Collaudata la nuova bomba guidata indiana Khagantak-243

L’IAF (Aeronautica Militare indiana) ha testato con successo la nuova bomba guidata planante Khagantak-243 di produzione nazionale sviluppata congiuntamente dalla startup JSR Dynamics Pvt Ltd di Nagpur e dall’azienda statale Bharat Electronics Ltd nell’ambito di un modello di cooperazione pubblico-privato.
Dal punto di vista tecnico l’ordigno è equipaggiato con una testata ad alto esplosivo di tipo Mk-81 da 125 kg, ali pieghevoli nella sezione centrale della fusoliera e cinque superfici di governo nella parte posteriore.
Grazie a un’efficienza aerodinamica superiore a 12 – ossia un rapporto tra portanza e resistenza (L/D) tale da permettere di percorrere in planata orizzontale oltre 12 km per ogni chilometro di quota perso – la bomba sganciata da un’altitudine di circa 12 km a una velocità di Mach 0,8 è in grado di ingaggiare bersagli a una distanza compresa tra 144 e 180 km permettendo ai caccia indiani di condurre attacchi di precisione rimanendo al di fuori della portata di diversi sistemi di difesa aerea nemici.
I primi test della Khagantak-243 sono stati effettuati utilizzando come vettore il caccia multiruolo Sukhoi Su-30MKI presso il poligono di Pokhran, ma in futuro è prevista l’integrazione anche sui velivoli MiG-29K e Mirage 2000.
L’Aeronautica indiana ha già sottoscritto un contratto con BEL per la produzione in serie limitata con la previsione di ricevere oltre 1.000 esemplari entro la fine dell’anno.
Ricordiamo inoltre che la famiglia Khagantak comprende versioni più pesanti e a maggior raggio d’azione, come le Khagantak-306 e Khagantak-225. Con questo programma, l’industria indiana mira a ridurre drasticamente la propria dipendenza dall’importazione di munizionamento aeronautico di precisione facendola scendere da oltre il 70% a meno del 20%.
Foto: Bharat Electronics Ltd
Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli
Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.







