Londra e Parigi (ma non Roma e Berlino) invieranno altre truppe in Siria al fianco degli USA

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La Gran Bretagna e la Francia hanno accettato di inviare altre truppe in Siria su richiesta degli Stati Uniti per consentire il parziale ritiro dei circa 2mila militari statunitensi dislocati a est del fiume Eufrate nell’area controllata dalle milizie curdo-arabe delle Forze Democratiche Siriane.

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Lo ha reso noto il magazine Foreign Policy citando un funzionario dell’Amministrazione USA che segue la vicenda.

Londra e Parigi sono gli unici alleati degli Usa che già schierano hanno truppe in Siria e le aumenteranno di circa il 10-15% “ma né i tempi né il numero esatto sono chiari”, ha aggiunto la fonte. Altri Paesi potrebbero inviate forze più contenute, ma in cambio gli Usa dovrebbero pagarne i costi.

Sempre secondo la fonte di Foreign Policy, anche l’Italia sarebbe vicina a una decisione in merito ma il governo di Roma non sembra intenzionato ad accogliere la richiesta dell’amministrazione Trump.

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Una decisione saggia, auspicata anche da Analisi Difesa, dal momento che la presenza di truppe della Coalizione in Siria è priva di legalità poiché il loro schieramento è stato più volte definito “di occupazione” da parte del governo di Damasco, unico legittimo governo della Siria riconosciuto dalla comunità internazionale.

Inoltre la presenza militare anglo-franco-statunitense n Siria non è certo mirata a sconfiggere quel che resta dello Stato Islamico ma a esprimere una deterrenza utile a impedire ad Assad di riprendere il legittimo controllo sull’est del paese ricco di risorse energetiche.

Consiglieri militari occidentali con curdi a Mosul

Anche la Germania ha respinto lo stesso appello, mentre altri Paesi balcanici e baltici sono “quasi certi di mandare una manciata di soldati ciascuno”, ha aggiunto il funzionario.

Ma gli Stati Uniti sono “nel complesso rimasti delusi” dalle risposte degli alleati sull’ invio di rinforzi “contro l’Isis”. Il presidente Donald Trump ha annunciato in passato che gli Usa si sarebbero completamente ritirati dalla Siria a dicembre 2018, ma ha poi dovuto fare parzialmente marcia indietro, ricorda la rivista americana, principalmente a causa delle pressioni del Pentagono e del Dipartimento di Stato che considerano un regalo ai russi che sostengono Assad il ritiro americano.

Washington dovrebbe ridurre la propria presenza da circa 2.000 militari ad appena 400, mentre Gran Bretagna e Francia dovrebbero schierare attualmente nell’area 200-300 militari ciascuno.

Foto AFP e Reuters

 

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