Mosca consegna altri aerei ed elicotteri al Mali

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Il 19 gennaio il presidente del governo di transizione del Mali, colonnello Assimi Goita, ha partecipato con l’ambasciatore russo a Bamako, Igor Gromyko, all’aeroporto internazionale President Modibo Keita alla cerimonia di consegna di 8 velivoli militari forniti dalla Russia.

Tra gli aerei in mostra c’erano cinque addestratori/aerei d’attacco L-39 (TZ-18C, TZ-19C, TZ-30C, TZ-32C e TZ-35C), 2 elicotteri Mi-8 (TZ-94H e TZ-95H) e un aereo d’attacco Sukhoi Su-25 (TZ-25C).

Le forze armate del Mali (FAMa) hanno affermato che le acquisizioni contribuiranno ulteriormente ad aumentare le capacità della nazione, alle prese da anni con l’insurrezione jihadista e da tempo ai ferri corti con le potenze europee.

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Gli L-39 e il Su-25 saranno utilizzati per missioni di attacco, ricognizione e sorveglianza dei confini mentre i Mi-8 saranno utilizzati per supportare il movimento delle truppe sul terreno.

Il capo di stato maggiore dell’aeronautica, il generale di brigata Aliou Boï Diarra, ha affermato che dopo decenni di combattimenti, l’esercito del Mali è diventato meglio equipaggiato e professionale, con importanti progressi negli ultimi due anni.

Il ministro della Difesa, colonnello Sadio Camara, ha affermato che è necessario un esercito forte e moderno per imporre la sicurezza. Ha ringraziato e si è congratulato con i “partner del Mali” che sono rimasti “fedeli e leali nei momenti difficili”.

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Un chiaro riferimento alla Russia, che ha stretto uno stretto rapporto con il Mali dopo il colpo di stato del 2020 e che schiera nel paese del Sahel consiglieri militari e contractors del gruppo Wagner dalla fine del 2021.

Negli ultimi mesi il Mali ha rafforzato la propria componente aerea: il 9 agosto 2022 erano stato consegnati dalla Russia un aereo da attacco Su-25, 4 L-39, un elicottero d’attacco Mi-24P, un elicottero da trasporto Mi-8 mentre, unica fornitura occidentale, Airbus aveva consegnato un secondo aereo da trasporto tattico Airbus C295.

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Nel marzo 2022 erano stati consegnati da Mosca 2 elicotteri da attacco Mi-24P insieme ai radar mobili Protivnik-GE/59N6-TE.  Nel 2016 il Mali aveva inoltre ordinato 4 elicotteri da attacco Mil Mi-35M (due esemplari consegnati nel 2017 e due a gennaio 2021) e nell’ottobre del 2021 il paese africano riceveva quattro elicotteri polivalenti della famiglia dei Mi-8/17: nello specifico due Mi-171Sh prodotti dallo stabilimento aeronautico di Ulan-Ude e due Mi-17V-5 prodotti dalla fabbrica di elicotteri di Kazan.

Dopo il ritiro dei contingenti francesi ed europei il Mali ha stretto ulteriormente i rapporti militari con Mosca mentre gli attacchi dei miliziani si sono poi diffusi al centro e al sud del paese africano interessando anche Niger e Burkina Faso. Lo scorso luglio i jihadisti hanno attaccato anche la base militare di Kati, alla periferia della capitale Bamako.

Foto: Ministero Difesa del Mali

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Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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