La Malesia rinuncia agli F/A-18 kuwaitiani e guarda all’India per la manutenzione dei Su-30MKM

 

Il Ministero degli Affari Esteri e il Ministero della Difesa malese hanno confermato ufficialmente la possibilità di trasferire la manutenzione, la riparazione e la revisione (MRO) della flotta di caccia Sukhoi Su-30MKM dell’Aeronautica Militare malese (RMAF) all’industria della difesa indiana, così come correttamente anticipato da Analisi Difesa nel 2016.

Secondo il quotidiano locale Berita Harian, la decisione è stata motivata dalle gravi difficoltà riscontrate nelle transazioni logistiche e finanziarie con le controparti russe tramite il sistema SWIFT poiché sotto la pressione delle sanzioni statunitensi.

Secondo il Ministro degli Esteri malese Mohamad Hasan, la parte indiana ha proposto canali alternativi di supporto al ciclo di vita degli aerei di fabbricazione russa e la questione è stata definita durante la visita ufficiale del Primo Ministro indiano Narendra Modi a Kuala Lumpur, cosicché le parti hanno sottolineato l’elevato grado di comunanza tra le risorse aeronautiche di Malesia, India e Vietnam.

L’impossibilità di effettuare transazioni SWIFT e pagamenti regolari sotto la pressione delle sanzioni statunitensi è stata identificata come una questione chiave nella cooperazione con la Russia.

L’India, con la sua esperienza nella produzione di pezzi di ricambio e nella manutenzione dei motori (AL-31FP), sarebbe pronta ad assumersi la responsabilità della manutenzione e della riparazione della flotta malese di Su-30MKM.

Contemporaneamente, il Consiglio dei Ministri malese ha deciso di abbandonare l’acquisizione di 33 caccia F/A-18D “Hornet” usati dal Kuwait così come avevamo anticipato nel settembre dello scorso anno.

Tale scelta, basata su un rapporto del novembre 2025 che evidenziava gravi rischi logistici, costi insostenibili per l’estensione della vita operativa (SLEP) e l’incertezza nelle garanzie di manutenzione, ha imposto una revisione radicale del programma di acquisizione di velivoli da combattimento multiruolo (MRCA).

Di conseguenza, i fondi di bilancio pari a circa 2,5 miliardi di RM precedentemente destinati all’accordo con il Kuwait saranno riassegnati per accelerare l’acquisto di aerei di nuova generazione, valutando candidati come lo statunitense F/A-18E/F “Super Hornet”, il francese Rafale, lo svedese JAS-39 Gripen e il sudcoreano KF-21 Block 2 “Boramae”.

Dal canto suo il Ministro della Difesa Mohamed Khaled Nordin ha annunciato che il suo dicastero avrebbe avviato un’importante modernizzazione del Su-30MKM entro il 2030 e in questo nuovo scenario la modernizzazione in India della flotta Su-30MKM diventa una priorità assoluta per mantenere la prontezza al combattimento entro il 2030 (anche in questo caso Analisi Difesa si era occupata con ampio anticipo dell’argomento nel marzo 2022).

Questo programma di aggiornamento, il cui costo stimato varia tra i 50 e i 70 milioni di dollari per unità, potrebbe includere la sostituzione del radar attuale con il sistema indiano Virupaksha AESA, l’integrazione del missile aria-aria Astra Mk.1 e del missile antinave supersonico Brahmos-A, oltre all’adattamento dei componenti indiani con l’architettura specifica del Su-30MKM che già integra sistemi francesi e sudafricani. Per facilitare tale cooperazione tecnica e lo scambio diretto di dati operativi, nel febbraio 2025 è stato istituito un apposito “Su-30 Forum” nell’ambito del Comitato di Cooperazione per la Difesa Malese.

Ricordiamo che la RMAF attualmente impiega 18 caccia Su-30MKM (acquistati nell’ambito di un contratto del 2003 del valore di 900 milioni di dollari), con una vita operativa prevista fino al 2035.

Avendo rinunciato agli “Hornet” usati dal Kuwait, la Malesia non potrà contare su rinforzi immediati per la sua flotta di aerei da combattimento. L’unico modo per non restare con pochi caccia pronti al volo è riparare e aggiornare subito i vecchi Sukhoi russi grazie all’aiuto dell’India. Questa collaborazione diventa quindi l’unica soluzione per proteggere i cieli malesi nei prossimi anni, in attesa che il governo riesca a comprare aerei nuovi.

Foto: Reale Aeronautica Malese

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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