L’Europa aumenta ancora (+18%) gli acquisti di GNL russo. Record nel 2026

 

 

L’Europa che ha stabilito lo stop all’acquisto all’energia russa, elabora nuovi pacchetti di sanzioni a Mosca ed è pronta a combattere “per la libertà fino a versare sangue” contro la Russia, come ha detto recentemente il ‘presidente francese Emmanuel Marcon….ha aumentato l’acquisto a livelli record di gas liquido russo. E il principale acquirente è proprio la Francia!

Nella prima metà del 2026, i paesi dell’UE hanno acquistato 9,89 milioni di tonnellate di gas naturale liquefatto dal progetto russo Yamal LNG, con un aumento del 18% su base annua e un volume record per un costo che si aggira intorno ai 6 miliardi di euro mentre nel 2025 l’UE ha speso complessivamente 7,2 miliardi di euro per le importazioni di GNL russo dal giacimento di Yamal.

Un picco registrato nonostante il piano dell’UE di eliminare completamente tutte le importazioni di GNL russo entro la fine dell’anno.

Tali volumi dimostrerebbero a chiunque sia sano d mente che il mercato europeo ha bisogno dell’energia russa, pur dipendendo oggi per il 60 per cento dai precari rifornimenti di GNL statunitense. In ogni caso il gas liquido, russo o statunitense, costa agli europei diverse volte di più del gas via tubo che arrivava in Europa dai gasdotti che attraversano l’Ucraina e dal Nord Stream del Mar Baltico distrutto da un attentato nel settembre 2022 provocato dalle autorità di Kiev come sottolinea la Procura Federale tedesca.

Secondo i dati della società di analisi Kpler, citati dal Financial Times, la Francia ha guidato gli acquisti con 3,6 milioni di tonnellate, seguita dal Belgio con 2,9 milioni di tonnellate e dalla Spagna con 2,7 milioni di tonnellate. Tutte le spedizioni provenivano dall’impianto Yamal LNG, che rappresenta oltre il 60% delle esportazioni totali di GNL della Russia.

La UE ha stabilito che il divieto di importazione di GNL russo tramite contratti a lungo termine entrerà in vigore il 1° gennaio 2027 mentre le forniture a breve termine sono già vietate: un grave rischio per l’economia europea.

Nel 2025 l’UE dipendeva ancora dalla Russia per il 13% delle sue importazioni totali di gas naturale.

Foto TASS

 

 

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