NATO, UE, Ucraina, USA: le ultime notizie dopo il vertice di Ankara

Tomahawk per la Germania
Accordo tra Stati Uniti e Germania per l’acquisto di missili da crociera Tomahawk a raggio intermedio. L’intesa è’ stata raggiunta a margine del vertice NATO ad Ankara, stando a quanto riferito dal cancelliere tedesco Friedrich Merz.
“Colmiamo così una significativa lacuna strategica nella nostra difesa”, ha spiegato Merz, rivolgendosi ai parlamentari, e ricordando come, all’inizio di maggio, il dispiegamento di questi missili – pianificato da tempo – sembrasse ormai accantonato a causa delle tensioni con il presidente statunitense Donald Trump.
“Lavoreremo parallelamente allo sviluppo di nostri sistemi europei e al loro dispiegamento in Europa”, ha aggiunto. Lo scorso maggio, in seguito all’annuncio dell’imminente ritiro delle truppe statunitensi di stanza in Germania, Merz aveva lasciato intendere che il previsto dispiegamento di tali missili nel Paese – annunciato dall’ex presidente Usa Joe Biden – non fosse più all’ordine del giorno, almeno per il momento. All’epoca, Merz aveva attribuito la situazione a una carenza di questi armamenti dovuta ai conflitti in Iran e in Ucraina.
“Gli stessi americani al momento non ne hanno a sufficienza. Oggettivamente, è praticamente impossibile per gli Stati Uniti privarsi di sistemi d’arma di questo tipo”. Si era anche discusso della possibilità di produrre i missili da crociera Tomahawk in Germania tramite una joint venture tra aziende tedesche e statunitensi. Berlino considera il dispiegamento dei Tomahawk un elemento chiave della deterrenza nei confronti della Russia.
Mosca ha infatti schierato missili da crociera Iskander nell’enclave di Kaliningrad, capaci di colpire obiettivi europei.
Armi e denaro a Kiev? I no di Sofia e Praga
“Abbiamo esaurito le nostre capacità di fornire supporto militare, intendo armi e attrezzature dai depositi delle forze armate bulgare, all’Ucraina. Abbiamo fornito 13 pacchetti. Non abbiamo altro da fornire all’Ucraina”. Lo ha dichiarato l’8 luglio il premier bulgaro, Rumen Radev, al suo arrivo al summit della Nato. “Quello che possiamo fare è fornire sostegno tecnico militare. Ossia possiamo garantire di accettare attrezzature militari da riparare in Bulgaria”, ha aggiunto.
La Repubblica Ceca non bloccherà lo stanziamento di 70 miliardi di euro all’Ucraina durante il vertice della NATO ad Ankara, ha detto il 7 luglio il primo ministro ceco Andrej Babis prima di partire per il summit, aggiungendo che Praga non assumerà’ alcun impegno finanziario a sostegno di Kiev.
“Naturalmente non destineremo fondi del bilancio ceco all’Ucraina, poiché abbiamo bisogno di questi soldi principalmente per soddisfare il requisito del 2 per cento del Pil di spesa per la difesa, quindi è logico che questi fondi, come in passato, saranno versati dai Paesi più grandi”, ha affermato.
Il presidente ceco ed ex generale (che guidò il Comitato Militare della NATO) Petr Pavel, ad Ankara ha espresso pareri diversi da Babis. “Dal nostro punto di vista, sarebbe imprudente se dopo quattro anni e mezzo durante i quali abbiamo sostenuto intensamente l’Ucraina rendessimo più’ difficile partecipare alla sua ricostruzione interrompendo il sostegno. Sarà’ importante discutere a livello ceco su come affrontare la questione a lungo termine”, ha aggiunto.
Ordni dall’Europa per i Patriot destinati all’Ucraina
La Norvegia stanzierà 3 miliardi di corone norvegesi, pari a circa 268 milioni di euro, per rafforzare la difesa aerea dell’Ucraina, in particolare attraverso l’acquisto di missili per i sistemi Patriot. Lo riferisce il governo norvegese. I nuovi missili saranno ordinati direttamente da una fabbrica statunitense nell’ambito del programma PUR (con cui gli europei comprano armi “made in USA” da donare all’Ucraina), insieme a Danimarca, Germania e Canada.
Poiché i tempi di consegna di alcuni sistemi sono lunghi, Oslo prevede anche di acquistare missili da Paesi che ne dispongono giànei propri arsenali, per consegnarli all’Ucraina il prima possibile. “La lotta dell’Ucraina per la sua difesa è la nostra lotta per la sua difesa”, ha dichiarato il primo ministro norvegese, Jonas Gahr Stare, ricordando che Kiev continua a subire attacchi russi contro persone, città e infrastrutture energetiche. Secondo il premier, l’Ucraina riesce ad abbattere la maggior parte dei droni e dei missili da crociera, ma ha bisogno di difese più efficaci contro i missili balistici. La Norvegia stanzierà inoltre fondi per aderire all’iniziativa Ucraina volta a sviluppare congiuntamente con i partner europei sistemi antimissile balistici.
Gli amici europei dell’industria statunitense
I ministri della Difesa di Paesi Bassi, Germania, Finlandia, Svezia, Lituania, Estonia, Lettonia, Danimarca e Polonia hanno cesto il 7 luglio alla Commissione europea di aprire alle forniture di armi extra-Ue per l’Ucraina, finanziate con il prestito da 90 miliardi concordato dall’Unione europea.
La lettera – inviata il 2 luglio alla alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera Kaja Kallas e al commissario alla Difesa Andrius Kubilius – evidenzia come, durante il recente incontro degli esperti e del Consiglio Ue Affari esteri e difesa, l’Ucraina abbia dichiarato chiaramente che esistono necessità urgenti per le quali non esiste un’alternativa Ue o che le industrie europee non possono soddisfare tempestivamente. Nella lettera, i ministri citano – tra gli altri – sistemi Patriot, missili aria-aria a medio raggio, missili balistici tattici terra-terra a lungo raggio e droni esca.
“Le necessità urgenti dell’Ucraina devono essere poste in primo piano”, scrivono i ministri. “La rapida approvazione dei programmi dei prodotti è fondamentale, anche attraverso l’uso pragmatico della deroga per l’acquisto di materiale prodotto in paesi terzi, come previsto dal regolamento – si legge nella lettera -.
In termini concreti, esortiamo la Commissione a non attendere il completamento dell’esercizio di mappatura della Base industriale e tecnologica della difesa europea, né di fornire ulteriori studi di mercato, prima di approvare i suddetti programmi di prodotti”. Per i ministri “il pieno utilizzo degli strumenti disponibili aiuterà a mantenere lo slancio e consentirà all’Ucraina di accedere alle capacità necessarie senza inutili ritardi. Ciò – si legge – aiuterà l’Ucraina a continuare a combattere e sosterrà il salvataggio di vite umane”.
Anduriil produrrà n Polona i missili Barracuda 500
Il gruppo statale polacco per gli armamenti Polska Grupa Zbrojeniowa (PGZ) e la società statunitense Anduril Industries hanno firmato un accordo per la produzione in Polonia dei missili da crociera Barracuda 500 destinati alle Forze armate polacche.
La produzione sarà localizzata presso lo stabilimento di aviazione militare numero 2 di Bydgoszcz, nel nord del Paese. Alla cerimonia di firma hanno partecipato il primo ministro polacco, Donald Tusk, e il vice primo ministro e ministro della Difesa nazionale, Wladyslaw Kosiniak-Kamysz. Tusk ha affermato che la guerra della Russia contro l’Ucraina ha dimostrato l’importanza delle armi moderne, in particolare dei missili da crociera, sottolineando che “sono proprio queste armi a essere fondamentali per la capacità di difesa di ogni Stato”.
(con fonti AFP, AGI, ANSA, Agenzia Nova)
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