Aggiornamenti per i Sukhoi Su-30SM2 e Su-34: lezioni dal fronte per l’industria russa

Lo scorso 9 luglio la russa United Aircraft Corporation (controllata di Rostec) ha comunicato di aver consegnato alla Difesa russa un lotto di nuovi caccia multiruolo Sukhoi Su-30SM2 da destinare a un reparto di volo dell’Aviazione della Marina Militare e, contestualmente, un lotto di cacciabombardieri di prima linea Sukhoi Su-34 da destinare alle Forze Aerospaziali russe.
Per i nuovi Su-30SM2, noti come aggiornamento del Su-30SM, si trattava della prima consegna del 2026 di questi caccia biposto nella loro nuova configurazione – dotata, tra le altre cose, di antenne ingrandite con nuove carenature, nuove luci di formazione disposte su più punti lungo l’intera fusoliera e pod ECM sulle estremità alari quasi certamente provenienti dai Su-35, ovvero il sistema Khibiny (L-175V)
Le analisi dei dati industriali aiutano a tracciare il quadro di questo programma. I velivoli appena consegnati dallo stabilimento di Irkutsk (IAZ) fanno parte di un contratto siglato nell’agosto 2020 per la fornitura di 21 caccia Su-30SM2 all’Aviazione Navale della Marina russa.
Con questo lotto sale a 13 il numero di velivoli consegnate nell’ambito di questa commessa. I primi esemplari (quattro aerei) erano stati presi in carico tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, seguiti da altri quattro a novembre 2022 e tre a luglio 2023. Dopo una pausa produttiva di oltre due anni, le consegne per la Marina erano riprese solo nel novembre 2025 con altri due esemplari.

Tutti i caccia finora consegnati sono andati a equipaggiare il 4° Reggimento d’Assalto Navale della Guardia della Flotta del Baltico, di stanza nell’oblast’ di Kaliningrad, un avamposto strategico cruciale per Mosca a ridosso dei confini NATO.
Per quanto riguarda i cacciabombardieri, invece, le analisi diffuse dai media, sfocature apposte dalla UAC permettendo, hanno permesso di notare sui Su-34 una nuova serie di antenne sul dorso.
Gli analisti militari ritengono che potrebbe trattarsi di un moderno dispositivo di comunicazione satellitare o di un data-link tattico. Questa apparecchiatura permetterebbe al Su-34 di trasformarsi da piattaforma d’attacco indipendente in un nodo centrale all’interno di una rete di combattimento interconnessa.
L’equipaggio potrebbe ricevere infatti le coordinate del bersaglio e aggiornamenti di intelligence in tempo reale dal centro di comando o dai droni, anche durante lo svolgimento della missione.
Questo miglioramento è particolarmente significativo per le missioni che utilizzano le bombe plananti con kit di guida e correzione UMPK e le UMPB, una sigla russa che sta per “Универсальный Межвидовой Планирующий Боеприпас” (Universal’nyy Mezhvidovoy Planiruyushchiy Boyepripas) o Universal Interspecific Glide Munition (in italiano Munizioni universali interspecifiche da planata), poiché consente di apportare modifiche ai dati del bersaglio fino al momento del rilascio dell’ordigno, migliorando così la precisione e la flessibilità in combattimento.
Queste consegne aggiornate dimostrano come, nonostante le sanzioni occidentali, la macchina industriale militare russa stia sfruttando l’esperienza diretta del conflitto per evolversi.
Le lezioni apprese nei cieli ucraini vengono tradotte rapidamente in modifiche concrete sulla linea di produzione, trasformando i velivoli in piattaforme più connesse e adatte alla guerra elettronica moderna.
Per Mosca, il teatro ucraino si sta rivelando un drammatico ma efficace banco di prova per testare, correggere e affinare le proprie tecnologie in tempo reale, garantendo alle Forze Aeree una flessibilità operativa crescente.
Foto: UAC
Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli
Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.








