Le nuove armi dei MiG-29SM+ della Serbia

Come anticipato sul nostro canale Telegram lo scorso 30 giugno, l’Aeronautica militare serba ha mostrato per la prima volta in pubblico, presso la base aerea “Col. Pilota Milenko Pavlović” vicino a Belgrado (ex Batajnica), la gamma quasi completa di armamenti avanzati cinesi e russi destinati a una coppia di MiG-29SM+ modernizzati del 101° Squadrone caccia.
La scelta strategica di Belgrado, concretizzatasi un decennio fa attraverso il recupero dei velivoli superstiti e l’accettazione di una fondamentale donazione di cellule da parte della Federazione Russa e della Repubblica di Bielorussia, ha trovato la sua massima espressione in un binomio complementare.
Sul piazzale della base militare, l’Aeronautica di Belgrado ha schierato due MiG-29SM+ configurati per scenari d’impiego diametralmente opposti, uno in configurazione aria-aria e l’altro per l’offensiva aria-terra evidenziando una flessibilità d’impiego precedentemente preclusa alle Forze Aeree serbe.

Il primo caccia esposto ha focalizzato l’attenzione degli osservatori sulle inedite e devastanti capacità di attacco al suolo.
Per la prima volta in un contesto pubblico, sono stati mostrati i missili antiradar supersonici russi Kh-31P, la cui presenza operativa era stata parzialmente intravista nei cieli nazionali nell’aprile dello scorso anno. Accanto ad essi, la potente bomba a guida televisiva da 500 kg KAB-500Kr e il missile tattico a guida TV a lungo raggio Kh-29TE, quest’ultimo recentemente impiegato in volo e destinato a esercitazioni a fuoco vivo presso il poligono di Pasuljanski Livadi.
Il parco munizioni aria-terra mostrato al pubblico includeva anche soluzioni più tradizionali ma devastanti, come le bombe da penetrazione anti-bunker BETAB-500 e i pod di lancio B-8M1 capaci di ospitare 20 razzi non guidati S-8 da 80 mm, a testimonianza di una dotazione dottrinale completa per il supporto aereo ravvicinato e l’interdizione.
La vera sorpresa dell’evento è tuttavia coincisa con la prima esposizione al suolo di sistemi d’arma guidati di fabbricazione cinese. Spicca la bomba guidata INS/GPS (asservita alla costellazione satellitare BeiDou) LS-6-500 da 500 kg. L’integrazione di tale ordigno sui vettori di origine sovietica è resa possibile dall’adozione del pilone adattatore intelligente cinese WZHK-1.
Questa architettura “plug-and-play” ha consentito di estendere significative capacità di attacco di precisione anche alle varianti biposto del MiG-29 di produzione nazionale, con la Forza Aerea serba che ha confermato la disponibilità di almeno quattro di questi vettori speciali.

Il secondo MiG-29SM+ esposto ha invece rappresentato la massima espressione della difesa aerea e della superiorità aerea a medio e corto raggio. Circondato da una panoplia di missili aria-aria, il velivolo ha esibito i moderni vettori a guida radar attiva R-77 (già osservati in volo nel settembre scorso), i missili a medio raggio a guida radar semi-attiva R-27ER1 e i letali missili per il combattimento ravvicinato R-73.
La sopravvivenza del vettore in ambienti fortemente contestati è oggi garantita da una suite di guerra elettronica profondamente rinnovata. Sotto la fusoliera del caccia è stato mostrato il pod di disturbo elettronico russo MSP-418K, un sistema ECM accreditato della capacità di rilevare, identificare e ingannare simultaneamente molteplici emissioni radar provenienti da sistemi di difesa aerea avversari.

L’evento ha inoltre permesso di fare chiarezza su una delle acquisizioni più discusse dell’ultimo anno.
Le autorità militari hanno esposto la cassa di trasporto ufficiale di un missile balistico/da crociera cinese, rivelando la nomenclatura completa della variante in dotazione: CM-400AKG/B. L’esemplare mostrato recava la sigla aggiuntiva “(CTM)”, acronimo di Captive Training Missile, confermando l’esistenza di simulacri da addestramento per i piloti del 101° Squadrone, dopo che i primi vettori operativi erano stati tracciati in volo nei mesi scorsi.

La profonda metamorfosi tecnologica della flotta giunge in un momento storico cruciale per le forze aeree di Belgrado. Il prossimo anno, sette caccia MiG-29 compiranno quarant’anni di vita operativa (quattro dei quali appartengono al lotto originale consegnato a suo tempo alla Repubblica Federale Socialista di Jugoslavia) e inoltre, sempre nel 2027 ricorrerà il cinquantesimo anniversario del primo volo assoluto del leggendario caccia “Fulcrum” progettato dall’OKB Mikoyan-Gurevich.
L’integrazione di tecnologie occidentali, come il sistema di identificazione amico/nemico (IFF) fornito dall’azienda francese Thales (modello TSB 2515 della famiglia TSX 2500 “Blue Gate”), combinata con i sistemi russi L-150 “Pastelj” e i vettori di precisione cinesi, dimostra la singolare capacità della Serbia di mantenere rilevante una piattaforma storica trasformando un intercettore puro del periodo della Guerra Fredda in un versatile caccia multiruolo per il XXI secolo.

Questa flessibilità operativa non è un caso isolato: la poliedricità delle piattaforme di origine sovietica è stata ampiamente dimostrata anche dalle Forze Aeree di Kiev, capaci di integrare l’intera linea di caccia Sukhoi (Su-24/ -25/ -27) e MiG-29 con i più diversi armamenti aria-superficie occidentali.
Si spiega così il paradosso per cui, mentre nazioni della NATO come Slovacchia e Polonia hanno accelerato la dismissione dei propri MiG-29 Fulcrum, Belgrado ha scelto di muoversi in direzione nettamente contraria, riaffermando l’intrinseca validità e la longevità della piattaforma russa.
Foto Aeronautica Serba
Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli
Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.








