Due polacchi su tre vogliono mandare in guerra i rifugiati ucraini maschi e disoccupati

 

 

Il 67,2 per cento dei polacchi sostiene l’idea di espellere gli uomini ucraini disoccupati. E’ quanto emerge da un sondaggio condotto dall’istituto Ibris per il quotidiano Rzeczpospolita, ripreso in Italia da Agenzia Nova.

La proposta di espellere dalla Polonia gli uomini ucraini disoccupati in età per il servizio militare è stata avanzata dal partito di opposizione Diritto e giustizia (Pis) la scorsa settimana. Sempre secondo la rilevazione, il 23,4 per cento degli intervistati si dichiara contrario. Il sostegno a questa proposta aumenta con l’età: tra i più giovani (18-29 anni) solo il 43 per cento degli intervistati la valuta positivamente; nella fascia dei cinquantenni, invece, la percentuale sale all’80 per cento.

Il sondaggio è stato condotto tra il 7 e l’8 agosto su un campione di mille persone. La scorsa settimana si è svolto il congresso programmatico di Pis a Varsavia, durante il quale l’eurodeputato Tobiasz Bochenski ha illustrato la nuova proposta del partito in materia di immigrazione.

Qualora tornasse al governo con le elezioni del 2027, Pis presenterà una prposta di legge allo scopo di espellere gli uomini ucraini tra 25 e 60 anni che non hanno un impiego regolare.

“Avranno l’opportunità di combattere per la loro patria, affinché gli orrori di questa guerra finiscano presto. Affinché l’Europa centrale e orientale sia sicura e libera, l’Ucraina deve prevalere”, ha detto Bochenski.

La proposta di Pis prevede anche la costruzione di centri di espulsione per snellire l’intera procedura. Il partito di opposizione prevede inoltre di creare un sistema centralizzato per la registrazione del soggiorno degli stranieri in Polonia.

La proposta si inserisce nel contesto di gravi tensioni tra Ucraina e Polonia ma anche nel contesto in cui Kiev ha più volte chiesto il rimpatrio dei rifugiati in Europa in età di arruolamento.

L’Unione europea ha stabilito in luglio che non verrà più attribuito il diritto d’asilo ai maschi ucraini in età di arruolamento che si presentassero ai confini della UE pur senza ritirare lo status di rifugiato a quanti sono entrati in Europa negli ultimi quattro anni e mezzo.

Oltre ai provvedimenti della Ue sono però i singoli stati a poter modificare le politiche nazionali d’accoglienza per assicurare a Kiev un ulteriore bacino di reclutamento.

Foto: Forze Armate Ucraine

 

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