L’elicottero Hind compie 40 anni

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Quest’anno ricorre il 40° anniversario di uno degli elicotteri militari d’assalto più famosi e conosciuti in tutto il mondo: stiamo parlando del Mil Mi-24 (codice NATO “Hind”). Ci sembra pertanto opportuno rendere omaggio alla popolarità di questo velivolo che al pari del fucile d’assalto Ak-47 Kalashnikov ha rappresentato emblematicamente per tanti anni l’efficienza bellica sovietica: quella senza fronzoli e senza tanti orpelli, senza soluzioni tecnologiche futuristiche o artificiosità inutili che badava esclusivamente allo scopo funzionale del mezzo militare. Il Mi-24 è un elicottero bimotore d’assalto destinato al supporto delle forze di terra, alla distruzione di bersagli corazzati e al trasporto di persone o merci. Soprannominato “Hind” dalla NATO, questo elicottero vanta l’originalità assoluta di non avere alcuna controparte in occidente, a differenza di tanti velivoli di produzione sovietica. Chiamato dai suoi piloti “Gorbach” (gobbo) per il suo caratteristico abitacolo in tandem (ma a partire dalla versione “Hind-D” entrata in servizio nel 1976) e “Krokodil” (coccodrillo) per la sua fusoliera compatta e longilinea nonostante la stazza, il Mi-24 possiede una cabina di carico in grado di ospitare fino a otto soldati armati che possono sparare dalle loro armi di piccolo calibro attraverso appositi supporti fissati alle finestre laterali apribili.

Inizialmente armato con una mitragliera da 12,7 mm a quattro canne rotanti YakB posta sotto il muso centrale e successivamente sostituita da un cannone GSh-30-2 da 30 mm posta sul fianco destro (“Hind-F” per la NATO), il Mi-24 è dotato di due ali che, oltre a migliorare le caratteristiche aerodinamiche e le capacità di carico, gli consentono di avere a disposizione ben tre punti di attacco per ala che possono essere armati con pod lanciarazzi UV-32, B-8V-20, B-13L, razzi S-24B, pod mitragliatrici GUV, lanciagranate AGS-17, bombe a caduta libera, lanciamine o napalm, consentendo un volume di fuoco non indifferente, o corredati di serbatoi supplementari amovibili PTB-450 (da 500 litri) o ancora di contenitori per trasporto carichi. Dato il numero impressionate di prototipi, sviluppi e derivazioni che hanno visto interprete questo elicottero, elencare tutte le versioni del Mi-24 sperimentali e operative significherebbe scrivere un intero testo a questo scopo; tra le tante varianti è tuttavia obbligatorio rendere noto che l’Hind fu sviluppato persino come ricognitore NBC nella versione Mi-24RKhR (denominata dalla NATO come “Hind-G” e usato nella tristemente famigerata tragedia di Chernobyl) e idoneo ad effettuare campionamenti biologici, chimici e nucleari.

 

 

 

 

 

 

 

 

Certamente è innegabile come il design e il layout unico di questa macchina ad ala rotante ne abbiano fatto un’inconsapevole star sia nei film, in primis Rambo (dove in realtà appare un Puma travestito da Hind), ma anche in Air Force One, 9th Company, Mirror wars o Hitman l’assassino; o ancora in numerosissimi videogiochi di guerra: dal vecchio LHX fino a Call of Duty, Metal Gear Solid, Warhound, Ace Combat, Command & Conquer, Battlefield, Tom Clancy, S.T.A.L.K.E.R., Mercenaries, Syphon filter, World in Conflict, Act of War e tanti altri ancora, fino ai classici simulatori di volo che, come Super Hind o Mil-Mi 24 (ad esso espressamente dedicati), hanno reso ancor più popolare quest’elicottero persino ai non addetti ai lavori. Ma al di là degli aspetti ludici la versatilità di questo elicottero d’attacco (capace di coniugare il trasporto truppe con una notevole capacità di fuoco) ne ha decretato il successo internazionale e i numeri parlano chiaro: ben 1500 esemplari al servizio di oltre 60 forze armate in tutto il mondo. Concepito idealmente nel 1966, il progetto in questione iniziò a essere preso in considerazione dopo il conflitto statunitense in Vietnam; le prove in volo di un prototipo iniziarono nel settembre del 1969, mentre la produzione in serie avvenne solo nel 1973. Il Mi-24 ebbe origine da un elicottero estremamente collaudato in combattimento come il Mil Mi-8 per trasporto d’assalto (Codice NATO “Hip”).

Non a caso dell’Hip il Mi-24 utilizzava lo stesso impianto propulsivo e dinamico, ma le similitudini si fermarono qui in quanto fu ridisegnato il rotore a cinque pale con un diametro inferiore, fu spostato il rotore anticoppia sul lato sinistro della trave di coda e fu progettata una nuova fusoliera dotata di minore sezione trasversale allo scopo di diminuirne sia la resistenza aerodinamica che la sagoma frontale alle difese aeree nemiche Cinque anni dopo, il 21 settembre 1978, il pilota collaudatore ed Eroe dell’Unione Sovietica Gurgen Karapetyan fissò con un Mi-24 in configurazione pulita denominato A-10, un record mondiale di velocità pari a 368,4 Km/h, record attualmente imbattuto da elicotteri di fabbricazione russa (nonché record mondiale fino al 1984, quando una versione elaborata di un Westland Linx infranse tale primato). Attualmente è l’unico elicottero militare d’attacco al mondo che può vantare oltre a paesi utilizzatori sparsi nei cinque continenti anche una lista interminabile di conflitti a cui ha partecipato: il battesimo del fuoco avviene già nel 1977 nella guerra dell’Ogaden contro la Somalia, dove le forze etiopi equipaggiate dall’U.R.S.S. con il nuovo elicottero ebbero la meglio contro i vicini somali. A seguire ci furono il conflitto cambogiano-vietnamita contro i Khmer rossi e in successione il conflitto ciadiano-libico, la guerra sovietica in Afghanistan, la guerra Iran-Iraq, la guerra civile Sandinista in Nicaragua, la guerra civile in Sri Lanka e la Guerra del Golfo.

 

 

 

 

 

 

Negli anni novanta il Mi-24 fu operativo ancora in numerosi scontri avvenuti in nazioni come Sierra Leone, Croazia, Cecenia, Ecuador, Sudan, Congo e Kosovo. E negli anni 2000 il Mi-24 ha continuato ad operare in ulteriori conflitti: Macedonia, Costa d’Avorio, ancora Iraq, Afghanistan, Ciad, Somalia e Ossezia. Fino alle crisi dei giorni nostri: Myanmar (con la guerra Kachin), Libia e Siria. A questa lista bisognerebbe aggiungere le numerose missioni internazionali svolte con le insegne delle Nazioni Unite nella livrea totalmente bianca. Dalla pluriennale esperienza in conflitti ai quattro angoli del globo, il Mi-24 è stato utilizzato come modello per lo sviluppo del Mi-35M, entrato in produzione alla Rostvertol nel 2005: quest’ultimo, oltre ad avere le capacità di volo e la manovrabilità sostanzialmente superiore al suo predecessore, può volare in missioni di combattimento giorno e notte e in ogni area geografica avente condizioni climatiche estremamente critiche (“hot and high”) Il Mi-35M è dotato di avanzate armi ad alta precisione, può essere utilizzato per distruggere bersagli corazzati, per fornire supporto aereo per operazioni di terra o per missioni di attacco al suolo; ma la sua estrema versatilità lo rende perfettamente idoneo anche in missioni di evacuazione sanitaria o come elicottero da trasporto di carichi in cabina o mediante l’uso di un gancio esterno.

Il Mi-35M oggi viene fornito con avanzate apparecchiature di navigazione e display a colori multifunzione, sistemi di sorveglianza e puntamento con sensori IR, TV e telemetro laser. Attualmente operante in Russia, Azerbaijan, Venezuela e Brasile, il Mi-35M è insomma il proseguimento di un progetto elicotteristico di grande successo che ha appena compiuto 40 anni ma che lo vedrà volare certamente ancora per tanto tempo a venire in servizio con le forze armate di molte nazioni.

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978, si è laureato in Scienze della Comunicazione scritta e Ipertestuale. Collabora dal 1998 con alcune riviste del settore sull'esclusivo tema dell'aviazione militare sovietica e russa. Dal 2003 inizia la collaborazione con Analisi Difesa occupandosi del salone aeronautico MAKS di Mosca; successivamente prepara dossier su alcuni storici bureau di progettazione aeronautica russa (Tupolev, Beriev) e sulla storia dei missili aria-aria russi. Attualmente si occupa in particolare del settore esportazione degli aerei e degli elicotteri militari russi nel mondo.

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