La Lituania porta le spese militari a oltre il 2 per cento del PIL

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Preoccupata dall’influenza russa in Bielorussia e dal numero di forze rischierate da Mosca nel distretto occidentale di San Pietroburgo e nell’oblast di Kaliningrad, la Lituania rilancia il progetto di aggiornamento dell’apparato militare e vara un nuovo piano di investimenti destinato ad aumentare il budget della Difesa anche negli anni a venire.

LITUSpinto dagli eventi legati all’annessione russa della Crimea, nel 2014 il governo lituano ha intrapreso un ambizioso programma di modernizzazione delle forze armate e nel 2017 è arrivato a raddoppiare i fondi per la Difesa, oltre 800 milioni di dollari che, in rapporto al prodotto interno lordo (PIL), pongono la Lituania tra i dieci paesi della NATO che più investono in spese militari.

La via intrapresa è stata confermata nel 2018, con il 2% del PIL destinato al budget per la Difesa, una misura richiesta ai membri del Patto Atlantico che l’esecutivo vorrebbe aumentare fino a raggiungere la soglia del 2,5% entro il 2030.

Allo stesso tempo sono state approvate  le nuove misure in materia di acquisizione degli armamenti e la creazione di un’agenzia deputata a pianificare e gestire i progetti secondo le regole di trasparenza dettate nel libro bianco del Ministero della Difesa.

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In relazione all’aggiornamento del sistema di difesa nazionale, la Lituania prevede di destinarne al piano di modernizzazione il 25% del bilancio della Difesa, un totale di 2,5 miliardi di euro  che le Forze Armate stanno  indirizzati verso l’acquisizione di nuovi sistemi, all’aggiornamento degli apparati esistenti e all’acquisto di armi, munizioni e logistica.

Tre i grandi programmi in cantiere: il potenziamento della forza meccanizzata, con l’acquisto dei veicoli da combattimento di fanteria Boxer, di un sistema di difesa aerea di fascia media come il  NASAMS e di un numero consistente di obici semoventi PzH2000 dalla Germania.

La decisione del governo lituano di dotare la fanteria di un nuovo mezzo corazzato da combattimento risale al dicembre 2015, un contratto complessivo di 385,6 milioni di euro che viene sottoscritto il 22 agosto 2016 per l’acquisto di 88  IFV Boxer (Vilkas nella versione lituana) arricchiti dalla torretta RWM (Remote Weapon System) Rafael Samson MK II con sistema d’arma multiplo composto da un cannone automatico “Mk44 Bushmaster II” da 30 mm e dal missile anticarro Spike-LR.

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L’obiettivo iniziale è quello di equipaggiare con il nuovo veicolo almeno due battaglioni di fanteria meccanizzata, cosa possibile entro il 2021, e di sostituire progressivamente il parco M113 in forza all’Esercito.

Il Ministero della Difesa sta inoltre valutando la possibilità di acquistare un secondo lotto di IFV, decisione che verrà presa solo dopo il 2021 e cioè dopo un’attenta valutazione dei Boxer assegnati ai Battaglioni della Brigata “Iron Wolf”.

Il secondo progetto riguarda il sistema di difesa aerea nazionale, un investimento da 150 milioni di dollari che punta a soddisfare le esigenze a medio raggio in un’ottica di interoperabilità con gli altri sistemi alleati e di integrazione con i sistemi nazionali a corto raggio GROM e con gli FIM-92 Stinger e gli RBS-70 in forza all’Air Defence Battalion di Radviliskis.

Il sistema in questione è il NASAMS prodotto da Raytheon e Kongsberg Defence Aerospace, una rete distribuita di batterie ognuna delle quali composta da 12 componenti di lancio (LCHR) per 6 missili AIM-120 AMRAAM ciascuna, otto radar AN/MPQ-64 Sentinel, un centro di controllo del fuoco (CTOC), un veicolo dotato di un sensore elettro-ottico (MSP500) e un veicolo destinato alla funzione di Tactical Control Cell (TCC).

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Inoltre, per raggiungere la piena capacità operativa, Vilnius prevede di impegnare nel programma altri 130 milioni di dollari, cifra che verrebbe resa disponibile nel 2028 a condizione che gli Stati Uniti decidano di rafforzare la loro presenza nel Baltico rischierando in Lituania i radar Sentinel.

Infine l’artiglieria che ha già ricevuto i primi due dei 21 obici PzH200 da 155 mm che la Germania si è impegnata a fornirgli entro la fine del 2019, sedici destinati ai reparti operativi e 5 all’addestramento. A questi vanno poi aggiunti 26 carri comando M577 V2, 6 veicoli corazzati da recupero BPZ2 e 200 Oshkosh L-ATV, il Joint Light Tactical Vehicles che US Army sta adottando per sostituire gli ormai datati Humvee e che Slovenia e Regno Unito hanno già deciso di acquistare.

Oltre a migliorare le capacità di difesa aerea ed aumentare la potenza di fuoco e la mobilità terrestre del suo Esercito, Vilnius sta ricostruendo il suo arsenale munizione e sembra stia anche pianificando la sostituzione dei vecchi elicotteri sovietici Mi-8 con velivoli occidentali, una scelta non ancora definita che vedrebbe comunque favoriti i Lockheed Martin-Sikorsky UH-60 Black.

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Non ultimo va considerato il settore dell’addestramento che le Forze Armate stanno affrontando con l’acquisizione di sistemi di simulazione adeguati ai nuovi armamenti e con una massiccia riorganizzazione della manovrabilità delle unità all’interno del paese.

Riguardo a quest’ultimo punto, molto si sta puntando sull’aggiornamento delle tratte ferroviarie dal sistema orientale a quello occidentale, così da permettere agli alleati di sostenere logisticamente lo sforzo militare in modo immediato in caso di crisi.

In particolare, la nuova linea ferroviaria a scartamento europeo raggiungerà entro il 2020 il terminal intermodale di Kaunas, piattaforma per il trasferimento delle merci posta al centro del paese; l’estensione consentirà alle forze corazzate alleate di caricare i treni nei porti del Belgio e dell’Olanda e di raggiungere con facilità ed in modo diretto la Lituania.

In seguito, grazie ad un progetto congiunto di cooperazione internazionale, verranno aggiornate anche altre tratte ritenute strategicamente importanti, prima fra tutte la linea che raggiunge il centro di addestramento di Pabrade, 50 chilometri a nord di Vilnius.

Foto: Warsaw Institute, Esercito Lituano, DEF Post e Belt

 

 

Eugenio Roscini VitaliVedi tutti gli articoli

Colonnello dell'Aeronautica Militare in congedo, ha conseguito un master di specializzazione in analisi di sistema e procedure all'Istituto Superiore di Telecomunicazioni. In ambito internazionale ha prestato servizio presso il Comando Forze Terrestri Alleate del Sud Europa, la 5^ Forza Aerea Tattica Alleata e il Comando NATO di AFSOUTH. Tra il 1995 e il 2003 ha preso parte alle Operazioni NATO nei Balcani (IFOR/SFOR/KFOR). Gestisce il sito ITlogDefence.

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