Migranti 1/ Sbarchi dimezzati in Italia nonostante il governo Conte 2

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I migranti illegali sbarcati in Italia nel 2019 sono stati 11.471 al 21 dicembre, il 50,92% in meno dell’anno scorso, quando furono 23.370. Lo rilevano i dati resi noti dal Viminale, ancora più rilevanti se li si confronta con i migranti illegali arrivati via mare furono 119.369 nel 2017, con un calo del 90,39% quest’anno.

Deglo sbarcati nel 2019 il 72% sono uomini, il 10% donne e il 18% minori o dochiaratisi tali.

Circa le nazionalità degli sbarcati (o almeno quelle dichiarate considerato che tutti i clandestini distruggono i propri documenti prima di imbarcarsi proprio per rendere più ardua la loro identificazione,) 2.654 – ovvero la maggioranza – proviene dalla Tunisia (23%). Seguono gli arrivi da Pakistan (1.180), Costa d’ Avorio (1.139), Algeria (1.009) e Iraq (972). Di seguito Bangladesh (602), Iran (481, Sudan (446), Guinea (295), Somalia (270) e Marocco (253). Da altre aree arrivano i rimanenti 2.423 migranti (21%).

I minori stranieri non accompagnati (per la gran parte supposti minori perché auto-dichiaratisi tali) sbarcati nel 2019 sono stati 1.680, meno della metà del 2018 (3.536) e oltre 9 volte di meno del 2017 (15.779).

Fin qua il confronto con i numeri del 2018 mentre analizzando i dati pare evidente che nessuno dei paesi citati sia in guerra o sconvolto da gravi carestie o cataclismi naturali: trattasi quindi per la quasi totalità di migranti economici illegali, cioè immigrati clandestini.

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Sul piano politico il successo di aver ridotto ulteriormente gli sbarchi rispetto agli anni precedenti non può venire rivendicato dall’attuale governo tenuto conto che oltre la metà dei clandestini giunti nel 2019 da Libia, Algeria e Tunisia sono sbarcati in Italia in meno di 4 mesi di governo Conte 2.

I flussi migratori sono indiscutibilmente aumentati da quando l’attuale esecutivo ha ricominciato a incoraggiare clandestini, trafficanti e Ong con politiche di accoglienza, annunci di ridistribuzioni in Europa e porti spalancati alle navi delle Ong che dovevano rappresentare una “discontinuità” con il governo precedente, quando al Viminale sedeva Matteo Salvini.

Anche in questo caso i numeri parlano chiaro: dall’inizio dell’anno all’avvio della crisi del governo giallo-verde, l’8 agosto, erano sbarcati appena 4.042 clandestini, saliti a 5624 entro il 5 settembre, quando si insediò il governo Conte 2 e Salvini lasciò il ministero dell’Interno. Da allora, in appena 115 giorni, inclusi molti di mal tempo, ne sono sbarcati altri 5.847, più di quanti ne siano sbarcati nei primi 9 mesi dell’anno con Salvini al Viminale.

Quanto ai rimpatri i dati, incompleti, sembrano indicare un calo: sono stati 6.986 al 23 dicembre 2019 contro i 7. 981 (di cui 6.820 forzati e 1.161 volontari assistiti) di tutto il 2018 e i 7.383 (6.514 forzati e 869 volontari assistiti) del 2017.

La fine della cooperazione col governo italiano in tema di rimpatri dell’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (OIM) ha fatto crollare nel 2019 il numero di rimpatri volontari assisititi. I numeri complessivi, da anni compresi tra 7/8mila unità confermano le difficoltà a rimandare a casa chi sbarca illegalmente in Italia in assenza di accordi che riescano a imporre il rimpatrio ai paesi afro-asiatici di provenienza.

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Tutti gli ultimi mesi hanno visto un forte incremento o addirittura un raddoppio degli sbarchi rispetto agli stessi ultimi mesi del 2018 mesi, a conferma ulteriore della vocazione “immigrazionista” dell’attuale esecutivo. Altri numeri possono chiarire senza appello le idee. Dal 1° gennaio al 4 settembre la media degli sbarchi è stata di 22 migranti illegali al giorno, dal 5 settembre a oggi di 50/giorno con picchi in ottobre di 82/giorno.

Un trend che sembra venire confermato nei primi giorni del 2020 con 678 sbarcati da inizio gennaio al 17 contro i 53 del 2019: in pratica da 3,3 migranti/giorno  a ben 42,4/giorno mentre negli stessi giorni la Guardia Costiera libica ha intercettato e riportato in Libia 953 clandestini (dati al 13 gennaio).

Tra gli sbarcati nei primi giorni di gennaio boom di algerini (193) seguiti da ivoriani (82), iracheni (62), iraniani (48), bengalesi (32), tunisini (31), nigeriani (25), maliani (21), guineani (21) mentre in 163 appartengono ad altre nazionalità.

Le continue aperture dei porti alle navi delle Ong cariche di clandestini, i costanti appelli all’abrogazione dei Decreti Sicurezza messi a punto da Salvini e gli annunci del ministro Luciana Lamorgese circa sanatorie per i clandestini e ampliamento della concessione dell’asilo con i permessi umanitari (ristretti l’anno scorso da Salvini) non faranno che incentivare nuovi flussi e business criminali.

Anche le esultanze del governo Conte 2 per il ricollocamento di 382 migranti illegali arrivati in Italia con le navi delle Ong sono assolutamente fuori luogo se si tiene conto che per ottenere queste limitate aperture, su base esclusivamente temporanea e volontaria, da parte di alcuni partner Ue il governo Conte 2 ha dovuto accettare che vengano riportati in Italia i clandestini sconfinati in altri paesi UE, soprattutto in Germania e Francia.

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Solo Berlino ne ha già rimandati in Italia quasi 2mila negli ultimi tre mesi con voli charter e pullman: un trasferimento che Salvini aveva sempre rifiutato di accettare, sottolineando che i partner europei non erano mai stati in grado di accogliere realmente neppure il numero di richiedenti asilo “certificati” di cui la Ue aveva disposto il ricollocamento fuori dai paesi di sbarco di Italia e Grecia.

 

I dati nel Mediterraneo

Nel 2019 sono arrivati in Europa via mare 110.669 migranti illegali, il 5% in meno rispetto all’ anno precedente. L’Agenzia Europea Frontex ha censito 14mila ingressi irregolari in Ue di migranti lungo la rotta del Mediterraneo centrale (sbarchi in Italia e a Malta), il 41% in meno rispetto al 2018, con Tunisia e Sudan paesi di provenienza del maggior numero di migranti sbarcati irregolarmente sulle coste.

Lungo la rotta del Mediterraneo occidentale (sbarchi in Spagna), invece, gli ingressi in Ue sono stati 24mila, circa il 58% in meno rispetto al 2018. Un aumento della pressione migratoria si è invece verificata sulle frontiere orientali dell’Unione. In tutto il 2019, oltre 82mila migranti irregolari sono stati individuati lungo la rotta del Mediterraneo orientale (sbarchi in Grecia e marginalmente a Cipro), pari a circa il 46% in più rispetto all’ anno precedente.

Il picco degli arrivi è stato raggiunto a settembre, poi il flusso ha cominciato a calare “in linea con il trend stagionale”, scrive Frontex. Nella seconda metà del 2019, “gli arrivi irregolari nella regione sono stati al livello più alto dall’entrata in vigore dell’accordo Ue-Turchia nel marzo 2016, anche se ben al di sotto dei dati registrati nel 2015 e nei primi mesi del 2016”.

Sulla rotta balcanica, invece, gli ingressi irregolari sono stati circa 14mila, oltre il doppio rispetto al 2018. Sulle due rotte orientali, Afghanistan e Siria sono stati i Paesi d’origine di oltre la metà di tutti i migranti irregolari. Se si guarda invece alla totalità degli ingressi in Ue lo scorso anno, quella afgana è la nazionalità maggiormente rappresentata.

Nel 2019 si è registrato un aumento del 167%degli arrivi di migranti dall’Afghanistan rispetto al 2018. Idati raccolti da Frontex mostrano anche un numero sempre maggiore di donne fra i migranti irregolari: nei primi 10 mesi del 2019 circa il 23% dei migranti erano donne, il 4% in più rispetto al 2018.

Nel 2019, 1.283 migranti sono morti nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa. Lo riferiscono le stime dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), aggiungendo che la cifra corrisponde al 44% in meno rispetto al 2018.

@GianandreaGaian

Foto Marina Militare

 

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Giornalista bolognese, laureato in Storia Contemporanea, dal 1988 si occupa di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra. Dal febbraio 2000 dirige Analisi Difesa. Ha collaborato o collabora con quotidiani e settimanali, università e istituti di formazione militari ed è opinionista per reti TV e radiofoniche. Ha scritto diversi libri tra cui "Iraq Afghanistan, guerre di pace italiane" e “Immigrazione, la grande farsa umanitaria”. Dall’agosto 2018 al settembre 2019 ha ricoperto l’incarico di Consigliere per le politiche di sicurezza del ministro dell’Interno.

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