Mosca mette nel mirino (almeno) altri tre oblast’ ucraini. Gaiani a “Il Contesto”

 

 

Il 17 ottobre, a pochi giorni di distanza dall’accordo per le forniture di gasolio russo agli Stati Uniti, l’amministrazione Trump starebbe valutando la possibilità di riattivare i flussi di gas russo verso l’Europa. Lo sostiene il «New York Times», secondo cui gli inviati speciali Witkoff e Kushner avrebbero proposto ai governi europei e a quello ucraino la ripresa delle importazioni di gas naturale russo via conduttura, sospese ormai dal 2024 per effetto di una decisione unilaterale di Kiev accolta con favore dall’Unione Europea.

Per Witkoff e Kushner, l’Europa si assicurerebbe flussi di gas a prezzi competitivi e in quantità garantite, mentre l’Ucraina incasserebbe royalty fondamentali per la ricostruzione post-bellica. Gli Stati Uniti, invece, otterrebbero l’ingresso di un proprio investitore nel consorzio che gestisce i gasdotti Nord Stream-1 e Nord Stream-2.

L’obiettivo sembra consistere nell’attutire le pressioni sui prezzi energetici e instradare il conflitto russo-ucraino verso una conclusione che risulti il meno catastrofica possibile non tanto per l’Ucraina e per i suoi sponsor europei, quanto per gli stessi Stati Uniti. I quali hanno peraltro disposto la riattivazione completa del servizio Starlink, rimuovendo le limitazioni che erano state imposte una settimana prima.

Ciononostante, il presidente Putin ha affermato che la Russia costituirà all’interno dell’Ucraina una fascia di sicurezza che non potrà essere oggetto di negoziati in eventuali future trattative con Kiev. Ne parliamo assieme a Gianandrea Gaiani, giornalista, saggista, direttore della rivista «Analisi Difesa» e animatore del canale YouTube «La Penna nel Fianco».

Guarda il video qui sotto o sul canale You Tube “Il Contesto”.

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