Algeria: quattro Sukhoi Su-30MKA a Niamey dopo il fallito golpe

 

 

A pochi giorni dal fallito tentativo di ammutinamento contro la giunta militare guidata dal Gen. Abdourahamane Tiani, l’Algeria ha inviato quattro caccia multiruolo Sukhoi Su-30MKA a Niamey. I

velivoli, arrivati accompagnati da un aereo cisterna Ilyushin Il-78, sono stati dispiegati su richiesta delle autorità nigerine con il compito di rafforzare la sorveglianza dello spazio aereo e la sicurezza della capitale.

La decisione assume un significato che va oltre il semplice rafforzamento militare. Per Algeri si tratta infatti di un ulteriore passo nel sostegno a Niamey, diventato più concreto negli ultimi mesi e arrivato ora alla proiezione diretta di assetti da combattimento oltre i confini nazionali.

Il dispiegamento arriva dopo il fallito ammutinamento che ha coinvolto alcuni reparti delle forze speciali nigerine impegnati nel tentativo di prendere il controllo di punti strategici della capitale, tra cui il palazzo presidenziale, la televisione di Stato e la Base Aerea 101. L’azione è stata respinta dalla locale Guardia presidenziale con il sostegno del contingente russo dell’Africa Corps, intervenuto nell’area dell’aeroporto.

In questo quadro la presenza algerina assume soprattutto un valore di deterrenza. Non sembra infatti destinata a intervenire negli scontri interni, ormai conclusi, ma a rafforzare la sicurezza di Niamey e a segnalare che il governo di Tiani può contare anche sul sostegno di un importante vicino regionale.

D’altra parte l’invio dei caccia pesanti Su-30MKA si inserisce in un processo di avvicinamento già avviato: come ampiamente trattato da Analisi Difesa lo scorso agosto Algeri aveva fornito gratuitamente al Niger quattro elicotteri, due Mil Mi-24V e due Mil Mi-171, insieme a munizioni, pezzi di ricambio e altro materiale militare. Quell’operazione aveva segnato un significativo rafforzamento della cooperazione bilaterale. Ora il sostegno assume una dimensione ancora più diretta.

Il riavvicinamento è particolarmente significativo dopo la crisi diplomatica del 2025, quando Niamey aveva richiamato il proprio ambasciatore in seguito all’abbattimento da parte algerina di un drone maliano Baykar Akinci. La visita di Tiani in Algeria nel febbraio 2026 ha contribuito a riaprire il dialogo e a rilanciare la cooperazione tra i due Paesi.

La scelta di Algeri va inoltre letta nel più ampio quadro della competizione per l’influenza nel Sahel. La Russia, attraverso l’Africa Corps, ha assunto un ruolo sempre più diretto nella sicurezza della giunta nigerina, come dimostrato anche dall’intervento durante il recente tentativo di ammutinamento. L’Algeria, pur muovendosi su un piano diverso, sembra voler rafforzare a sua volta il proprio ruolo nel Paese confinante, facendo leva sulla prossimità geografica e sulle proprie capacità militari.

Dopo il fallito tentativo di destabilizzazione, Niamey può contare su un ulteriore sostegno esterno alla propria sicurezza; per Algeri, l’operazione conferma invece una politica più attiva verso il Niger e, più in generale, verso il proprio fianco meridionale.

Foto: Ministero Difesa Algerino

 

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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