Verso lo sblocco delle forniture militari agli Emirati Arabi Uniti

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Il 4 agosto la Commissione Esteri della Camera ha approvato un documento in cui sottolinea la necessità di superare “misure restrittive precedentemente assunte”, come lo stop dell’export di armi dall’Italia agli Emirati Arabi Uniti, nell’ambito del rilancio “delle relazioni bilaterali, rivitalizzando la cooperazione politica, economica, militare e culturale in tutti i campi di comune interesse”.

Nel documento la commissione di Montecitorio invita il Governo a “rafforzare la cooperazione strategica con i Paesi del Golfo che, come nel caso degli Emirati Arabi Uniti, hanno assunto una nuova e più responsabile postura nella regione a sostegno di dialogo, pace e stabilità, come dimostra l’impegno a fianco dell’Occidente nel contrasto al terrorismo fondamentalista di Daesh ed al-Qaida, il sostegno umanitario devoluto alle Nazioni Unite dagli Emirati per la popolazione yemenita e il ritiro delle forze armate di Abu Dhabi dal conflitto yemenita – dichiarato dalle autorità emiratine e noto anche alle nostre Autorità”. Una circostanza “positiva alla luce della quale rilanciare le relazioni bilaterali” in tutti i campi e “superare” le precedenti “misure restrittive precedentemente assunte”.

Alla risoluzione della commissione Esteri ha fatto seguito un “colloquio telefonico del ministro Luigi Di Maio con l’omologo emiratino, sceicco Abdullah bin Zayed Al Nahyan. Lo ha reso noto la Farnesina riportando che i temi in agenda erano “i rapporti bilaterali e partenariato strategico, e temi regionali”.

L’iniziativa sembra poter riaprire rapporti positivi con Abu Dhabi dopo lo stop all’export delle bombe d’aereo prodotte da RWM Italia e dopo la decisione emiratina di allontanare i militari italiani dalla base aerea di al-Minhad.

 

 

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