I progetti MiG al MAKS-2021

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Lo scorso Air show russo MAKS-2021 si è svolto nel segno della presentazione ufficiale del caccia di quinta generazione monomotore Sukhoi Checkmate.

In questo contesto i simulacri dei futuri progetti mostrati allo stand del bureau MiG (un caccia polivalente leggero, un caccia multifunzionale imbarcato e un UAV multiruolo imbarcato) hanno destato certamente molta meno attenzione anche gli esperti sono stati attratti maggiormente proprio dal futuro caccia imbarcato russo.

Secondo una fonte del complesso militare-industriale a RIA Novosti «la società sta lavorando su un futuro caccia di quinta generazione imbarcato su portaerei che sarà realizzato utilizzando tecnologie stealth. Al momento è in corso la fase di progettazione del layout al computer e i primi prototipi della macchina sono previsti per essere costruiti nei prossimi anni.»

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Il bureau russo MiG – ha aggiunto la fonte – nell’ambito del progetto starebbe valutando inoltre la possibilità di realizzare una versione del caccia con capacità di decollo e atterraggio verticali.

Tra le caratteristiche del velivolo è prevista una dimensione non superiore a quella del MiG-35 e, a differenza del Sukhoi Checkmate, il caccia imbarcato sarà chiaramente bimotore, requisito considerato imprescindibile per operare sul mare da portaerei.

Del simulacro di drone imbarcato presentato al MAKS-2021 invece, secondo la fonte, fungerà da gregario al suddetto caccia imbarcato svolgendo le funzioni di attaccante ausiliario e/o rifornitore in volo e sarà realizzato (come l’omologo progetto Sukhoi S-70 Okhotnik che dovrebbe operare col caccia Sukhoi Su-57) secondo lo schema aerodinamico classico dell’ala volante.

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Il progetto in questione si rifà chiaramente all’UCAV Skat presentato come simulacro al MAKS-2007 e di cui il direttore generale di MiG, Ilya Sergeyevich Tarasenko, ne aveva comunicato nel 2019 il proseguimento dello sviluppo.

Nel modello di caccia imbarcato MiG è invece ancor più intuibile la derivazione da un progetto quasi dimenticato che sarebbe dovuto diventare il primo aereo sovietico di quinta generazione: l’ala a delta triangolare, la coda orizzontale anteriore e il design aerodinamico “canard”, sono tutti elementi presi in prestito dal MiG 1.44 (o MiG-MFI), un dimostratore tecnologico per un caccia da superiorità aerea di quinta generazione sviluppato dal bureau MiG e rimasto allo stadio di prototipo.

A causa della mancanza di fondi, il MiG 1.44 decollò solo nel 2000 e due anni dopo il progetto fu definitivamente chiuso. Nel giugno 2015 MiG ha annunciato l’inizio dei lavori su un futuro caccia leggero, poi gli esperti russi hanno suggerito che potesse trattarsi della ripresa del progetto MiG 1.44.

Allo stesso tempo l’aereo cinese Chengdu J-20, che è simile al progetto russo, può essere considerato un rilancio indiretto del progetto. Più di 200 J-20 finora realizzati dimostrano che il concetto 1.44 è praticabile.

 

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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