NUOVI TAGLI NEL LIBRO BIANCO DELLA DIFESA FRANCESE

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Il quarto Libro Bianco dal 1972 riduce ulteriormente la Difesa francese dopo la cura dimagrante imposta nel 2008 dalla riforma varata da Nicolas Sarkozy che ha tagliato 54 mila unità tra il 2009 e il 2015, dei quali 45 mila già attuati. Nei prossimi anni verranno ridotti gli effettivi di altre 23.500 unità entro il 2019, cioè oltre il 10 per cento dei militari in servizio, quest’0anno 218 mila più 67 mila civili. Le Forze Terrestri  perderanno 7 mila effettivi e una delle 8 brigate che compongono la Forza Operativa (73 mila unità in riduzione a 66mila). rinunciando anche a 50 dei 250 carri amati Leclerc. La “Force de frappe”, l’arsenale nucleare, non verrà ridimensionato. Le Forze Aeree vedranno ridotti i jet da combattimento (i Rafale saranno in tutto 225 invece di 286), limitati a 50 i velivoli cargo e tagliati da 140 a 115 gli elicotteri multiruolo (ma arriveranno i velivoli teleguidati statunitensi) mentre la Marina non subirà decurtazioni. Si tratta di un serio ridimensionamento delle ambizioni militari che dimezza la forza impiegabile in un conflitto prolungato per almeno un anno da 30 mila a 15 mila unità (ma con un preavviso di sei mesi) e da 70 a 45 aerei da combattimento pur mantenendo una forza di 7 mila uomini di pronto impiego dispiegabili in tre diversi teatri operativi. Parigi manterrà la capacità di inviare 2.300 militari a 3 mila chilometri  in una settimana. Rispetto al Libro Bianco 2008, che ridimensionava la presenza francese in Africa, il documento dell’amministrazione Hollande rimette il Continente Nero al centro degli interessi strategici francesi anche in virtù delle crisi in Libia, Malì e Costa d’Avorio. In Africa i francesi schierano stabilmente circa 5 mila militari a un costo di 400 milioni di euro annui. Secondo il commento del quotidiano Le Monde, la Francia assillata dal cruccio del deficit ”prepara le guerre di domani con ambizioni ridotte”, e pur senza voler ridimensionare il proprio status di media potenza si trova costretta ad ”essere realista sui propri mezzi”. L’idea di fondo, spiega ancora il giornale, è di snellire alcuni ambiti ma mantenere comunque la presenza in tutti i campi, dallo spazio all’armamento pesante, e tutelare i programmi di sviluppo con prospettive di crescita a lungo termine. Un’impostazione ben più morbida di quella auspicata dal ministero dell’Economia, che ha fatto tirare un sospiro di sollievo al ministro della Difesa, Jean-Yves Le Drian, capace di scongiurare una riduzione del budget del settore, almeno per il momento.
Sul fronte finanziario infatti il budget resta a 31,4 miliardo di euro per quella che in Italia definiremmo Funzione Difesa (escluse cioè le pensioni e altre voci secondarie) con una previsione di spesa di 179 miliardi tra il 2014 e il 2019 e di 364 miliardi (sempre al valore attuale) tra il 2014 e il 2025. A quella data le forze francesi disporranno di:

FORZE TERRESTRI– 7 brigate interarma, 200 carri armati, 2.700 blindati, 140 elicotteri da attacco, 115 multiruolo, 30 droni.
FORZE NAVALI – 4 sottomarini nucleari lanciamissili balistici, 6 sottomarini nucleari d’attacco, una portaerei, 15 fregate e cacciatorpediniere, 6 fregate leggere,15 pattugliatori, 3 navi da assalto anfibio
FORZE AEREE – 225 cacciabombardieri Rafale (a terra e imbarcati), 50 cargo, 7 aerei radar, 12 tanker, 12 droni ad ampio raggio

Foto: Forze francesi in Malì (EMA)

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