A Zagabria è nato il “college” dell’intelligence europea

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Con la Lettera di intenti firmata il 26 febbraio a Zagabria prende forma l’Intelligence College in Europe (ICE), una piattaforma di riflessione, condivisione e sensibilizzazione sui temi dell’intelligence che mette insieme 23 Paesi europei ma al di fuori dal contesto dell’Unione Europea.

Per l’Italia era presente nella capitale croata il direttore del Dis, Gennaro Vecchione. L’iniziativa è stata lanciata il 5 marzo del 2019 dal presidente francese, Emmanuel Macron, che negli ultimi tempi ha varato, tutte sotto l’egida francese naturalmente, numerose iniziative europee ma esterne all’ambito Ue e a quello NATO (note le posizioni di Macron circa l’Alleanza Atlantica) come la European Intervention Initiative o la forza navale schierata a Hormuz.

Da allora 30 Paesi europei hanno contributo a sviluppare visione, obiettivi e governance dell’ICE: di questi 23 sono gli Stati membri e 7 i partner potranno diventare membri in ogni momento. L’Italia, informa il Dis, ha contribuito in modo significativo alla stesura della Lettera d’Intenti che ha dato vita all’ICE, struttura che avrà sede a Parigi ma con la guida assegnata a rotazione agli Stati membri.

Benchè l’intelligence resti uno strumento eminentemente nazionale attraverso cui ogni Stato persegue i propri interessi (proprio per questo la Ue lascia alle singole Nazioni le competenze in questo campo), l’ICE vuole facilitare il dialogo tra le diverse comunità dei servizi di sicurezza europei.

 

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