Le forze aeree di Italia e Svizzera si addestrano insieme ai compiti di Air Policing

 

 

Si è svolta il 25 marzo l’esercitazione bilaterale “Ferrari-I 26-01″, attività addestrativa congiunta tra Aeronautica Militare italiana e Swiss Air Force finalizzata a rafforzare il coordinamento operativo nella gestione di potenziali minacce aeree non militari e a testare le procedure di cooperazione tra i sistemi di difesa aerea dei due Paesi.

L’esercitazione, nella sua prima edizione del 2026 su territorio italiano (-I Italia, -S Svizzera), rientra nel quadro degli accordi tecnici di cooperazione tra Italia e Svizzera nel settore dell’Air Policing e ha permesso di addestrare equipaggi di volo e centri di comando alla gestione di scenari complessi che richiedono un rapido coordinamento tra le strutture di comando e controllo nazionali.

Lo scenario simulato ha previsto il decollo da Pratica di Mare di un velivolo P-180 del 14° Stormo, impiegato come aeromobile “target”, che durante il volo ha simulato una perdita di comunicazioni radio con il controllo del traffico aereo e una successiva deviazione dalla rotta prevista. La situazione ha determinato l’attivazione delle procedure previste per un evento di tipo Renegade, ovvero un velivolo civile potenzialmente utilizzato come minaccia.

A seguito dell’allarme, il National Air and Space Operations Centre (NASOC) del Comando Operazioni Aerospaziali (COA) di Poggio Renatico ha disposto il decollo immediato di una coppia di Eurofighter F-2000 del 51° Stormo di Istrana in configurazione Quick Reaction Alert (QRA), incaricati di intercettare e identificare il velivolo.

L’attività è stata condotta sotto il controllo delle unità della Difesa Aerea Missilistica Integrata (DAMI), 22° Gruppo DAMI di Licola (BARCA) e 11° Gruppo DAMI di Poggio Renatico (PIOPPO), che hanno garantito la gestione tattica dell’intercettazione e il collegamento con i centri di controllo del traffico aereo militare.

Nel corso dell’esercitazione il velivolo target ha simulato il passaggio verso lo spazio aereo svizzero, richiedendo il coordinamento tra il sistema di difesa aerea italiano e l’Air Defence and Direction Center (ADDC) di Dubendorf. In questa fase sono state applicate le procedure di trasferimento della responsabilità operativa tra le due nazioni, con il passaggio della gestione dell’intercettazione alle autorità svizzere.

L’esercitazione ha consentito di verificare l’efficacia delle procedure di comunicazione, di identificazione e di coordinamento tra i sistemi e le strutture di comando dei due Paesi, contribuendo a rafforzare la capacità di risposta congiunta a eventi di sicurezza nello spazio aereo europeo.

Tutte le attività si sono svolte nel pieno rispetto delle normative internazionali per la sicurezza del traffico aereo civile e sotto la supervisione delle autorità operative nazionali.

Fonte: Aeronautica Militare

 

 

Login

Benvenuto! Accedi al tuo account

Ricordami Hai perso la password?

Lost Password

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: