La farsesca diatriba tra Perù e Ucraina per l’Antonov An-178

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Il Perù minaccia sanzioni contro la società ucraina Antonov a causa della mancata consegna dell’aereo da trasporto Antonov An-178 il cui termine previsto dall’accordo (già ampiamente scaduto) risaliva allo scorso 23 ottobre 2021.

Il Controllore Generale della Repubblica del Perù (responsabile del monitoraggio dell’uso dei fondi) ha pubblicato un rapporto “Sul controllo parallelo” (Informe de Control Concurrente № 014-2021 / OCI / 0282-SCC), in cui avverte il Ministero della Affari interni sulla possibile perdita economica per un importo di 64 milioni di dollari a causa di un ritardo nella consegna dell’An-178 ordinato per la Polizia Nazionale Peruviana.

Secondo tale rapporto le sanzioni sarebbero state comminate dal giorno successivo la prevista data di consegna: 5.000 dollari al mese per i primi due mesi di ritardo, 35.000 dollari al mese tra il terzo e il quinto mese e 70.000 dollari tra il quinto e il dodicesimo mese, dopodiché il cliente potrebbe persino chiedere la risoluzione del contratto.

Le penali prospettate dal Perù sono decisamente basse poiché prassi vuole che con questo tipo di trattative la penale per ogni giorno di ritardo sia all’incirca pari allo 0,10% del valore dell’intero contratto.

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Ricordiamo infatti, come ampiamente trattato da Analisi Difesa nel settembre del 2019, che il Ministero degli affari interni del Perù aveva deciso di acquistare l’aereo da trasporto ucraino per sostituire i vecchi Antonov An-32B “Cline”.

Nella gara peruviana l’An-178 aveva superato i rivali Alenia C-27J Spartan (già ordinati da Lima in quattro esemplari nel 2013) e l’Airbus C-295M e tale decisione aveva stupito allora gli analisti militari poiché la valutazione venne fatta semplicemente considerando i soli dati tecnici del velivolo senza alcuna prova “reale”, ma soprattutto ignorando il fatto che il C-27J era già in servizio presso l’Aeronautica Militare peruviana e di conseguenza per motivi economici, logistici e d’addestramento la scelta italiana sarebbe stata molto probabilmente la più idonea.

L’Antonov An-178 fu così acquistato per circa 64 milioni di dollari imponendosi sul C-27J offerto allo stesso importo e sull’Airbus C295M classificatosi ultimo e ad un prezzo d’acquisto di 55 milioni di dollari.

Secondo il portale locale infodefensa il rapporto ministeriale peruviano starebbe in realtà cercando di chiarire il destino del contratto in essere e la fase della sua attuazione considerando che alla fine del 2019 il bureau ucraino aveva annunciato che il primo An-178 (seriale 006) sarebbe stato consegnato in tempo al cliente.

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Qualcosa però evidentemente è andato storto considerando che non è stato formulato alcun accordo sulla modifica del programma di consegna del velivolo.

È noto che tra l’11 e il 12 ottobre 2021 l’ispettore dell’aviazione del Ministero degli affari interni del Perù, Jose Almoriano, aveva visitato le imprese statali Antonov e Motor Sich e che allo stesso tempo i rappresentanti del cliente erano stati informati che il velivolo era strutturalmente pronto al 65%; in quel momento infatti, Antonov State Enterprise stava assemblando le strutture dell’aeromobile e installando sistemi e componenti acquistati da altri produttori internazionali.

Nell’agosto 2020 avevamo mostrato sul nostro canale Telegram l’annuncio formulato dall’allora CEO di Antonov Olexander Losya, secondo cui il velivolo era in via di completamento, ma nel novembre dello stesso anno Losya rassegnava le sue dimissioni dal bureau (dopo appena cinque mesi dall’assunzione dell’incarico subentrando a sua volta a Oleksandr Donets nel giugno del 2020), lasciando così l’incarico a Sergei Bychkov.

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Quest’ultimo nel febbraio 2021 aveva candidamente dichiarato che la società ucraina non aveva ricevuto tramite Spetstechnoexport alcun rimborso dal Ministero dell’Interno peruviano per il velivolo acquistato: – «Sarò franco. Non abbiamo ancora ricevuto un centesimo per questo aereo. Pertanto ho deciso di dare la precedenza alla costruzione di un aereo per il Ministero della Difesa dell’Ucraina.

Sull’An-178 per il Ministero degli Affari Interni del Perù continuiamo a lavorare. Quando arriverà il denaro lo finiremo, ma tutto questo solo nel momento in cui saremo finanziati.»

D’altra parte un tale ritardo nel pagamento dei fondi può influire notevolmente sul ritmo di costruzione dell’aeromobile, specie se si tratta di Antonov che deve acquistare componenti stranieri in sostituzione di quelli fabbricati in Russia. Successivamente fu rivelato che i singoli componenti stranieri erano stati addirittura acquistati attraverso fondi propri dell’impresa Antonov.

Alla fine di aprile 2021 la fusoliera incompiuta dell’An-178 (n 006) è stata rilasciata dall’officina di assemblaggio finale e trasferita in un altro hangar, dopodiché non sono apparse più foto di questo aereo né tantomeno informazioni sullo stato dei lavori da parte dei rappresentanti di Antonov.

Un addetto della società ucraina ha affermato in realtà che il problema potrebbe essere nella parte procedurale poiché il contratto non è stato firmato da Antonov ma dall’esportatore nazionale la società Spetstechnoexport che fa parte del Consorzio di Stato Ukroboronprom.

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Ma dal canto loro anche Spetstechnoexport ha emesso un comunicato stampa affermando la sua versione dell’impossibilità di consegnare l’An-178 alla polizia nazionale peruviana in modo corretto e tempestivo: – «A partire dal 9 dicembre [dello scorso anno] c’è stato un costante attacco mediatico sulla stampa peruviana per screditare il suddetto contratto e di conseguenza queste informazioni [false] sono state pubblicate sui media ucraini e russi. Si informa che tali informazioni non sono però oggettive.

Ad oggi il contratto è in vigore, tuttavia, a causa della mancanza di finanziamenti da parte del cliente – il Ministero dell’Interno della Repubblica del Perù – il contratto viene eseguito in ritardo. Pertanto, la risoluzione del problema di finanziamento non dipende dalla società ucraina… …si informa inoltre che ad oggi Spetstechnoexport non ha ricevuto alcun pagamento dal cliente e la parte ucraina produce l’aeromobile per proprio conto. Le clausole contrattuali inoltre, sono informazioni riservate e pertanto non sono soggette a divulgazione da parte di nessuna delle parti.»

A chi avrebbe motivato la presenza di componenti russe sull’An-178 comportando rallentamenti sulla realizzazione del velivolo è giunta la risposta del bureau ucraino con un altro comunicato stampa: – «…i velivoli An-178-100 sono equipaggiati con componenti prodotti in Ucraina e in Europa, Canada, Stati Uniti, selezionati e acquistati nell’ambito del programma di sostituzione all’importazione di componenti che erano stati precedentemente forniti dalla Federazione Russa.»

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L’ultimo atto di questa assurda vicenda arriva da Lima dove, secondo fonti peruviane, sarebbe stato il Banco de la Naciòn ad annullare qualsiasi transazione all’impresa statale ucraina Antonov.

La banca statale peruviana avrebbe infatti rifiutato di accettare un accordo bancario dalla banca tedesca “DZ Bank AG” per i pagamenti diretti a Spetstechnoexport (l’accordo tra queste due banche era tenuto infatti a coprire l’intero valore del contratto per 64 milioni di dollari) e questo nonostante il fatto che la tedesca “DZ Bank AG” sia classificata come una banca di prima categoria dalla Central Reserve Bank del Perù.

Spetstechnoexport dal canto suo avrebbe inviato al Ministero dell’Interno del Perù alcune decine di lettere per cercare di uscire da una grave situazione di stallo ma senza esito. Questa situazione potrebbe causare anche la possibilità di un eventuale arbitrato in caso di violazione del contratto.

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Oltre al danno d’immagine dunque, per le reiterate accuse da parte dei mass media peruviani, anche la beffa dovuta alla mancata accettazione di un garante bancario internazionale proprio da parte delle banche statali peruviane.

L’An-178 destinato al Perù e con le insegne del Ministero dell’Interno di Lima apposte sulla fusoliera al momento rimane chiuso a prendere polvere parzialmente completato in un hangar della società ucraina Antonov che ultimamente non sembra avere decisamente fortuna con i contratti stranieri.

Foto Antonov

 

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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