Droni kamikaze KUB-E: dalla guerra in Ucraina all’esportazione

Il Gruppo Kalashnikov ha annunciato il completamento della produzione di un importante lotto di munizioni circuitanti KUB-E destinato a un cliente straniero, segnando un traguardo fondamentale nel percorso commerciale di questo sistema.
Come riportato da Analisi Difesa nel novembre del 2024, la sigla del primo contratto per la variante export del drone kamikaze russo aveva già delineato l’apertura di Mosca a fornire questa tecnologia a partner internazionali, dopo i risultati operativi ottenuti nei teatri di conflitto contro mezzi corazzati di produzione occidentale.
Il passaggio dalla firma del contratto alla consegna odierna riflette la complessa strategia industriale di Izhevsk: il modello produttivo del Gruppo Kalashnikov è stato infatti strutturato per gestire simultaneamente le commesse estere e l’Ordine di Difesa dello Stato.

Nonostante l’espansione sul mercato globale, l’azienda assicura che la produzione per l’esportazione non interferisce minimamente con le forniture prioritarie destinate alle Forze Armate russe e al loro conseguente impiego dei droni sul teatro bellico ucraino, mantenendo per questo linee separate che preservano le tempistiche di consegna nazionali.
Sotto il profilo tecnologico, il sistema KUB-E, sviluppato dalla NPO “Izhevsk Unmanned Systems”, rappresenta un’evoluzione nel campo delle armi a guida remota. Il drone è progettato per neutralizzare obiettivi terrestri singoli o raggruppati, garantendo un’operatività totale sia diurna che notturna, anche in presenza di raffiche di vento fino a 10 metri al secondo. L’architettura di controllo permette all’operatore di interagire con il vettore in tempo reale durante l’intera fase di volo, riducendo drasticamente il tempo necessario tra l’individuazione del bersaglio e il suo annientamento.
I dati tecnici confermano la versatilità del mezzo: con un peso massimo al decollo di 8 kg e dimensioni contenute (121 x 95 x 16,5 cm), il KUB-E può volare ad altitudini comprese tra 150 e 1.000 metri. La sua velocità operativa oscilla tra gli 80 e i 130 km/h, con un raggio d’azione di 25 km e un’autonomia di volo di circa 30 minuti. Grazie alla bassa firma acustica e a una testata a frammentazione-esplosiva, il drone risulta difficile da intercettare e al contempo letale all’impatto.

L’intero pacchetto logistico è ottimizzato per l’impiego rapido sul campo. Ogni unità di fornitura comprende 25 ordigni volanti con relative testate e batterie, una stazione di controllo a terra e un’unità di lancio unificata.
Il sistema non solo richiede tempi minimi di allestimento (circa 30 minuti), ma permette anche il lancio simultaneo di più droni dalla stessa stazione consentendo attacchi di saturazione che aumentano l’efficacia tattica sulle posizioni nemiche.
Foto Kalashnikov Concern
Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli
Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.








