Ridimensionata la missione sanitaria italiana in Libia

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In seguito ad accordi tra le autorità italiane e libiche, la Difesa ha disposto il rientro di un’aliquota di personale medico/sanitario, mezzi e materiali dislocati a Misurata, con la conseguente riconfigurazione della presenza sanitaria militare italiana dal livello ROLE2 a ROLE1, operazione coordinata e condotta dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI).

Lo ha reso noto ieri lo Stato Maggiore Difesa precisando le differenze tra i due assetti sanitari.

Il ROLE 1 è l’assetto che comprende la capacità di effettuare triage, primo soccorso, manovre salvavita oltre che avere una capacità diagnostica e di ricovero seppur limitata.

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Il ROLE 2 è l’assetto sanitario le cui capacità si basano fondamentalmente sulla damage control resuscitation (DCR) and damage control surgery (DCS) ovvero la rianimazione e la chirurgia salvavita al fine di stabilizzare il paziente per il successivo trasporto verso organi sanitari di livello superiore. Ha una maggiore capacità diagnostica e di ricovero e costituisce di fatto il sostegno di livello ospedaliero sul campo.

“La task Force Ippocrate dispiegata in Libia proseguirà la missione a Misurata con circa 200 militari mantenendo sul campo un proprio assetto sanitario, per fornire assistenza al personale militare italiano che continuerà a operare in Libia, oltre a Mobile Training Team (MTT) di formatori e addestratori anche in campo sanitario” si legge nel comunicato.

Il ridimensionamento della missione “Ippocrate” era stato annunciato il 22 marzo scorso in un’audizione parlamentare del capo di stato maggiore Difesa, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone.

Da tempo i libici chiedevano il ritiro o la riduzione di una missione sanitaria di fatto divenuta superflua dopo la fine delle ostilità in Libia mentre molte pressioni per allontanare la base italiana dall’aeroporto di misurata erano state esercitate dai militari turchi, presenti nella base aerea con sistemi di difesa aerea e istruttori per la locale Accademia Aeronautica.

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Dispiegato nel 2016 durante la fase più critica della guerra in Libia contro le milizie dello Stato Islamico schierate nell’area di Sirte per fornire assistenza sanitaria alla popolazione e ai militari libici coinvolti nel conflitto, nel suo periodo di attività il personale italiano impiegato nell’Ospedale da campo di Misurata ha eseguito più di 1.000 interventi chirurgici, altrettanti ricoveri e oltre 40.000 prestazioni ambulatoriali.

Il ridimensionamento della missione sanitaria italiana in Libia fa seguito al ritiro dei circa 200 militari italiani schierati con 6 elicotteri (3 CH-47 e 3 A-129 Mangusta) in Mali nell’ambito della Task Force Takuba, operativa dal gennaio scorso  sotto comando francese nell’ambito dell’Operation Barkhane.

La grave crisi tra il governo maliano e quello francese e il supporto militare offerto al Mali dalla Russia per combattere i jihadisti ha determinato il ritiro dal paese di tutte le forze dell’Operation Barkhane che verrà completato entro questo mese.

 

 

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