IL BILANCIO DELLA DIFESA 2017

4Combattimento Centri Abitati

I lettori più attenti si ricorderanno come a suo tempo, proprio dalle pagine di questa rivista, fosse stato lanciato un allarme sulle spese per la Difesa del nostro Paese per il 2017.
“Ingolositi” infatti dal leggero aumento registro nel 2016 rispetto all’anno precedente, i più ottimisti avrebbero potuto anche essere tentati dallo sperare che quella cui ci si trovava di fronte era la svolta tanto attesa; finalmente, dopo le innumerevoli promesse e di fronte alla realtà dei fatti (uno strumento militare in palese difficoltà e uno scenario internazionale denso di minacce), anche in Italia come nel resto d’Europa era arrivato il momento di invertire la rotta.

In altri termini, la fine dei tagli (lineari, quindi sconclusionati) e l’avvio di una nuova era; quella cioè dei bilanci della Difesa destinati a conoscere livelli più adeguati.
Come si diceva invece, già la comparsa nella primavera scorsa del Documento Programmatico Pluriennale per la Difesa (DPP) 2016-’18 aveva provveduto a raffreddare gli entusiasmi.Esauritosi infatti, sia pure parzialmente, l’effetto dell’intervento deciso dal Governo a seguito dei drammatici attentati di Parigi nel novembre 2015 (erogazione di un bonus una-tantum di 80 euro mensili al Personale e stanziamento di 235 milioni per l’Investimento, peraltro dimezzati a parziale copertura del Decreto Missioni), il 2017 segna il ritorno alla “normalità”, con il bilancio della Difesa che torna inesorabilmente a scendere.

Un contesto dunque difficile, reso poi in qualche misura ancora più cupo dalle considerazioni circa una trasparenza complessiva tutt’altro che ottimale; fino all’arrivo del successivo DPP, l’unico strumento disponibile per la lettura della situazione e delle possibili evoluzioni del Dicastero della Difesa (con tutti gli annessi e connessi) rimane lo «Stato di Previsione della Spesa».

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Giovanni MartinelliVedi tutti gli articoli

Giovanni Martinelli è nato a Milano nel 1968 ma risiede a Viareggio dove si diplomato presso l’Istituto Tecnico Nautico per poi lavorare in un cantiere navale. Collabora con Analisi Difesa dal 2002 occupandosi di temi navali in generale e delle politiche di Difesa del nostro Paese in particolare. Fino al 2009 ha collaborato con la webzine Pagine di Difesa.

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