Nuovi droni, munizioni circuitanti e sistemi anti-drone russi in azione in Ucraina

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La presenza di nuovi droni, munizioni circuitanti e sistemi anti-UAS (C-UAS)  russi è stata rilevata nelle operazioni in atto nel conflitto in Ucraina. Il primo è un drone che è stato catturato dalle truppe ucraine, un piccolo velivolo in grado di trasportare e sganciare in volo munizioni leggere non guidate.

Secondo Damien Spleeters, capo della Conflict Armament Research con sede in Gran Bretagna, si tratta di un Lastochka-M (rondine in russo – nella foto sotto e in apertura), che è stato avvistato per la prima volta alla fine dello scorso settembre in occasione delle esercitazioni militari note come “Zapad-2021”.

Secondo gli analisti britannici il piccolo velivolo sarà approfonditamente esaminato alla ricerca di componenti elettronici stranieri al fine di tracciarne le catene di approvvigionamento.

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Il Lastochka-M può essere equipaggiato con varie munizioni tra cui le High Explosive Fragmentation (HE-FRAG) e le High-Explosive anticarro (HEAT). Sulla base delle informazioni disponibili il Lastochka-M pesa 5,2 kg e può volare per 45 chilometri. La durata massima del volo è di due ore e può raggiungere una velocità massima di 120 km/h mentre attacca il bersaglio.

Il secondo velivolo in realtà è una variante di un drone kamikaze già trattato in passato da Analisi Difesa,  il Lancet di ZALA Aero Group (nella foto sotto).

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Il ZALA Lancet-3 (con testata bellica da 3 kg, ma esiste anche il più piccolo Lancet-1) è riconoscibile dalla doppia disposizione di ali cruciformi a X della medesima dimensione; tuttavia la variante rimodernata vista in azione in Ucraina sembra essere una versione aggiornata dotata di una sola grande ala cruciforme a X e di una serie di ali di coda più piccole; dunque non più una coppia identica come nella versione precedente.

Differenze esterne a parte il nuovo Lancet ha inoltre una maggiore durata operativa (da 40 minuti a un’ora), un più ampio raggio di volo ed è in grado di trasportare una testata di maggiore potenza (da 3 a 5 kg); per inciso, come nella precedente versione il nuovo Lancet è dotato di una videocamera in modo che l’operatore possa guidarlo direttamente verso il bersaglio.

Prima di essere utilizzati nell’attuale conflitto in Ucraina i Lancet hanno colpito con successo le postazioni delle milizie a Idlib, in Siria e sono stati collaudati anche nel lancio da unità navali russe.

Nel campo dei sistemi di disturbo degli UAS, sui fronti in Ucraina sono apparsi i più recenti sistemi russi anti-drone LPD-801 e “Stupor”.

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La LPD-801 (nella foto sopra) è stata progettato per sopprimere i canali di comunicazione e la trasmissione di dati dagli UAV, nonché per sopprimere il canale di navigazione. Il prodotto può essere utilizzato per interrompere il volo dell’UAV in aree riservate, la trasmissione non autorizzata di dati UAV all’operatore, nonché per bloccare dispositivi radio basati su Bluetooth, Wi-Fi, GPS, Glonass, Beidou e Galileo.

L’interruzione del volo si basa sul blocco del canale di controllo UAV e del canale di navigazione. Il prodotto è dotato di un pacco batteria di tipo caricatore a sgancio rapido, che consente di sostituirlo rapidamente.

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Mostrato ufficialmente al pubblico in occasione del Forum Army-2017, il fucile elettromagnetico “Stupor” (nella foto sopra) è stato invece realizzato dal Centro principale di ricerca e test per la robotica del Ministero della Difesa della Federazione Russa. Questo sistema fu allora testato su alcuni UAV russi dimostrando di poter operare ad una distanza fino a 2 chilometri in un settore di 20 gradi, disabilitando i canali di navigazione e trasmissione del dispositivo, nonché le fotocamere e le videocamere integrate.

La necessità di tali anti-droni portatili è diventata evidente a causa del gran numero di UAV e piccoli droni elicotteri, anche autocostruiti, utilizzati dalle Forze Armate ucraine.

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Mentre scriviamo infine, giunge notizia della presentazione ad una delegazione di clienti stranieri da parte della Concern Avtomatika (facente capo alla Rostech) del funzionamento dei nuovissimi complessi di contromisura per i droni “Kupol” e “Pishchal-Pro” (nella foto sopra).

I sistemi possono essere utilizzati per proteggere le infrastrutture critiche da UAV non autorizzati, inclusi sciami di droni utilizzati per raccogliere e scambiare informazioni di intelligence o per svolgere azioni di attacco simultaneo.

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I funzionari russi di Avtomatika hanno spiegato in dettaglio ai clienti stranieri il principio di funzionamento di entrambi i sistemi dopodiché hanno dimostrato il funzionamento dei prodotti nel sito di prova.

Il complesso mobile Kupol (nella foto a layto) consente di creare istantaneamente una “bolla” protettiva di soppressione radio “impenetrabile” per droni con un raggio di almeno 2 chilometri, in 10 bande di frequenza contemporaneamente.

Ciò fornisce una reazione efficace all’intruso, indipendentemente dal numero e dalle direzioni del volo dei droni.

Il complesso portatile Pishchal-Pro, uno dei più leggeri sul mercato, è progettato per sopprimere i canali di comunicazione, il controllo e la navigazione dei droni.

Il prodotto può essere utilizzato per neutralizzare le apparecchiature di ricognizione tattica e di guerra elettronica basate su UAV, nonché i piccoli velivoli destinati alla consegna di esplosivi e sostanze velenose su aree specifiche.

Foto:  ZALA, Concern Avtomatika e Rostech

 

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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