Macron promette agli ucraini Rafale, SAMP/T NG e la produzione di SCALP,  AASM e Aster 30

 

 

La Francia e l’Ucraina hanno concordato il 14 luglio al vertice della Coalizione de Volenterosi una “tabella di marcia” che prevede l’acquisizione da parte di Kiev di 16 aerei da combattimento Rafale e dei relativi armamenti, “il primo dei quali dovrebbe volare nello spazio aereo ucraino già nel 2028-2029”.

Lo ha annunciato il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron. L’addestramento dei piloti ucraini che già impiegano una mezza dozzina di Mirage 2000 dovrebbe iniziare nei prossimi mesi.

Nel settore della difesa aerea, Kiev acquisirà anche “una prima serie di batterie Samp/T NG , che andranno a integrare i sistemi che saranno consegnati insieme ai missili nelle prossime settimane”, ha continuato Macron, al termine del vertice della ‘Coalizione dei Volenterosi’ a Parigi.

Si tratterebbe dell’ultima versione del sistema SAMP/T, con capacità contro i missili balistici e l’impego del missile Aster 30B1NT i cui primi esemplari sono entrati in servizio in Italia e Francia e che in un’ottica industriale potrebbe rivelarsi competitivo con Patriot statunitensi che presto verranno prodotti in quantità anche in Europa.

Anche se, in termini di intercettazioni di missili balistici russi, il tasso di successo dei Patriot è sceso sotto la soglia del 5 per cento, come riferiscono diverse fonti.

In ogni caso, fonti sentite da Reuters hanno escluso che i missili Patriot possano venire prodotti in Ucraina ma più probabilmente in Germania o in un altro paese europeo dove la sicurezza è maggiore, con un possibile trasferimento della produzione in Ucraina dopo la fine della guerra.

Non sono comunque previste consegne rapide: la Germania, che ha sviluppato una filiera produttiva nazionale per gli intercettori PAC-2, non produrrà i primi missili prima dell’inizio del 2027, tre anni dopo la firma dell’accordo con il produttore americano RTX (Raytheon),  I negoziati per la produzione del più avanzato PAC-3 non hanno ancora dato risultati.

Zelensky, dopo l’incontro con Trump, aveva dichiarato che è stato raggiunto un accordo politico in base al quale gli Stati Uniti potrebbero concedere a Kiev una licenza per la produzione dei missili Patriot.

Tornando alle intese tra Parigi e Kiev, l’accordo – ha aggiunto Macron – prevede inoltre la fornitura di radar e la produzione su licenza in Ucraina di bombe guidate AASM, missili antiaerei Aster 30 e missili da crociera SCALP. Aspetto quest’ultimo piuttosto critico considerate le pessime condizioni dell’industria ucraina, spesso priva di energia e i cui stabilimenti vengono costantemente bersagliati da missili russi.

Non a caso Kiev sta decentrando nelle nazioni europee molte produzioni militari. Per questa ragione la produzione su licenza di armamenti così sofisticati potrebbe forse venire presa in considerazione solo dopo la conclusione della guerra contro la Russia.

Ai ritmi offensivi attuali, secondo il giornale tedesco Bild, la Russia farà in tempo a lanciare 1.400 razzi balistici contro l’Ucraina prima che inizi la produzione degli intercettori Patriot in loco.

Infine, considerata la mole di armi donate all’Ucraina o prodotte in Ucraina vendute illegalmente sui mercati clandestini con la complicità di istituzioni platealmente corrotte e poi ritrovate in vari teatri di guerra, occorre chiedersi quanto possa essere rischioso cedere a Kiev le conoscenze tecnologiche e le capacità di produrre armi così sofisticate ed efficaci.

Foto Presidenza Ucraina e Eurosam

 

Gianandrea GaianiVedi tutti gli articoli

Giornalista bolognese, laureato in Storia Contemporanea, dal 1988 si occupa di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra. Dal 1991 al 2014 ha seguito sul campo i conflitti nei Balcani, Somalia, Iraq, Afghanistan, Sahara Occidentale, Mozambico e Sahel. Dal febbraio 2000 dirige Analisi Difesa e nel 2026 ha aperto il Canale YouTube “La Penna nel Fianco”. Ha collaborato o collabora con quotidiani e settimanali, università e istituti di formazione militari ed è opinionista per reti TV e radiofoniche. Ha scritto diversi libri tra cui "Iraq Afghanistan, guerre di pace italiane", “Immigrazione, la grande farsa umanitaria” e "L'ultima guerra contro l’Europa". Presso il Ministero dell’Interno ha ricoperto dal 2018 l’incarico di Consigliere per le politiche di sicurezza di due ministri e un sottosegretario. Nel 2026 ha ricevuto l'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (OMRI).

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