L’Iran ammette di aver fornito munizioni circuitanti alla Russia

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Dopo settimane di smentite Il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amirabdollahian, ha ammesso il 5 novembre che Teheran ha fornito “un limitato numero di droni alla Russia mesi prima della guerra” in Ucraina, “ma non missili”.

Parlando alla stampa a margine di un evento a Teheran, il ministro ha ricordato che era stato “concordato con il ministro degli Esteri ucraino di fornirci le prove” sull’uso di droni iraniani da parte della Russia in Ucraina. A questo scopo, “una delegazione iraniana è andata in un Paese europeo due settimane fa, ma la delegazione Ucraina non si è presentata a causa delle pressioni di Stati Uniti e Germania”.

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Amirabdollahian ha riferito che in un nuovo colloquio “alcuni giorni fa con la controparte ucraina, è stato deciso che, se hanno delle prove, ce le daranno.

Se manterranno la parola, potremo valutare questa questione nei prossimi giorni” e “se risulterà che la Russia ha usato droni iraniani nella guerra in Ucraina, non rimarremo indifferenti”, ha annunciato il ministro, ricordando che la posizione di Teheran è a favore della “fine della guerra, del ritorno delle parti al negoziato e del rientro dei rifugiati nelle loro case”.

Stati Uniti e Ue hanno imposto ulteriori sanzioni all’Iran per la fornitura di munizioni circuitanti Shahed-136 alla Russia, con cui nelle ultime settimane hanno cotto decine di raid contro i civili e le infrastrutture energetiche.

Tali armi, già impiegate dagli insorti yemeniti Houthi, vengono prodotte dalla società  Iran Aircraft Manufacturing Industries Corporation (HESA).

“Il polverone sollevato da alcuni Paesi occidentali, secondo cui l’Iran avrebbe fornito missili e droni alla Russia per aiutare la guerra in Ucraina, è completamente sbagliato”, ha dichiarato il capo della diplomazia di Teheran, citato dall’agenzia di stampa IRNA.

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Le dichiarazioni del capo della diplomazia iraniana sembrano confermare l’ipotesi che la Russia abbia ricevuto alcune munizioni circuitanti (droni-kamikaze) a lunga autonomia iraniani che sono in seguito stati prodotti su licenza in Russia col nome di Geran-2. L’accordo potrebbe includere i velivoli da combattimento Sukhoi Su-35 necessari a ringiovanire i mezzi dell’Aeronautica Iraniana (IRIAF).

Mosca produce munizioni circuitanti a breve raggio, come le Zala Lancet ampiamente impiegate nel conflitto in Ucraina, ma non sembra finora riuscita a ottenere dall’industria nazionale armi di questo tipo a lungo raggio che rispondano ai requisiti del ministero della Difesa.

Foto: Forze Armate Iraniane e Forze Armate Ucraine

 

 

 

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