Nuovo motore e versione artica per l’elicottero pesante Mil Mi-26

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La Russia continua a lavorare intensamente alla creazione del nuovo turboalbero Aviadvigatel PD-12V di produzione nazionale da destinare agli elicotteri da trasporto pesante Mil Mi-26, e secondo quanto riferito da una fonte del settore industriale all’agenzia Interfax, l’analogo russo del motore ucraino attualmente in uso (l’Ivchenko Progress – Motor Sich D-136) sarà pronto entro il 2025.

“La progettazione preliminare dell’Aviadvigatel PD-12V – riferisce la fonte – è stata completata nel 2017; l’anno scorso si è provveduto al completamento della progettazione tecnica del motore e allo sviluppo della documentazione di progettazione richiesta per le attrezzature delle centraline elettriche di comando del Mi-26; inoltre, secondo i piani previsti dal costruttore, nei prossimi anni (ma probabilmente non prima del 2020-2021, n.d.a.) inizieranno le prove su appositi banchi di prova e successivamente di collaudo in volo con un Mi-26 dotato dei nuovi PD-12V.”

Il 2025 dovrebbe essere dunque l’anno di produzione in serie del nuovo turboalbero che, stante le caratteristiche rese note da UEC, dovrebbe migliorare notevolmente le prestazioni di volo generali del Mi-26 estendendone l’uso soprattutto in condizioni “hot and high”, consentendo un notevole risparmio di carburante pari al 18% rispetto a quello del D-136 nonostante un peso complessivo superiore totale di 100 Kg e inoltre una sensibile riduzione dei costi operativi e manutentivi del motore.

Ricordiamo per dovere di cronaca che il PD-12V è stato ideato sulla base del nuovo turbofan PD-14 destinato ai moderni velivoli di linea bimotore russi Irkut MS-21.

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Russian Helicopters ha in programma lo sviluppo di una versione da impiego artico dell’elicottero da trasporto pesante Mil Mi-26; ad annunciarlo è stato il CEO dell’azienda Andrei Boginsky in un briefing tenutosi in occasione del salone Aero India 2019.

Dopo la versione artica del Mil Mi-8 (argomento ampiamente discusso da Analisi Difesa) e del Mil Mi-38 annunciata nel 2017 (anch’esso oggetto di notizia su questa rubrica), anche il Mi-26 fornirà la base di lavoro per una speciale versione da impiego artico.

“Lo sviluppo dell’intera linea di elicotteri per impiego artico è pianificato; – ha dichiarato Boginsky – sulla base del Mi-8 (battezzato Mi-8AMTSh-VA) ci sono state già delle consegne di alcuni esemplari alla Difesa, adesso stiamo lavorando alla realizzazione di una versione artica del Mi-38 e del Mi-26.”

A proposito di quest’ultimo e della recente versione battezzata Mi-26T2V il Vice ministro della Difesa Alexei Krivoruchko ha riferito di un primo accordo della Difesa per l’acquisto di 10 esemplari il cui contratto sarà siglato probabilmente nel prossimo giugno.

Il Mi-26T2V avrà una capacità di sollevamento di 20 tonnellate e sarà dotato di una moderna suite avionica di volo e navigazione NPK-90-2V che consentirà l’uso in ogni condizione meteo, notte e giorno, a qualsiasi latitudine del pianeta, in modalità automatica dal decollo fino all’atterraggio, nonché di un sistema specifico Vitebsk per la protezione dai missili terra-aria e aria-aria. Immutato resta il numero di equipaggio pari a 5 ufficiali.

A proposito dell’elicottero medio Mi-38T, Boginsky ha dichiarato invece che un primo esemplare dei due ordinati nel 2017 sarà consegnato alla Difesa russa entro la fine del prossimo giugno. Di una generazione successiva rispetto alla famiglia dei Mil Mi-8AMT/MTV (famiglia che attualmente costituisce la spina dorsale delle Aeronautiche di centinaia di paesi nel mondo, Russia inclusa), il Mi-38 è nato alla fine degli anni ’80 come elicottero civile da 30 passeggeri che avrebbe appunto sostituito il Mi-8/17 “Hip” da 24 posti con un sensibile aumento dello spazio in cabina (da 23 a 30 metri cubi). Ampliata nel nuovo progetto risultava anche la capacità di carico utile: 6 tonnellate di carico interno e 7 tramite imbracatura esterna (rispetto alle 4 tonnellate interne e 5 esterne del suo predecessore). In realtà, proprio per queste caratteristiche il Mi-38 si pone come un elicottero di fascia superiore rispetto alla famiglia degli “Hip”, collocandosi di fatto nella successiva categoria medio-pesante.

Il suffisso “T” del Mi-38 in questione richiesto dai militari indica la specifica versione da trasporto ma include ovviamente altre particolarità che lo contraddistinguono dalla versione nata per il mercato civile: il Mi-38T sarà dotato infatti di serbatoi per il carburante autosigillanti, serbatoi supplementari per estenderne l’autonomia, attrezzature speciali e avioniche dedicate per le comunicazioni militari.

 

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978, si è laureato in Scienze della Comunicazione scritta e Ipertestuale. Collabora dal 1998 con alcune riviste del settore sull'esclusivo tema dell'aviazione militare sovietica e russa. Dal 2003 inizia la collaborazione con Analisi Difesa occupandosi del salone aeronautico MAKS di Mosca; successivamente prepara dossier su alcuni storici bureau di progettazione aeronautica russa (Tupolev, Beriev) e sulla storia dei missili aria-aria russi. Attualmente si occupa in particolare del settore esportazione degli aerei e degli elicotteri militari russi nel mondo.

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