La Reale Marina Svedese

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Per una tradizione ben riposta il fondatore della Marina Svedese è considerato il re Gustavo Vasa (1523-1560), che trasformò in pochi anni le forze navali costiere del suo regno in una delle più potenti marine del suo tempo. Da allora la politica marittima di Stoccolma ha conosciuto molti mutamenti e molte ristrutturazioni organizzative, ma ha sempre rappresentato un interessante esempio soprattutto quale efficientissima forza costiera. L’elevato grado della qualità tecnologica dell’industria bellica di questo Paese scandinavo, tra cui primeggia la Bofors, nota da oltre un secolo per le sue artiglierie, ha permesso di realizzare unità di alto valore militare in modo quasi totalmente autarchico.

Con una frastagliata costa baltica, lunga oltre 3.200 chilometri, costellata di isole e con stretti canali e complesse situazioni idrografiche, la Svezia sin dai primi anni del XX secolo si è dotata di una Marina “costiera” molto particolare comprendente un gruppo di unità navali di superficie e subacquee idonee a contrastare l’eventuale invasore, affiancato da una “artiglieria marittima” (Kustartilleriet) che oltre a gestire importanti fortezze costiere è sempre stata un vero corpo di Marines. Se per oltre un secolo i compiti di difesa costiera sono stati quelli principali di questa Marina, oggi con gli importanti sconvolgimenti geopolitici avvenuti negli ultimi decenni, le cose sembrano cambiare. Infatti già nel 2006 abbiamo visto due corvette svedesi operare  a lungo in Mediterraneo nell’ambito della United Nations Mission in Lebanon e più recentemente (2010) il grosso posamine Carlskrona ha avuto il ruolo di nave ammiraglia della forza europea antipirateria “Atalanta” in Oceano Indiano.

 

 

 

 

 

 

 

Tutto ciò dimostra come la Svezia abbia prese molto sul serio il suo ruolo di pacificatore internazionale e come di questo ruolo sia attore principale la sua Marina. La scomparsa della minaccia sovietica in Baltico ha logicamente cambiato il profilo d’impiego delle forze armate svedesi e la crisi economica internazionale ha costretto anche Stoccolma a ridurre significativamente il suo strumento militare. Da questi cambiamenti la Marina ne uscita molto bene grazie alla preveggenza dei progettisti navali ed alla flessibilità della sua organizzazione interna.  In un quadro sempre più fortemente interforze il contrammiraglio Capo della Marina (Marininspektoren) ha alle sue dipendenze le seguenti forze:
–    1^ flottiglia sommergibili con base a Kalskrona,
–    3^ flottiglia di superficie anch’essa basata a Kalskrona,
–    4^ flottiglia di superficie suddivisa nei porti di Musko e di Berga,
–    1° reggimento anfibio

Le unità navali in servizio sono mostrate con le loro principali caratteristiche nello specchietto seguente ed indicano come la Marina Svedese sia ancora prevalentemente dotata di unità subacquee e navali d’impiego costiero, ma impiegabili efficacemente non solo in tutto il Mar Baltico, ma anche in altre aree marittime ove la politica di Stoccolma abbia necessità di presenza importante. Di particolare interesse è da considerare al trasformazione della già citata Kustartilleriet nell’ Amfibiekaren (corpo anfibio), che non ha più il compito di presidiare le fortezze e le batterie costiere, ma può essere impiegato per la sorveglianza della zona arcipelagica e per la difesa attiva contro qualsiasi tipo di incursione dal mare gestendo alcune centinaia di efficienti e modernissime imbarcazioni minori. Alcuni marines sono anche addestrati per azioni tipo commandos dando ulteriore flessibilità al sistema difensivo svedese.

 

 

 

 

 

 

Lo strumento navale vero e proprio è composto quindi da moderne unità di progettazione molto originale, dotate di armamento efficace e di una strumentazione elettronica di primissima qualità. L’interesse per alcuni prodotti navali è dimostrata sia dalle recenti acquisizioni da parte di Singapore di sommergibili e cacciamine costruiti in Svezia, ma anche dalla richiesta da parte della U.S. Navy di avere in affitto (con l’intero suo equipaggio) per valutazione una corvetta stealth  della classe “Visby”, che ha operato dalla base di San Diego. Queste corvette, che a fine programma saranno cinque, sono certamente unità di grande modernità ed interesse. Infatti con un dislocamento di sole 650 tonnellate hanno un consistente armamento missilistico (missili RBS-15 mk5) ed artiglieresco (pezzo Bofors da 57/70), ma anche siluri ASW e la possibilità d’imbarcare un elicottero. Con propulsione CODOG basata su idrogetti anziché eliche convenzionali hanno una velocità massima di 40 nodi e sono gestite da un equipaggio di sei ufficiali e trentasette marinai di vario grado.

 

 

 

 

 

 

Molto interessanti sono anche i sommergibili in servizio o in progetto, tutti “convenzionali”, ma con propulsione AIP (Stirling) che consente buone autonomie e velocità di circa 20 nodi in immersione. Il loro armamento siluristico prevede armi antinave filoguidate FFV- 613 da 533 mm e armi antisom da 400 mm. L’interesse per l’arma subacquea è dimostrato anche dall’immissione in servizio già dal 1992 di una nave soccorso (Belos) di 5.600 tonnellate e dotata di tutte le attrezzature idonee al suo difficile compito.
L’importanza per la Marina Svedese del controllo dell’ambiente operativo è dimostrata dall’unità “intelligence” Orion, che pur vecchiotta (1984) è stata rimodernata per rimanere in servizio per altri cinque o sei anni.

Le oltre 140 piccole imbarcazioni in dotazione ai Marines sono anch’esse molto moderne e di progettazione nazionale. Con le loro 20 tonnellate di dislocamento possono trasportare ad alta velocità una squadra di 20 fanti di marina. Queste Stridsbat 90 sono dotate di rampa prodiera, che consente una grande flessibilità d’impiego sia come mezzi per la guerra anfibia sia quali pattugliatori nelle aree arciplagiche. Se la composizione attuale di questa efficientissima Marina baltica risente, come abbiamo detto, di una concezione da brown navy, per il futuro sembra ormai presa la decisione di dotate la Marinen di una grossa nave supporto da circa 15.000 tonnellate con una pur limitata capacità di trasporto di una compente anfibia ed elicotteristica per garantire l’efficacia di quelle operazioni al di fuori del Baltico, che sembrano diventate sempre più importanti per la Svezia.
Gli accordi politico-militari con le altre marine degli stati limitrofi e l’eccellenza della propria industria militare fanno quindi della Reale Marina Svedese, non ostante sia composta da meno di 5.000 persone e da circa 1.300 marines, uno dei più efficienti ed interessanti complessi del panorama navale dei nostri giorni.

 

Principali unità in servizio nella Reale marina Svedese

Tipo

Classe

Disl. Tonnellate

Armamento

Vel.max

Corvetta

Stockholm

2

335

4 RBS15- 1 57/70- 6 lsil.

32

Corvetta

Goteborg

4

400

4 RBS15- 1 57/70- 1 40/70- 4 lsil.

32

Corvetta

Visby

5

650

8 RBS15- 1 57/70- 4 lsil.

40

Somm.

Gotland

3

1600

6 lsil

20

Somm.

Sodermanland

2

1140

6 lsil

20

Cacciamine

Landsort

7

360

1- 40/70

15

Cacciamine

Styrso

4

175

mtg

12

Posamine

Carlskrona

1

3600

2 57/70- 2 40/70 (105 mine)

20

Patt. Anf.

Stridbat 90

152

20

 

40

n. appoggio

Trosso

1

2250

 

14

n. Sigint

Orion

1

1400

 

15

n. Salvat.

Belos

1

5300

 

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Pier Paolo RamoinoVedi tutti gli articoli

L'ammiraglio Ramoino è Vice Presidente del Centro Universitario di Studi Strategici e Internazionali dell'Università di Firenze, Docente di Studi Strategici presso l'Accademia Navale di Livorno e cultore della materia presso la Cattedra di Storia delle Relazioni Internazionali dell'Università Cattolica del S. Cuore a Milano. Dal 1982 a tutto il 1996 ha ricoperto le cattedre di Strategia e di Storia Militare dell'Istituto di Guerra Marittima di Livorno, di cui è stato per dieci anni anche Direttore dei Corsi di Stato Maggiore. Nella sua carriera in Marina ha comandato diverse unità incluso il caccia Ardito e l'Istituto di Guerra Marittima.

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