Tensione tra governo e PD per gli F-35

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di Serenella Mattera – ANSA
C’è l’esigenza di una moratoria per rinegoziare il programma degli F35 con l’obiettivo di dimezzarne i costi. I deputati del Partito democratico mettono nero su bianco la richiesta di un drastico taglio all’acquisto dei tanto contestati F35. E propongono agli alleati della maggioranza e al governo un documento che sottolinea tra l’altro l’esigenza di valorizzare il ruolo del Parlamento “nella materia militare”. Ogni contributo è “importante”, dice il ministro Roberta Pinotti, che ribadisce l’impegno a una “rimodulazione” del programma ma per l’intervento rinvia al Libro bianco. Domani in commissione Difesa alla Camera è in programma il voto sulla relazione che dovrà tirare le fila dell’indagine conoscitiva sui sistemi d’arma, conclusasi lo scorso dicembre. In vista di quell’appuntamento il gruppo Pd non può più rinviare una presa di posizione. Ma crea qualche tensione, spiegano fonti parlamentari, il testo proposto dal relatore Gian Piero Scanu. Un documento in cui si invoca “una moratoria al fine di rinegoziare l’intero programma” degli F35 “per chiarirne criticità e costi con l’obiettivo finale di dimezzare il budget finanziario originariamente previsto”.

E si sottolinea inoltre che “considerazioni di natura finanziaria, operativa e di politica industriale spingono a rinnovare la flotta aerea militare” anche sulla linea “complementare” degli Eurofighter. Ma c’è di più: il documento di Scanu, che viene sostenuto dalla larga maggioranza dei deputati della commissione, afferma in più passaggi il principio del controllo del Parlamento sulle decisioni sulla spesa militare. E sottolinea le criticità emerse nel programma degli F35, si occupa più in generale del tema degli armamenti, prevedendo una significativa riduzione delle spese della Difesa anche per quanto riguarda la ‘Forza Nec’, all’interno del progetto Soldato futuro. Sul testo, raccontano i deputati del Pd, va avanti una lunga trattativa con i ministeri, in particolare Difesa ed Esteri: circola anche una bozza ‘emendata’ della relazione di Scanu, che cancella tra l’altro la parola “moratoria” e il riferimento a un necessario voto parlamentare sul Libro Bianco della Difesa. Nel pomeriggio a Montecitorio c’è una riunione tra Scanu, il capogruppo Pd Roberto Speranza, il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini e il ministro Roberta Pinotti. Si discute a lungo, ma alla fine passa la linea che accontenta gran parte dei parlamentari dem (e non è sgradita a Sel): niente modifiche, il documento si approva così com’è. Con due sole correzioni di forma: via il riferimento alla “tradizionale opacità” della materia militare e via il riferimento alle perplessità espresse sugli F35 anche da “fonti di origine governativa statunitense”.

Da Palazzo Chigi, raccontano fonti parlamentari, arriva, attraverso il sottosegretario Graziano Delrio, un sostanziale via libera al Pd. E il documento in serata viene adottato dal gruppo dem (senza una votazione) come proposta per il confronto con gli alleati e l’esecutivo. “Abbiamo realizzato una mediazione alta” nell’ambito del “pluralismo” interno al Pd e “nell’autonomia che come gruppo dobbiamo esercitare fino in fondo”, dice Speranza in assemblea. Insomma, il Pd tiene il punto. Ma anche il ministro Pinotti conferma la linea già indicata: c’è l’impegno per una “rimodulazione” degli F35 che avverrà attraverso il Libro Bianco perché, spiegano dal ministero, solo allora si potrà intervenire in maniera complessiva sugli armamenti. Quella rimodulazione, dice però ora il Partito democratico, deve essere un dimezzamento

 

Per approfondire: Huffington Post del 6 maggio 2014

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