Aerei da combattimento cinesi J-10CE per l’Uzbekistan

 

 

La transizione militare e strategica dell’Uzbekistan ha superato la fase delle speculazioni per trasformarsi in un fatto compiuto. A confermare la svolta è stato un video trasmesso dalla televisione di Stato uzbeka in occasione delle celebrazioni per il 35° anniversario dell’indipendenza nazionale che mostra l’arrivo del primo lotto di caccia cinesi Chengdu J-10CE.

Secondo le prime ricostruzioni, la tranche iniziale composta da 6 velivoli sarebbe già stata schierata presso la base aerea di Karshi-Khanabad, rendendo Tashkent il secondo operatore estero della piattaforma dopo il Pakistan.

L’epilogo giunge al termine di un lungo percorso d’avvicinamento iniziato nell’ottobre 2025, quando Analisi Difesa evidenziava il netto cambio di rotta dell’Aeronautica uzbeka: la volontà di superare la storica dipendenza dai velivoli di epoca sovietica, come i Sukhoi Su-27 “Flanker” e i MiG-29 “Fulcrum”, per virare in modo deciso verso la Cina con un potenziale ordine di 24 unità.

Un’accelerazione cruciale si era registrata lo scorso 30 luglio. Come riportato da Defense Security Asia, il Tenente Generale Shukhrat Kholmukhamedov aveva ipotizzato la sigla della commessa per i 24 caccia di generazione “4++”, preannunciando l’avvio dell’addestramento degli equipaggi uzbeki in Cina e l’arrivo delle prime macchine.

Con un costo stimato tra i 40 e i 50 milioni di dollari a velivolo, la piattaforma cinese – dotata di radar AESA KLJ-7A, motore WS-10 e missili a lungo raggio PL-15E – si è imposta come una soluzione economicamente imbattibile rispetto alle alternative occidentali come il Dassault Rafale francese.

Nelle ultime settimane, il giallo sulle consegne era stato alimentato da alcuni scatti apparsi sui social media cinesi raffiguranti un J-10CE con il seriale nr. 1020 in fase di collaudo a Chengdu. Sebbene privo di coccarde e contrassegni ufficiali – elemento che aveva giustificato il prolungato no-comment del Ministero della Difesa di Tashkent – il velivolo rappresentava il preludio all’imminente ufficializzazione.

L’ingresso in servizio del J-10CE segna il definitivo pensionamento della linea da caccia russa (in primis dei Su-27). Per l’Uzbekistan si tratta di un passaggio strategico che permette di integrare i nuovi assetti con i sistemi antiaerei cinesi HQ-9B, FM-90 e KS-1C già in dotazione, pur a fronte di un complesso sforzo logistico per l’adeguamento delle infrastrutture di terra.

Tashkent segue così l’esperienza del Pakistan, la cui flotta di 20 J-10CE costituisce un precedente operativo di rilievo, essendo già stata impiegata in missioni reali durante le tensioni con l’India del maggio 2025.

Foto TV Uzbeka.

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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