Libia: Haftar annuncia la spallata finale a Tripoli

EPA forze LNA Jufra

Il 20 luglio le forze del feldmaresciallo Khalifa Haftar hanno dichiarato “l’ora zero” della propria offensiva volta alla conquista di Tripoli. Come riferisce Arab News, lo scrive lo stesso Esercito nazionale libico (LNA) sulla propria pagina Facebook, nella quale si lancia un appello ai giovani “unirsi alle nostre forze”.

Roma, 22 nov. (askanews) - "Non sono più di una cinquantina asseraglliati in una piccola area" gli irrudicibili jihadisti della filiale libica dello Stato Islamico (Isis) rimasti ancora a Sirte a combattere con le forze che fanno capo al governo d'Accordo Nazionale (GNA). A sostenerlo è un comandante delle forze del GNA che indica l'area ancora in mano agli uomini del Califfato nero nel quartiere Al Jiza al bahriya, "grande come un campo di calcio", come riporta il quotidiano panarabo al Quds al Arabi. "La maggiore parte dei leader militare dell'organizzazione sono stati uccisi, e l'attuale emiro è un citatdino yemenita", ha detto il comadante in condizioni di anonimato, il quale ha aggiunto che "militarmente, la battaglai di Sirte è decisa e l'unico ostacolo sono la presenza di donne e bambini oltre ai famigliari dei jihadisti che si trovano negli stessi luoghi dove sono rintanati i terroristi".

A Tripoli il Governo di accordo nazionale libico (GNA) di Fayez al Serraj aveva annunciato di aver raccolto informazioni che dimostrerebbero che Francia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti si preparano a potenziare le forze fedeli ad Haftar in vista della seconda offensiva su Tripoli dopo che la prima era fallita tra aprile e giugno, con la perdita della base logistica di Gharyan, conquistata dalle milizie di Misurata che sostengono il GNA.

Stando a quanto scrive il portale locale Libyan Express un non meglio specificato “Paese occidentale” avrebbe informato Fayez Al-Serraj che Egitto, Francia e Emirati Arabi Uniti useranno massicce forze aeree per aiutare le forze di Haftar a entrare a Tripoli mentre le informazioni pervenute al governo di Tripoli indicherebbero che il nuovo attacco è imminente.

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Ieri un alto ufficiale dell’Esercito Nazionale Libico ha annunciato “per le prossime ore o i prossimi giorni” un’offensiva sulla capitale Tripoli. In un’intervista rilasciata ieri al quotidiano arabo con sede a Londra, Al Sharq al-Awsat, il generale Fawzi al-Mansouri, comandante dell’LNA sul fronte di Ain Zara Ialle porte di Tripoli), ha detto che “l’ingresso di forze militari a Tripoli è questione di ore o di giorni”.

Secondo l’ufficiale, la battaglia per la capitale “finirà molto presto”, definendo la prossima offensiva come “veloce e decisiva”. “Le nostre forze sono completamente pronte”, ha aggiunto al-Mansouri. “Siamo solo in attesa delle ultime istruzioni dal feldmaresciallo Haftar”.

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Oltre all’afflusso di ingenti rinforzi, l’LNA avrebbe intensificato gli attacchi per riprendere il possesso di Gharyan ma avrebbe nel frattempo istituito un nuovo comando e realizzato una pista di atterraggio militare nei pressi di Tarhouna, a 60 chilometri da Tripoli, per guidare da lì la Fase 2 dell’offensiva su Tripoli.

La pressione delle truppe dell’LNA appoggiate da aerei e artiglieria si è fatta già ieri intensa soprattutto nei settori di Khalat Furjan, Aziziya, Wadi Rabia, Ein Zara e nell’area dell’aeroporto internazionale ma per ora gli attacchi sono stati respinti dalle forze fedeli al GNA.

Il 20 e 21 luglio diversi raid aerei delle forze di Tripoli hanno preso di mira le posizioni di Haftar intorno alla cosiddetta valle della primavera e al vecchio aeroporto.  L’LNA ha ammesso il decesso di almeno 8 suoi militari ma hanno annunciato di aver abbattuto uno dei droni armati turchi Bayraktar TB-2 (nella foto sopra) in forza all’aeronautica di Tripoli e basati a Mitiga.

Dal 4 aprile gli scontri nei pressi di Tripoli hanno provocato almeno 1.093 morti tra cui 106 civili, e 5.752 feriti, tra cui 294 civili mentre gli sfollati sarebbero almeno 104 mila.

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Ieri un aereo da addestramento/attacco al suolo L-39 Albatros delle forze aeree dell’LNA ha compiuto un atterraggio di emergenza in Tunisia, nell’aeroporto di Medenine. Lo ha riferito il Libya Observer, che cita il portavoce delle forze armate del GNA, il colonnello Mohamed Gounonou.

Gounonou ha detto che “Non abbiamo informazioni sul motivo per cui l’aereo è atterrato in Tunisia e sono in corso contatti con la parte tunisina per chiarire l’incidente”.

Per il corrispondente dell’agenzia di stampa tunisina Tap, l’aereo militare libico è atterrato a Beni Ghzaiel ad est di Medenine per ragioni ancora sconosciute. L’ aereo è stato circondato dalle forze di sicurezza e militari tunisine e il pilota è stato arrestato mentre secondo fonti vicine alle milizie di Misurata il pilota potrebbe aver defezionato.

Foto: Twitter, AP e AFP

 

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