Le milizie della Tripolitania si uniscono contro l’esercito di Haftar

Members of the Libyan National Army (LNA), also known as the forces loyal to Marshal Khalifa Haftar, fire a tank during fighting against jihadists in Benghazi's Al-Hout market area on May 20, 2017. / AFP PHOTO / Abdullah DOMA

Scontri a fuoco sono stati segnalati a sud di Tripoli tra l’Esercito Nazionale Libico (LNA) del generale Khalifa Haftar e milizie che sostengono il premier Fayez Al Sarraj.

Almeno secondo un media libico, si tratterebbe di “scaramucce limitate” e una fonte ufficiale dello LNA ha sostenuto che le forze di Haftar, pur attaccate, in tarda sera stavano rimanendo sulla difensiva.

AFP OF 40 Libia

Non dovrebbe essere quindi l’inizio di una rapida presa di Tripoli da parte del generale cirenaico ma appare come un segnale lanciato a dieci giorni dalla “Conferenza nazionale” sulla Libia: l’incontro sotto l’egida dell’Onu ma solo con partecipanti libici è previsto dal 14 al 16 aprile a Ghadames, nel sud-ovest del Paese, che dovrebbe generare un accordo per arrivare ad elezioni.

Già in passato vi erano stati scontri fra milizie dell’LNA e altre a difesa della capitale e i proclami del portavoce del generale, Ahmed Mismari, su un’imminente presa della capitale si erano rivelati inconsistenti. I combattimenti però avvengono il giorno stesso di ordini impartiti da Haftar per spostare nell’ovest della Libia “diverse unità militari” per “stanare formazioni terroriste”, termine usato dal generale per tutte le milizie di stampo islamista.

AFP Tripoli augusto 18

Il Consiglio presidenziale di cui è capo al-Sarraj ieri ha dichiarato lo stato di emergenza e denunciato gli ordini impartiti da Haftar alle sue truppe di avanzare verso Tripoli definendoli “annunci provocatori” perchè esortano a “liberare la capitale”.

Il ministero dell’Interno di Tripoli ha fatto sapere che le sue forze sono pronte a respingere qualsiasi attacco alla capitale.

La crisi militare aveva preso il via nei giorni scorsi con l’avvicinarsi delle firze di Haftar alla capitale e l’unificazione di alcune milizie dell’Ovest e del Centro della Tripolitania sotto un unico comando congiunto definito West Region Protection Force, che riunisce diverse milizie, alcune delle quali già aderenti alla  Tripoli Protection Force (TPF), con l’obiettivo di proteggere la regione dalle offensive di Haftar.

AFDP agosto 18 Tripoli LIBYA-UNREST

La TPF è formata da diversi gruppi armati locali e sarà leale al Consiglio Presidenziale (PC) di Fayez al-Sarraj, ma prima ancora, è stato annunciato, “alla popolazione”. I miliziani chiedono che il Consiglio Presidenziale metta fine parte alle divisioni interne.

La nuova formazione, formalmente ostile ad Hatfar, potrebbe rappresentare quindi una minaccia o quanto meno un condizionamento anche per lo stesso al-Sarraj. La TPF costituisce l’ala militare della neo costituita “Libyan National Assembly” e ne fanno parte vari gruppi armati islamisti originari di Tripoli, Misurata, Zintan, Zawia e Gharian, già membri negli anni scorsi dell’alleanza “Alba della Libia”.

Foto  AFP

 

Francesco BussolettiVedi tutti gli articoli

Nato a Roma nel 1974, lavora all'agenzia di stampa Il Velino. E' inviato di guerra embedded dal 2003, quando partecipò alla missione Antica Babilonia con l'Esercito Italiano in Iraq. Ha coperto sul campo anche i conflitti in Afghanistan (Enduring Freedom e Isaf) e Libano (Unifil), nonché quelli in Corno d'Africa (Eritrea, Etiopia e Somalia) e le principali attività della Nato al fianco delle forze armate di diversi paesi. E' ufficiale della Riserva Selezionata dell'Esercito, specialista Psy-Ops, e tra il 2012 e il 2013 ha prestato servizio a Herat nell'RPSE. Attualmente si occupa in particolare di cybersecurity.

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