedure all'Istituto Superiore di Telecomunicazioni. In ambito internazionale ha prestato servizio presso il Comando Forze Terrestri Alleate del Sud Europa, la 5^ Forza Aerea Tattica Alleata e il Comando NATO di AFSOUTH. Tra il 1995 e il 2003 ha preso parte alle Operazioni NATO nei Balcani (IFOR/SFOR/KFOR). Gestisce il sito ITlogDefence.

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