L’Ungheria dismette gli elicotteri Mil Mi-17 e Mi-24

La Magyar Légierő (in inglese Hungarian Air Force) ha effettuato lo scorso 17 giugno i voli di addio per gli elicotteri Mil Mi-17 “Hip” e Mil Mi-24 “Hind”.
Questo evento, così come anticipato da Analisi Difesa nello scorso febbraio, ha segnato la fine di quasi quarant’anni di servizio di questi velivoli al servizio dell’Aviazione militare del Paese.
«Gli elicotteri d’attacco Mi-24 e gli elicotteri da trasporto Mi-17 hanno servito il nostro Paese per decenni. Questi velivoli sono stati una presenza costante durante gli addestramenti e le missioni quotidiane e hanno anche supportato i nostri commilitoni nelle operazioni internazionali. Erano sempre pronti a entrare in servizio nei momenti di bisogno» – ha dichiarato il Colonnello Krisztián Kovács, Comandante dell’86ª Brigata Elicotteri “Kiss József” delle Forze di Difesa ungheresi, durante la cerimonia di commiato.
I primi elicotteri da trasporto militare Mi-17 entrarono in servizio con l’Ungheria nel 1987. In quell’anno il paese ricevette il suo primo lotto di sette di questi elicotteri dall’URSS per modernizzare la sua flotta aerea; velivoli che furono poi assegnati all’87ª Brigata Elicotteri da Combattimento.
Nel corso di quasi 40 anni di servizio gli elicotteri ungheresi Mi-17 hanno svolto missioni di trasporto personale, dispiegamento truppe e trasporto merci. Gli elicotteri erano di stanza nelle basi aeree di Szeged e, successivamente, di Kecskemét e Szolnok.
Oltre alle missioni militari, gli elicotteri sono stati impiegati anche per operazioni civili in situazioni di emergenza. I Mi-17 furono infatti utilizzati per combattere gli incendi boschivi e per evacuare la popolazione durante le gravi inondazioni del Danubio e del Tibisco.
Dopo l’adesione dell’Ungheria alla NATO nel 1999, i Mi-17 ungheresi sono stati modernizzati venendo equipaggiati con radio AN/ARC-210, sistemi di identificazione IFF (amico-nemico) e apparecchiature di navigazione conformi allo standard TACAN.
Dal 2009 al 2013, l’Aeronautica Militare ungherese ha impiegato elicotteri Mi-17 nella missione ISAF in Afghanistan nell’ambito di un gruppo di addestramento aereo. Specialisti ungheresi hanno addestrato decine di equipaggi e tecnici afghani. I voli sono stati effettuati ad alta quota, superando i 3.000 metri.

A causa dell’usura e del raggiungimento della vita utile tra una revisione e l’altra nel 2016, l’Ungheria ha stipulato un contratto con la Russia del valore di 13 milioni di euro per la revisione di cinque elicotteri Mi-17. Gli elicotteri rimessi a nuovo sono rientrati in patria nel 2017 prolungando la loro vita operativa di 7 anni o 2.000 ore di volo.
Tuttavia nell’ambito del programma di modernizzazione delle forze armate Zrínyi 2026, il Ministero della Difesa ungherese ha deciso di sostituire completamente la propria flotta risalente all’epoca sovietica.
Budapest ha così ordinato 20 elicotteri leggeri H145M e 16 elicotteri medi multiruolo H225M ad Airbus Helicopters. Questi ultimi vengono consegnati in base a un contratto firmato nel 2018.
Insieme agli elicotteri da trasporto, vengono dismessi anche gli elicotteri d’attacco Mi-24 “Hind”.
Gli elicotteri Mi-24 entrarono in servizio in Ungheria nel 1978. Il loro debutto avvenne durante l’esercitazione PAJZS-79 e la prima esercitazione a fuoco reale si svolse nel 1980. Negli anni ’80, l’Aeronautica di Budapest raggiunse l’apice delle sue capacità in termini di elicotteri da combattimento, con 39 Mi-24 in servizio in quel periodo.
Ricordiamo che Budapest ha utilizzato le varianti Mi-24D e Mi-24V per un numero totale di esemplari ricevuti che ha superato le 40 unità.
Anche per l’Hind, tra il 2017 e il 2018, otto elicotteri ungheresi Mi-24 sono stati sottoposti a importanti revisioni presso il 419° stabilimento di riparazione aeronautica in Russia al fine di prolungarne la vita operativa. Le loro cabine di pilotaggio sono state aggiornate per ospitare visori notturni e i motori sono stati sostituiti.
«Sebbene questi velivoli ormai datati stiano fisicamente lasciando gli hangar – ha dichiarato il Col. Kovács durante la cerimonia – [i Mi-17 e i Mi-24] continueranno a essere ricordati e raccontati per i decenni a venire.»
Nonostante l’addio ungherese, a quasi 60 anni di distanza dal primo volo il Mi-24 continua tuttavia a operare in tantissimi paesi nel mondo e in molti conflitti (non ultimo quello tra Russia e Ucraina): la sua particolare formula che non trova analoghi in Occidente combina infatti il layout dell’elicottero d’attacco con un velivolo da trasporto truppe.

Non a caso la nuova variante Mi-35M ha trovato sbocchi di vendita all’estero considerando i contratti di vendita stipulati con numerosi Paesi tra cui Bielorussia, Niger, Venezuela, Togo, Serbia, Nigeria, Pakistan, Mali, Kazakistan, Iraq, Uzbekistan, Ruanda, Azerbaigian, etc.; mentre la versione Mi-35P “Phoenix” è stata recentemente oggetto d’acquisto da parte della Guinea.
L’elicottero russo del resto continua a essere oggetto di nuovi aggiornamenti così come regolarmente riportato da Analisi Difesa.
Medesima cosa si può affermare del Mi-8/17, un pilastro dell’ala rotante che condivide con il Mi-24 una straordinaria longevità e una diffusione globale senza pari. Concepito come elicottero multiruolo, continua a riscuotere successi commerciali grazie a varianti profondamente modernizzate, come il Mi-171Sh “Terminator” e il Mi-17V-5, oggi dotati di avionica digitale, sistemi di visione notturna e suite di protezione avanzate.
Questi aggiornamenti hanno garantito la continuità degli ordini sul mercato internazionale. Oltre ai colossi storici come Cina e India, le nuove versioni continuano a trovare sbocchi in Africa, Asia e America Latina, dove l’elicottero russo è apprezzato per la sua leggendaria robustezza, l’affidabilità in climi estremi e i costi di gestione competitivi che lo rendono ancora insostituibile nel trasporto tattico.
Foto: Aeronautica Ungherese/Social media
Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli
Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.








