Guerra elettronica dietro il Boeing ucraino abbattuto: le valutazioni dei pasdaran

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Resta sempre aperta l’ipotesi (subito evidenziata da Analisi Difesa) che all’origine dell’abbattimento, l’8 gennaio scorso, del Boeing 737 dell’Ukraine International Airlines a Teheran vi sia un errore dovuto ad attacchi elettronici al sistema di difesa aerea iraniano, come sembrano confermare anche fonti di alto livello dei pasdaran.

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“Abbiamo saputo dell’abbattimento accidentale dell’aereo ucraino sin dalle prime ore, ma abbiamo ritardato l’annuncio dell’errore umano come causa per non mettere in pericolo la sicurezza nazionale” ha detto il comandante delle forze aerospaziali dei Pasdaran, Amir Ali Hajizadeh (nella foto sotto), incontrando la famiglia di una delle 176 vittime.

“Non l’abbiamo annunciato subito per due ragioni. La prima era evitare di mettere in pericolo la sicurezza nazionale, perché un errore umano del sistema di difesa avrebbe messo in crisi la fiducia nel sistema, che si sarebbe paralizzato.

La seconda era che il quartier generale delle Forze armate e le altre autorità superiori avevano detto di sospettare che l’incidente potesse essere stato causato da una guerra elettronica del nemico e che quindi occorreva tempo per indagare su questa eventualità”, ha spiegato il generale Hajizadeh, citato dalla Fars, agenzia vicina alle Guardie della rivoluzione islamica.

Al netto delle esigenze di propaganda e della evidente necessità dei pasdaran di giustificare un errore così grave negli apparati difensivi della capitale, la questione del possibile attacco elettronico statunitense resta sul tavolo.

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Ali Abdollahi, il vicecomandante del quartier generale delle Forze Armate per gli affari di coordinamento, sostiene che “le malizie degli Stati Uniti nella regione sono già state provate in passato, e finora i sistemi informatici iraniani hanno osservato e registrato oggetti virtuali prodotti dagli Stati Uniti nello spazio aereo del paese”, ha scritto il Teheran Times.

“Il disturbo delle prestazioni dei sistemi radar da parte degli Stati Uniti non è senza precedenti”, ha detto l’alto ufficiale alla TV nazionale. Abdollahi ha anche annunciato che è stata costituita una squadra per indagare su una tale possibilità.

L’aereo passeggeri è stato abbattuto l’8 gennaio, quasi quattro ore dopo che l’Iran aveva sparato decine di missili contro una base aerea statunitense in Iraq, come rappresaglia all’assassinio del generale iraniano
Qassem Soleimani a Baghdad il 3 gennaio.

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L’esercito iraniano ha annunciato sabato mattina che l’aereo era stato scambiato per un missile da crociera.  Abdollahi ha detto che c’è stato un rapporto su un attacco missilistico da crociera degli Stati Uniti sulla scia dei lanci di missili iraniani e ha aggiunto che l’operatore che ha lanciato il missile contro l’aereo ha avuto difficoltà a ricevere il messaggio del centro di comando.

Alle critiche per l’annuncio tardivo che l’aereo era stato abbattuto involontariamente dall’Iran Abdollahi risponde che l’indagine che ha portato all’annuncio e’ stata condotta nel minor tempo possibile.

“Il comandante della Forza aerospaziale del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica era in missione nell’ovest del Paese e dopo un’ora è stato informato (a riguardo) e ne ha riferito al suo superiore”, ha detto, secondo Tasnim.

“Chiunque ad ogni livello riporti (qualcosa) dovrebbe assicurarsi (l’accuratezza del) rapporto”, ha detto, aggiungendo: “Naturalmente, l’esame iniziale richiede tempo”. La portata della missione delle persone coinvolte era ampia ed era necessario parlare con tutti loro, quindi il processo è durato circa 38 ore, ha detto all’IRNA.

 

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