Il punto sull’elicottero ASW Kamov Ka-65 “Minoga”

Kamov e la holding Russian Helicopters proseguono lo sviluppo del nuovo elicottero per l’aviazione navale russa (MA-VMF): il Kamov Ka-65 “Minoga”, destinato a sostituire le macchine della famiglia Ka-27 (Codice NATO “Helix”) e le cui prime voci sul progetto risalgono a circa dieci anni fa; per inciso, proprio Analisi Difesa ha iniziato a occuparsi del Minoga già nel 2016, tornando ad approfondire lo stato dei lavori con costanza anche nel 2018, 2019 e 2020.
Per questo velivolo l’ufficio tecnico Klimov aveva inizialmente progettato una versione speciale del motore TV7-117VK con l’uscita dell’albero verso la parte posteriore. Questa configurazione tradizionale prevedeva i motori posizionati davanti al riduttore principale, come mostrato dalle slide aziendali di UEC dedicate al propulsore.
Secondo l’analista militare Alexey Zakharov, tuttavia, Klimov ha rinunciato a questa variante con potenza sul retro che sarebbe stata più sicura. Nei modelli standard l’energia esce infatti sul davanti attraverso un albero di trasmissione inserito dentro un altro componente rotante.

Tale schema richiede un cuscinetto interalbero che, per un difetto di progettazione, tendeva a surriscaldarsi e a bloccarsi improvvisamente. Il problema è stato risolto dai tecnici solo dopo il tragico incidente dell’Ilyushin Il-112V avvenuto il 17 agosto 2021 a Kubinka, causato proprio da questo malfunzionamento.
Kamov ha dovuto quindi riprogettare l’elicottero spostando il riduttore principale davanti ai motori. Questa scelta, pur essendo oggi molto popolare, risulta meno efficiente: se da un lato facilita il bilanciamento dei pesi, dall’altro ostacola il passaggio dell’aria verso i motori e complica la meccanica, poiché costringe a installare lunghi alberi per portare il movimento dalla turbina verso la parte anteriore. In sostanza – secondo Zakharov – si è preferito seguire una tendenza del design aeronautico a discapito della semplicità tecnica.
Le prime informazioni concrete sul nuovo aspetto del Minoga sono emerse nel 2019, quando è stata pubblicata in anteprima un’immagine del modello (mock-up) in scala reale all’interno del reparto di assemblaggio del Centro Nazionale per la Costruzione di Elicotteri (NCV) sito a Panki. Un anno dopo, durante il Forum Army-2020, è stato firmato il contratto per le attività di ricerca e sviluppo.

Nonostante la segretezza delle caratteristiche tecniche e i dubbi iniziali sul finanziamento a causa delle ingenti spese per la guerra in Ucraina, il Ministero della Difesa russo ha garantito le risorse necessarie. Secondo Zakharov, l’ordine di produzione è stato affidato a uno stabilimento di Russian Helicopters e non è da escludere che il velivolo possa essere mostrato dal vivo nei prossimi mesi.
I tempi sono ormai maturi considerando che il Ka-27 ha volato per la prima volta nel 1973. Sebbene la versione ammodernata Ka-27M sia superiore, non è più sufficiente per le attuali esigenze della Difesa russa; anche le varianti da ricerca e soccorso (Ka-27PS), da trasporto d’assalto (Ka-29) e AEW (Ka-31) necessitano di una sostituzione via via più impellente.

I nuovi requisiti hanno portato a un aumento delle dimensioni del Ka-65, che è sensibilmente più lungo del suo predecessore e si avvicina al Mi-38. Anche il peso aumenterà superando potenzialmente quello delle macchine Mil a causa del sistema a rotori coassiali. Ciò permetterà di realizzare versioni per uso civile, come i velivoli per la ricognizione dei ghiacci destinati ai rompighiaccio della Federazione Russa. Se il “Minoga” dovesse decollare entro l’anno, si avvererebbe paradossalmente la previsione del 2016 dell’ex progettista capo Sergey Mikheev, che stimava in dieci anni il tempo necessario per lo sviluppo.
Immagini: Kamov
Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli
Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.








