Gli scontri a Tripoli potrebbero esaurirsi a breve

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(Aggiornato alle ore 20,00)

Si intensifica la guerra tra le milizie ribelli e le forze del Governo di accordo nazionale a Tripoli, che da un paio di giorni sta sconvolgendo la Libia. La Settima Brigata, guidata dai fratelli Kani, ha assunto il controllo totale della strada per l’aeroporto internazionale, ma le unità del governo di Fayez al-Sarraj sono riuscite a mantenere le linee difensive verso il centro storico. Inoltre, sono passate al contrattacco in diverse zone. La situazione, comunque, continua a essere fluida e per il momento non c’è una parte che prevalga sull’altra in maniera incisiva.

L’arrivo dei rinforzi da Misurata potrebbe però cambiare gli equilibri a favore delle truppe governative. Sono centinaia di combattenti, ben addestrati e armati. A loro, inoltre, si aggiungono gli elementi della Special Deterrence Force (SDF), che hanno già cominciato a ingaggiare il nemico ad Ain Zara.

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Secondo alcuni analisti militari, la battaglia a Tripoli potrebbe concludersi presto nonostante le apparenze. La Settima Brigata, infatti, non sarebbe in grado di portare avanti un conflitto per lungo tempo contro le forze del GNA.

Il vantaggio dell’effetto sorpresa, che ha permesso ai miliziani di avanzare rapidamente nella capitale libica, si è esaurito nelle ultime ore. Soprattutto a seguito del fatto che hanno aperto diversi fronti di combattimento (sud-ovest, sud e sud-est), che ora saranno difficilmente difendibili contro più contingenti.

Perciò, molto presto i fratelli Kani dovranno trattare con Sarraj e accettare la tregua, mediata da UNSMIL la missione Onu nel paese nord africano. L’Italia lo ha capito prima di tutti, tanto che lo stesso vice premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini ha definito un possibile nostro intervento militare “inutile” e ha ribadito che bisogna lasciar lavorare le Nazioni Unite per la soluzione della crisi.

Ieri sera il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, ha avuto una lunga conversazione telefonica con il Rappresentante speciale del Segretario Generale Onu per la Libia, Ghassan Salameh, “nel corso della quale ha appreso la sua valutazione sui recentie venti e sulle azioni da lui intraprese per superare le tensioni e l’attuale fase di instabilità”. Moavero e Salameh “si riparleranno nuovamente nei prossimi giorni”, ha reso noto la Farnesina.

(con fonte Difesa&Sicurezza)

Foto: Getty Images e BBC

 

Aggiornamento delle ore 20.00

“Sotto gli auspici” dell’inviato speciale dell’Onu in Libia, Ghassan Salamé, “un accordo per il cessate il fuoco è stato raggiunto e firmato ieri sera per porre fine a tutte le ostilità, proteggere i civili, salvaguardare la proprietà pubblica e privata e riaprire l’aeroporto di Mitiga”:

Lo ha reso noto la Missione dell’Onu in Libia (Unsmil) sintetizzando l’intesa raggiunta fra le milizie che “non punta a risolvere tutti i problemi della sicurezza della capitale della Libia: cerca un accordo quadro sul modo di iniziare ad affrontare tali questioni”.

“Se tutte le parti daranno prova di un vero e totale rispetto del cessate il fuoco, le Nazioni Unite terranno un’altra riunione per esaminare i preparativi di sicurezza della capitale”:

Francesco BussolettiVedi tutti gli articoli

Nato a Roma nel 1974, lavora all'agenzia di stampa Il Velino. E' inviato di guerra embedded dal 2003, quando partecipò alla missione Antica Babilonia con l'Esercito Italiano in Iraq. Ha coperto sul campo anche i conflitti in Afghanistan (Enduring Freedom e Isaf) e Libano (Unifil), nonché quelli in Corno d'Africa (Eritrea, Etiopia e Somalia) e le principali attività della Nato al fianco delle forze armate di diversi paesi. E' ufficiale della Riserva Selezionata dell'Esercito, specialista Psy-Ops, e tra il 2012 e il 2013 ha prestato servizio a Herat nell'RPSE. Attualmente si occupa in particolare di cybersecurity.

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