Task Force X: Xplora presenta il sistema autonomo per la detezione di minacce esplodenti

Le guerre finiscono, la paura no. La paura continua con gli ordigni bellici inesplosi, i bambini feriti e i campi coltivabili non più agibili. In decine di Paesi, anche a distanza di decenni dall’ultimo colpo sparato, mine e residuati bellici rendono inaccessibili le terre e minacciano chi le abita.
Xplora questo problema lo conosce da vicino e non solo dai rapporti. La PMI innovativa di Parma è già operativa in Iraq, uno dei Paesi più contaminati al mondo, dove i suoi sistemi mappano le aree minate, accelerando il lavoro di chi le bonifica e sta lavorando all’avvio di un nuovo progetto in Kosovo, dove ad oltre venticinque anni dalla fine del conflitto, la terra restituisce ancora ordigni inesplosi.

In questi giorni Xplora è tra i protagonisti industriali della Task Force X Central Mediterranean, la sperimentazione multidominio del NATO Allied Command Transformation a guida italiana, in corso in Puglia alla vigilia del Vertice NATO di Ankara del 7-8 luglio — dove il rafforzamento del Fianco Sud sarà tra i temi sul tavolo dell’Alleanza.
La risposta di Xplora è un mezzo a guida autonoma che “legge” il terreno, invece di toccarlo. I sensori rilevano le minacce in superficie e nel sottosuolo; poi entra in scena il vero protagonista, il software: gli algoritmi di intelligenza artificiale sviluppati a Parma incrociano i segnali e li trasformano in una mappa georiferita.

Qui c’è una minaccia; qui si può passare. Non un’interpretazione da verificare: una mappa da usare, che riduce sensibilmente i tempi delle operazioni e i rischi del personale. La tecnologia è matura e va nella direzione indicata dalle stesse Nazioni Unite: l’UNMAS, il servizio ONU per la mine action, nel suo ultimo rapporto annuale sollecita lo sviluppo e l’adozione di tecnologie innovative proprio per questo tipo di operazioni.
Il sistema non pretende di sostituire ciò che le Forze Armate sanno già fare; aggiunge ciò che finora mancava — la capacità di acquisire dati sul terreno con velocità superiori. Per chi comanda uomini la traduzione è immediata: sapere prima, per proteggere meglio.
Una rotta tracciata ancor prima di mettere i piedi a terra, una decisione basata sui dati e non sul rischio. Nel poligono di Torre Veneri, dentro la prima Task Force X che la NATO abbia affidato alla guida di una singola nazione, l’Italia, il sistema viene presentato e messo alla prova a fianco dei reparti, perché trovi il suo posto nelle procedure e nei concetti d’impiego di domani.

Una capacità tecnologica che Xplora impiega dove la guerra è già passata e dove le vittime delle mine raramente indossano un’uniforme. Per i contadini che arano o i bambini che giocano per strada la mappatura degli ordigni equivale ad una parola sola: restituzione.
Un campo bonificato è un raccolto che riparte, un bosco sminato è un posto dove si torna a giocare. La stessa tecnologia che protegge un reparto in movimento può ridare ad un villaggio il suo futuro e riportare la vita alla normalità.
In un momento in cui l’Europa discute di autonomia tecnologica, da Parma arriva una risposta concreta: una tecnologia interamente italiana, collaudata in ogni suo aspetto e pronta a servire tanto la sicurezza dell’Alleanza quanto le comunità che aspettano di riavere la propria terra.
«Ho fondato Xplora con due obiettivi: costruire una realtà davvero innovativa e restituire qualcosa al territorio che mi ha cresciuto», dichiara Marco Pesci, CEO e Founder di Xplora (nella foto d’apertura con il ministro della Difesa Guido Crosetto).

«Ci stiamo riuscendo nel modo più concreto che conosco: tenendo l’intera filiera a Parma e facendo crescere qui ragazzi giovani, che in Xplora lavorano, imparano e diventano professionisti. E lo facciamo con uno scopo preciso — sviluppare sistemi che stiano al fianco di chi difende i popoli: le missioni di peacekeeping, le ONG, le nazioni e le comunità che aspettano di tornare sulla propria terra».
Xplora S.r.l. è una PMI innovativa fondata a Parma, specializzata in intelligenza artificiale applicata all’analisi del terreno e del sottosuolo: sistemi a guida autonoma multisensore per la detezione delle mine e delle minacce, lo sminamento umanitario, la bonifica bellica e la sicurezza delle infrastrutture, al servizio di Forze Armate, istituzioni e organizzazioni internazionali.
Fonte: comunicato Xplora
RedazioneVedi tutti gli articoli
La redazione di Analisi Difesa cura la selezione di notizie provenienti da agenzie, media e uffici stampa.






