I costi “nascosti” delle fonti rinnovabili

 

Il 18 aprile 2023, Oilprice[1] scrisse che la Germania aveva appena chiuso le sue ultime tre centrali nucleari – una fonte di elettricità a basse emissioni di CO2 – ampliando nel contempo una miniera di carbone, mentre il governo degli Stati Uniti stava spendendo miliardi di dollari in energie alternative, insistendo affinché i produttori di tight oil e shale gas Usa aumentassero frattanto la produzione. D’altronde, si domandava il principale sito di energia statunitense, perché la Cina avrebbe dovuto costruire un numero di centrali elettriche a carbone pari alla somma del resto del mondo, nonostante vantasse la maggior capacità eolica e solare del pianeta?

La risposta starebbe nei costi “nascosti” dell’energia rinnovabile che se venissero effettivamente calcolati potrebbero gettare seri dubbi sulla fattibilità della transizione energetica, o per lo meno sui suoi tempi.

Più precisamente, in base al metodo di calcolo Levellized Cost of Energy-LCOE (Costo Livelizzato dell’Energia) utilizzato dall’IEA, solare ed eolico sarebbero effettivamente più economici delle fossili (gas naturale e nucleare). Il Dipartimento dell’Energia Usa definisce LCOE come il rapporto tra i costi di un impianto energetico (iniziali e di gestione di un parco solare o eolico) generati nel corso della sua operatività e l’energia totale da esso nel contempo.

Nello specifico, l’IEA calcola che “on a value-adjusted basis” (“al variare del valore dell’elettricità durante la giornata”) e “with cost assumptions in place” (“in base ad assunzioni di costo dell’investimento sui costi fissi e variabili di un impianto solare tipico”)[2] le fonti rinnovabili (solare) hanno un costo di 60 $/MWh e le fossili (gas naturale) di 80 $/MWh[3].

Tuttavia, il metodo di calcolo adottato dall’IEA non tiene conto di una serie di ulteriori costi in conseguenza dei quali le fonti rinnovabili risulterebbero più e non meno costose delle fossili.

In particolare, si tratta dei costi di:

  1. Intermittenza;
  2. Stoccaggio;
  3. Trasmissione

I primi sono quelli riconducibili agli impianti a combustibili fossili che – ad oggi – devono necessariamente intervenire quando il sole non splende e il vento non soffia[4]. Quest’ultimi limiti potrebbero essere superati nel caso in cui vi fosse una sufficiente capacità di stoccaggio quindi, la relativa tecnologia, di cui – al momento – tutti i paesi sono largamente carenti. A ciò, bisognerebbe aggiungere l’ammodernamento-costruzione di una rete di trasmissione elettrica globale, i cui costi erano stati stimati nel 2020 da BloombergNEF in 14 trilioni di dollari nell’arco temporale 2020-50, saliti a 21 trilioni di dollari nel 2023[5].

In realtà, un corretto confronto fra il costo dell’energia rinnovabile e dell’energia fossile dovrebbe tener conto delle esternalità negative generate da quest’ultima sotto forma di inquinamento, surriscaldamento etc.[6].

Resta comunque il fatto che esiste un grave problema concernente la quantità e i prezzi dei metalli (materiali di base) e la transizione energetica[7]. A titolo di esempio, secondo i dati dell’International Bar Association[8], gli impianti eolici e solari richiedono da otto a dodici volte più rame rispetto alla capacità di generazione di carbone e gas naturale, mentre i veicoli elettrici ne richiedono da tre a quattro volte in più rispetto ai veicoli con motore a combustione interna. Da un punto di vista geopolitico, non si può escludere che in un futuro – non immediato – i paesi possessori e produttori di alcuni materiali di base diano vita all’OPEC dei metalli, come già ufficialmente richiesto dall’Indonesia per il nichel sin da novembre 2022[9].

 

Focus Usa

In conformità con le cifre dell’Oil Market Report, pubblicato dall’International Energy Agency il 14 marzo 2024[10], la domanda globale di petrolio è stimata in aumento di 1.300.000 b/g nel 2024 (anno su anno, +100.000 b/g rispetto al Report del mese precedente). Nel I trimestre 2024, invece, la domanda globale è prevista in crescita di 1.700.000 b/g (anno su anno).

Rispetto al IV trimestre 2023, la produzione petrolifera globale è stimata calare di 870.000 b/g nel I trimestre 2024 a causa dei tagli dell’OPEC plus, mentre è prevista aumentare di 800.000 b/g sull’intero 2024 (anno su anno), per complessivi 102.900.000 b/g.

L’output di greggio statunitense (convenzionale e non), dopo il precedente picco di 9.627.000 b/g raggiunto ad aprile 2015, è decresciuto fino al minimo di 8.428.000 b/g toccato il 1° luglio 2016[11]. Dopodiché, esso ha ripreso ad aumentare fino al record di 13.300.000 b/g toccato il 15 dicembre 2023. Dall’8 marzo 2024, l’output è di 13.100.000 b/g (stime settimanali).

In base alle statistiche stilate dal Drilling Productivity Report, divulgato dall’Energy Information Administration[12] il 18 marzo 2024, la produzione di greggio non convenzionale Usa è prevista crescere di 10.000 b/g, per complessivi 9.769.000 b/g, ad aprile 2024.

In base alle proiezioni divulgate da Baker Hughes[13] il 28 marzo 2024, le 621 trivelle attualmente attive negli Stati Uniti, di cui 506 (81,5%) sono petrolifere, 112 gasiere (18%), più 3 miste (0,5%), risultano essere le stesse rilevate il 5 gennaio 2024, ma in calo di 134 unità rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente.

A dicembre 2023, le importazioni di greggio degli Stati Uniti d’America sono state 6.417.000 b/g, in calo di 518.000 b/g rispetto a novembre[14]. Nel 2023, la media delle importazioni statunitensi è stata di 6.478.000 b/g, in netta crescita rispetto ai 6.114.000 b/g nel 2022, ai 6.101.000 b/g nel 2021 e ai 5.878.000 b/g nel 2020.

Foto: A29

 

Note

[1] Slav I. 2023, “The Hidden Costs Of The Renewables Boom”, https://oilprice.com/Energy/Energy-General/The-Hidden-Costs-Of-The-Renewables-Boom.html, 18 April 2023.

[2] L’IEA tiene conto del variare del valore dell’elettricità durante la giornata e quindi tiene conto dei diversi profili di produzione per calcolare la sommatoria del valore dell’elettricità prodotta. Infatti, 1 KWh ha un prezzo di notte e uno di giorno. Nell’ipotesi in cui si produca h24, la produzione sarà equivalente alla quantità prodotta moltiplicata per il prezzo medio del giorno. Se si producesse nelle sole ore mattutine, la produzione equivarrebbe alla quantità prodotta la mattina per il prezzo medio della mattina.

[3] Slav I. 2023, “Solar Is Cheapest Energy Source Says IEA”, https://oilprice.com/Energy/Energy-General/Solar-Is-Cheapest-Energy-Source-Says-IEA.html, 28 May 2023.

[4] Paraskova T. 2023, “Natural Gas Fills the Gap as Renewable Power Falters”, https://oilprice.com/Energy/Natural-Gas/Natural-Gas-Fills-The-Gap-As-Renewable-Power-Falters.html, 25 August 2023.

[5] Slav I. 2023, “The Grid Needs A $20 Trillion Upgrade to Support Energy Transition”, https://oilprice.com/Energy/Energy-General/The-Grid-Needs-A-20-Trillion-Upgrade-To-Support-Energy-Transition.html, 1 June 2023.

[6] Hyman L., Tilles W. 2023, “Is Clean Energy Really More Expensive than Traditional Energy?”, https://oilprice.com/Energy/Energy-General/Is-Clean-Energy-Really-More-Expensive-Than-Traditional-Energy.html, 7 May 2023. According to Our World in Data, air pollution and accidents from mining and burning coal fuels account for around 25 deaths per terawatt-hour of electricity — roughly the amount consumed by about 150,000 EU citizens in one year. The same measurement sees oil responsible for 18 annual deaths, and natural gas causing three annual deaths. Meanwhile, hydropower, which is the most widely used renewable energy source, causes one annual death per 150,000 people. The safest energy sources by far are wind, solar, and nuclear energy at fewer than 0.1 annual deaths per terawatt-hour. Zero Hedge 2023, The World’s Safest and Deadliest Sources of Energy, https://oilprice.com/Energy/Energy-General/The-Worlds-Safest-and-Deadliest-Sources-of-Energy.html, 6 December 2023.

[7] Paraskova T. 2023, “China to Defend Its Strong Position in Critical Metal Supply Chains”, https://oilprice.com/Energy/Energy-General/China-To-Defend-Its-Strong-Position-In-Critical-Metal-Supply-Chains.html, 3 August 2023.

[8] Slav I. 2023, “The Energy Transition Has a Metals Problem”, https://oilprice.com/Energy/Crude-Oil/The-Energy-Transition-Has-A-Metals-Problem.html, 14 May 2023.

[9] Paraskova T. 2023, “The Next OPEC-Like Cartel Could Be in Battery Metals”, https://oilprice.com/Energy/Energy-General/The-Next-OPEC-Like-Cartel-Could-Be-In-Battery-Metals.html, 1 November 2023. Paraskova T. 2023, “Indonesia Proposes Creating an OPEC-Style Group for Nickel Producers”, https://oilprice.com/Latest-Energy-News/World-News/Indonesia-Proposes-Creating-An-OPEC-Style-Group-For-Nickel-Producers.html, 16 November 2023.

[10] International Energy Agency 2023, Oil Market Report, https://www.iea.org/reports/oil-market-report-march-2024, 14 March 2024.

[11] U.S. Energy Information Administration: http://www.eia.gov/dnav/pet/pet_sum_sndw_dcus_nus_w.htm.

[12] U.S. Energy Information Administration 2023, PETROLEUM & OTHER LIQUIDS, www.eia.gov/petroleum/drilling/#tabs-summary-2, 18 March 2023. Oil Production: March – 9,759,000 b/d, April – 9,769,000 b/d. Gas Production: March – 100,619 mcf/d, April – 100,452 mcf/d.

[13] Baker Hughes: https://bakerhughesrigcount.gcs-web.com/na-rig-count?c=79687&p=irol-reportsother (North America Rotary Rig Count (Jan 2000 – Current).

[14] U.S. Energy Information Administration: http://www.eia.gov/dnav/pet/pet_move_impcus_a2_nus_epc0_im0_mbblpd_a.htm.

 

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Nato nel 1976 a Medicina (BO), è analista geopolitico ed economico, docente a contratto presso il Master in Relazioni Internazionali d'Impresa Italia-Russia, dell'Università di Bologna. E' stato responsabile di NE-Nomisma Energia e ha collaborato con Abo e la rivista WE-World Energy editi da ENI e con Limes, Energy International Risk Assessment EIRA, Blue Fuel e Oil Price. Dal 2019 è Senior Energy Economist presso il CER-Centro Europa Ricerche. Nel febbraio 2020 ha pubblicato "Guerra e Pace dell'Energia. La strategia per il gas naturale dell'Italia tra Federazione russa e Nato" e nell'agosto 2022 "Crisi o Transizione Energetica?". Nel 2016-17 è stato Consigliere Economico del Consolato Onorario della Federazione Russa in Bologna.

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