L’India ha testato il missile anti-radar Rudram-II

 

 

I nuovi test del missile antiradar (ARM) di nuova generazione Rudram-II si sono conclusi con successo, confermando la capacità dell’arma di distruggere i sistemi di difesa aerea nemici.

Lo sviluppo del programma indiano procede spedito: già nel giugno del 2024 Analisi Difesa aveva trattato l’argomento dei primi lanci sperimentali.

In questa ultima sessione l’Aeronautica Militare indiana (IAF) ha impiegato ancora una volta come vettore il caccia multiruolo Sukhoi Su-30MKI eseguendo i lanci in condizioni operative complesse per mettere alla prova tutti i sistemi chiave.

Dopo il distacco dall’aereo, il missile si è immesso con successo sulla traiettoria stabilita e ha colpito il bersaglio assegnato con elevata precisione.

L’analisi delle informazioni telemetriche e dei dati dei complessi di misurazione ha confermato l’adempimento di tutti i compiti prefissati e la conformità delle caratteristiche del prodotto ai requisiti dichiarati.

Lo sviluppo del Rudram-II è effettuato dall’indiana DRDO (o Organizzazione per la Ricerca e lo Sviluppo della Difesa) con la partecipazione di una serie di imprese statali e organizzazioni scientifiche.

Nel progetto è coinvolta anche la società HAL (Hindustan Aeronautics Limited), responsabile dell’integrazione del missile con le piattaforme aeree.

Il Rudram-II appartiene alla nuova generazione di missili antiradar ad alta velocità ed è progettato per la soppressione e la distruzione delle difese aeree; è destinato a sostituire i russi Kh-31 (Codice NATO “AS-17 Krypton”) e può essere lanciato dai Sukhoi Su-30MKI e dai Mirage 2000 dell’IAF.

Con una velocità di Mach 5.5, un raggio d’azione di 300 km (il doppio rispetto alla versione precedente Rudram-I) e una testata da 200 kg, consente agli aerei di colpire rimanendo a distanza di sicurezza.

Il Rudram-II infine – secondo le dichiarazioni rese dal costruttore – grazie a un cercatore passivo, aggancia e insegue i radar nemici oltre i 100 km di distanza. Il sistema è in grado di eludere le contromisure continuando la rotta tramite sistemi di navigazione di riserva anche in caso di spegnimento del radar nemico, offrendo ai piloti la massima flessibilità d’impiego con modalità di aggancio sia precedenti sia successive al lancio.

Si prevede che, dopo il completamento di tutti i test, il Rudram-II entrerà in servizio con la IAF ampliando le capacità dell’aviazione nel contrasto ai moderni sistemi di difesa aerea.

Immagini DRDO

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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