La Svizzera rivede il programma F-35 e prevede una linea di assemblaggio a Emmen

RUAG MRO e la statunitense Lockheed Martin hanno reso noto a metà ottobre di aver siglato un accordo per proseguire la loro collaborazione nell’ambito del progetto RIGI, che contempla l’assemblaggio di tre aerei da combattimento F-35A presso la sede di RUAG a Emmen, la quale diventerà una delle sole quattro sedi al mondo in cui verranno effettuati il montaggio finale e i test dei caccia. L’intesa apre una nuova fase del progetto e consentirà alla Svizzera di acquisire competenze per la futura manutenzione dei velivoli, ha dichiarato oggi RUAG in una nota.
Come riferisce il Corriere del Ticino, I primi componenti dovrebbero arrivare in Svizzera nella prima metà del 2027, mentre l’avvio della produzione è previsto per l’autunno dello stesso anno, ha sottolineato la società di proprietà della Confederazione. Inizialmente il progetto prevedeva quattro aerei, ma il numero è stato ridotto a tre nell’ambito della pianificazione dettagliata, così da adeguare il programma ai requisiti e alle risorse disponibili.
Il progetto permetterà alla Svizzera di acquisire know-how sul velivolo di ultima generazione e di rafforzare la propria autonomia nella manutenzione, afferma RUAG. La società intende inoltre sviluppare le competenze necessarie per fornire in futuro un’assistenza completa all’Esercito svizzero durante l’intero ciclo di vita degli F-35A.
Con il progetto RIGI, Emmen diventerà una delle sole quattro sedi al mondo in cui vengono effettuati il montaggio finale e i test degli F-35A. Secondo RUAG, l’iniziativa contribuirà anche a garantire posti di lavoro a livello regionale e a consolidare il ruolo dell’azienda quale centro di competenza europeo nell’aviazione militare. Citato nel comunicato, il presidente del consiglio d’amministrazione di RUAG MRO Holding SA, Jürg Rötheli, ha definito il progetto di importanza strategica per il futuro dell’azienda e ha sottolineato il contributo che la partecipazione al programma F-35A intende fornire alla sicurezza e alla capacità di difesa della Svizzera.
Il 23 ottobre il governo svizzero ha accettato di apportare modifiche al processo di approvvigionamento nel settore della difesa, a seguito di una controversia riguardante il prezzo fisso promesso per i caccia F-35A. Come riportato da swissinfo.ch, il Ministro della Difesa Martin Pfister ha dichiarato che, con i fondi attualmente disponibili, sarà probabilmente possibile acquistare solo 30 velivoli, anziché i 36 inizialmente previsti.
Come ha riferito Defence Industry Europe, il Parlamento ha approvato un credito supplementare di 394 milioni di franchi svizzeri. L’ultima risposta del Consiglio federale non definisce ancora il numero finale di velivoli che la Svizzera acquisirà.
Il governo ha accolto integralmente sei raccomandazioni formulate dalla commissione parlamentare di vigilanza e ne ha accettata una parzialmente. La risposta è stata adottata il 21 ottobre e pubblicata il 23 ottobre, facendo seguito al rapporto della commissione di vigilanza, datato 8 settembre, in merito ai prezzi degli F-35A.
Il Consiglio federale ha riconosciuto che l’ufficio legale di Armasuisse ha svolto un ruolo troppo limitato nell’acquisizione dei caccia, precisando che il team non disponeva delle risorse e delle competenze specialistiche necessarie per un progetto di tale portata e complessità.

Da allora, l’ufficio legale è stato potenziato e funge ora da centro di competenza per i progetti di approvvigionamento; il governo ritiene pertanto che tale raccomandazione sia stata in gran parte attuata.
Il Consiglio ha tuttavia respinto l’ipotesi che solo l’ex responsabile del progetto avesse esaminato integralmente i contratti, sottolineando che anche l’ex capo dell’armamento e altri dipendenti di Armasuisse avevano preso visione della documentazione completa.
Anche l’ex Ministra della Difesa Viola Amherd e alcuni funzionari del segretariato generale del dipartimento avevano analizzato in dettaglio le clausole relative al prezzo fisso. Il governo ha precisato che alcuni dipendenti che avevano letto i contratti non sono stati ascoltati dalla commissione di vigilanza.
Il Dipartimento della Difesa valuterà se i mandati negoziali per acquisizioni complesse e di grande entità debbano essere soggetti all’approvazione dei vertici dipartimentali o del Consiglio federale. Il governo intende inoltre coinvolgere maggiormente il Parlamento e sta valutando l’introduzione di revisioni interne tra pari (peer review) per le acquisizioni che presentano rischi particolari.
La gestione dei rischi dovrà avvalersi di valutazioni quantitative specifiche per ogni progetto, al fine di rendere più trasparenti i calcoli relativi agli imprevisti. Le raccomandazioni accolte includono una maggiore attenzione all’inflazione e al calcolo delle riserve per i rischi.
Il 1° ottobre, il ministero ha reso noti alle commissioni parlamentari per la politica di sicurezza i criteri di valutazione dei velivoli da combattimento. Tali commissioni avevano già avuto accesso alle lettere di offerta e accettazione (Letters of Offer and Acceptance) relative all’acquisto.
Fonte: RUAG, Armasuisse, Corriere del Ticino, swissinfo.ch e Defence Industry Europe
Foto: RUAG/Lockheed Martin
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