Dalla deterrenza ai droni: i 114 anni dell’Aeronautica russa

 

 

In occasione del 114° anniversario della fondazione dell’Aeronautica Militare russa istituita il 12 agosto 1912 con la creazione dell’Unità Aeronautica dello Stato Maggiore, il Comandante dell’Aeronautica Militare e Vice Comandante in Capo delle Forze Aerospaziali, Colonnello Generale Sergei Kobylash, ha tracciato un quadro completo sullo stato e sulle prospettive della Forza Armata in un’intervista al quotidiano Krasnaya Zvezda.

La nota ufficiale del Dipartimento di informazione e comunicazione di massa del Ministero della Difesa ha ripercorso l’evoluzione storica dell’arma, sottolineando come oggi l’Aeronautica rappresenti una componente centrale delle Forze Aerospaziali (VKS), articolata in aviazione a lungo raggio (DA), da trasporto militare (VTA), dell’Aviazione operativo-tattica (OTA) e dell’Esercito (AA), con specializzazioni che spaziano dalla caccia al bombardamento, fino alla ricognizione e ai compiti speciali.

Secondo quanto dichiarato da Kobylash, la flotta di aerei da combattimento è stata quasi completamente rinnovata con mezzi moderni e si è consolidata la padronanza di un’ampia gamma di sistemi di difesa aerea a lungo raggio e ad alta precisione. Parallelamente, sono stati effettuati rilevanti interventi per incrementare la sicurezza negli aeroporti, perfezionare le attrezzature specializzate, ammodernare le uniformi e potenziare il controllo del traffico aereo.

Grande attenzione è stata data all’addestramento dei comandanti per la gestione delle operazioni in contesti complessi e in rapida evoluzione, promuovendo la cooperazione interforze in tempo quasi reale e incrementando la coesione operativa degli equipaggi.

L’ossatura operativa della forza combattente si fonda su assetti specifici per ogni tipologia di missione.

La deterrenza strategica e la neutralizzazione di bersagli critici in profondità sono affidati all’Aviazione a lungo raggio, che impiega i bombardieri e lanciamissili Tupolev Tu-160, Tu-95MS e Tu-22M3, affiancati dai rispettivi programmi di ammodernamento Tu-160M2 e Tu-95MSM dotati di armi avanzate aria-superficie.

Il supporto aereo e le operazioni tattiche vedono protagonisti i caccia di generazione “4++” Su-35S e Su-30SM2 insieme ai bombardieri Su-34M, mentre la superiorità aerea trova il suo fulcro nel caccia di quinta generazione Su-57.

L’Aviazione dell’Esercito si avvale degli elicotteri Ka-52M e Mi-28NM, ritenuti indispensabili per il supporto ravvicinato alle truppe di terra e per il contrasto ai velivoli a pilotaggio remoto. La mobilità strategica è garantita dagli aerei da trasporto Il-76, Il-76MD-90A e dai vettori superpesanti An-124.

Durante l’attuale conflitto in Ucraina (nota in Russia come “Operazione Militare Speciale”) la tecnologia aeronautica e gli armamenti aria-aria e aria-superficie hanno raggiunto un nuovo livello qualitativo espandendo il raggio d’azione e la precisione degli ingaggi.

Gli equipaggi sono oggi in grado di intercettare missili da crociera e droni, oltre a condurre attacchi di precisione sia sulla linea del fronte sia in profondità nel territorio nemico, in aree precedentemente accessibili solo ai vettori strategici o navali.

Questo salto tecnologico deriva dalla stretta collaborazione tra organi di comando, industria della difesa, scienza militare e centri di collaudo. L’intensità dei test sui nuovi velivoli e armamenti è aumentata per consentire una rapida integrazione dei sistemi più efficaci su tutta la flotta e nei contratti di difesa statale.

Tra le missioni prioritarie dell’Aeronautica Militare figurano il mantenimento della superiorità aerea, la distruzione di forze ed equipaggiamenti nemici nella zona di contatto e in profondità, e la copertura dello spazio aereo nazionale dalla minaccia dei droni. In questo contesto cresce il ruolo dei sistemi integrati di ricognizione e attacco per la neutralizzazione dei bersagli in tempo reale.

La formazione del personale qualificato per sostenere questo sforzo operativo fa capo ai principali istituti del Ministero della Difesa, in particolare l’Accademia Aeronautica “Zhukovsky” e “Gagarin” per la formazione ingegneristica e di navigazione e la Scuola Superiore di Aviazione Militare “A.K. Serov” di Krasnodar per l’addestramento dei piloti destinati a tutte le linee di volo.

Foto: UAC e Aeronautica Russa

 

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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