Il Portogallo firma l’acquisizione di tre FREMM EVO nell’ambito del SAFE

 

 

In occasione della visita in Italia ed incontro del Presidente del Consiglio portoghese, Luís Montenegro, con la Presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, a Roma, è stato firmato ieri un accordo per la fornitura alla Marina Militare portoghese di tre nuove fregate di costruzione italiana, rappresentate dalle piattaforme FREMM Evo, con un investimento di circa 3,9 miliardi di euro.

Questo programma rientra nel processo di modernizzazione della Marina e delle Forze Armate portoghesi per adattarsi alla nuova realtà geopolitica e alle nuove minacce. La consegna delle tre nuove navi alla Marina portoghese avverrà tra il 2029 e il 2030. Le unità FREMM Evo sono in costruzione per la Marina Militare italiana da parte del consorzio Orizzonte Sistemi Navali (OSN) fra Fincantieri (51%) e Leonardo (49%) nell’ambito del programma FREMM gestito dall’Organizzazione Congiunta per la Cooperazione in materia di ARmamenti (OCCAR), a cui parteciperà anche il Portogallo.

L’accordo è stato siglato fra i rappresentanti della Direzione Generale degli Armamenti dei due Paesi alla presenza del Ministro della Difesa portoghese, Nuno Melo, si è recato a Roma nell’ambito della delegazione del Presidente del Consiglio, Luís Montenegro, in occasione della visita ed incontro nella capitale italiana con il Primo Ministro italiano Giorgia Meloni, a cui ha partecipato anche il Ministro di Stato e degli Affari Esteri portoghese, Paulo Rangel.

Il Ministro Nuno Melo, accompagnato dal Capo di Stato Maggiore della Marina portoghese, Ammiraglio Jorge Nobre de Sousa, ha partecipato a un incontro bilaterale con l’omologo italiano, Guido Crosetto e il capo di stato maggiore della Marina Militare, ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto.

Questi ultimi hanno presenziato alla cerimonia di firma dell’accordo governativo fra i due Paesi, che prevede, nell’ambito del programma dell’EU SAFE (Security Action for Europe), l’acquisizione di tre fregate di ultima generazione rappresentate dalle piattaforme FREMM Evo, la loro manutenzione, il trasferimento tecnologico e le altre condizioni necessarie per l’impiego operativo delle unità navali per tutta la loro vita utile, pari a non meno di 30 anni, come evidenziato dal comunicato del Governo portoghese.

Il documento è stato firmato dal Vice Direttore Generale degli Armamenti, Contrammiraglio Antonio Mateus, e dal Direttore Nazionale degli Armamenti italiano, Ammiraglio Giacinto Ottaviani, presso il Palazzo Esercito nella capitale italiana. Per la parte portoghese, alla cerimonia era inoltre presente il Director-Geral de Política de Defesa Nacional Nuno Lemos Pires.

Si tratta, secondo quanto dichiarato dal Ministero della Difesa portoghese, di un investimento che assicurerà la modernizzazione della Marina e rafforzerà la capacità di esercitare la Sovranità Nazionale nel Mare e l’adempimento di molteplici missioni entro e oltre i confini.

La Difesa portoghese ha inoltre specificato che la scelta di questi sistemi ha seguito criteri eminentemente tecnici, considerati da un Gruppo di Lavoro costituito da rappresentanti dello Stato Maggiore Generale delle Forze Armate, Marina, Esercito, Aeronautica, Segreteria Generale del Ministero della Difesa Nazionale, Direzione generale della Politica di Difesa Nazionale, Direzione Generale dell’Armamento e del Patrimonio della Difesa Nazionale e di idD Portugal Defence.

La decisione rappresenta sempre secondo la Difesa portoghese, una parte significativa dell’investimento SAFE (5,8 miliardi di euro). Gli investimenti SAFE “rappresentano il più grande sforzo di riequipaggiamento delle Forze Armate in una democrazia, abbracciando tutti i domini: navale, terrestre, aereo – inclusi i droni – e spaziale.”

Sebbene non vi siano state comunicazioni ufficiali, secondo quanto risulta ad AD, le tre fregate portoghesi seguiranno nella produzione quelle italiane e la configurazione delle nuove unità sarà basata per quanto riguarda la piattaforma ed il sistema di combattimento, compreso l’armamento missilistico per la difesa aerea, su quella italiana eccetto che per differenze minori legate all’interoperabilità nazionale come le comunicazioni, ed eventualmente, l’armamento missilistico antinave.

Foto:  OCCAR, Luca Peruzzi e Governo Italiano

 

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Nato a Genova nel 1966 e laureato in giurisprudenza, è corrispondente per l'Italia e collaboratore delle riviste internazionali nel settore della difesa del gruppo inglese IHS Markit (Jane's Navy International e Jane's International Defence Review) e della casa editrice tedesca Mittler Report Verlag (European Security & Defense e pubblicazioni collegate) nonché delle riviste di settore Armada International, European Defence Review e The Journal of Electronic Defense. In Italia collabora anche con Rivista Marittima, Aeronautica & Difesa e la testata online dedicate al settore marittimo ed economico The MediTelegraph (Secolo XIX).

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