Alcuni Paesi della Nato stanno già attaccando direttamente la Russia? Boni a “Il Contesto”

 

 

Mentre la guerra russo-ucraina registra un colpo di scena dopo l’altro, il primo ministro Netanyahu ha ordinato pubblicamente agli apparati di intelligence e militari di Israele di rovesciare il governo iraniano. La direttiva, ha sottolineato Netanyahu, sconta il pieno supporto del presidente Trump, alle prese – al pari di Netanyahu – con una compressa tornata elettorale oltre che con prezzi dell’energia in forte ascesa.

Dal canto loro, gli Stati Uniti hanno rafforzato il dispositivo militare in prossimità della regione del Golfo Persico, e ventilato la possibilità di impiegare una Bu-43/B Massive Ordnance Air Blast Bomb (Moab) contro Pickaxe Mountain (Montagna del Piccone). Vale a dire una struttura altamente fortificata situata nelle viscere di un rilievo montagnoso di granito, all’interno della quale, ipotizzano le intelligence statunitense e israeliana, Teheran avrebbe trasferito parte delle centrifughe avanzate e scorte di uranio arricchito in seguito alla Guerra dei 12 Giorni.

La minaccia di prendere di mira Pickaxe Mountain ha preso quota a fronte della situazione di stallo in cui sono precipitate le trattative tra Washington e Teheran, il cui governo ha riaffermato le proprie condizioni, tra cui la rimozione totale delle sanzioni e il mantenimento delle scorte di uranio all’interno del Paese.

Il generale Munir, Capo di Stato Maggiore delle forze armate pakistane recatosi a Teheran per sondare la disponibilità delle autorità iraniane ad ammorbidire le proprie posizioni, è ripartito alla volta di Islamabad dopo appena mezz’ora di colloquio con il presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf. «Non abbiamo nulla di nuovo da dire. Gli Stati Uniti non possono guadagnare la fiducia dell’Iran se non accetteranno tutte le nostre condizioni», avrebbe affermato quest’ultimo. Ne parliamo assieme a Maurizio Boni, generale di corpo d’armata, giornalista, saggista e collaboratore di «Analisi Difesa», de «Il Fatto Quotidiano» e di «Limes».

Video realizzato il 22 ottobre

Guarda il video qui sotto o sul canale You Tube “Il Contesto”

 

 

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