Ilyushin abbandona ai programma del cargo medio russo Il-276?

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Secondo un canale telegram russo del settore aeronautico il progetto per la realizzazione dell’aereo da trasporto militare medio noto come Ilyushin Il-276 sarebbe stato definitivamente abbandonato

Il programma per l’aereo da trasporto militare, che si posiziona tra il futuro aereo leggero Ilyushin Il-112V e il nuovo aereo da trasporto pesante Ilyushin Il-76MD-90°, è stato ripreso tra il 2017-2019 a seguito del ritiro della cooperazione indiana nel progetto MTA, sigla che sta per MultiRole Transport Aircraft (o ex Ilyushin Il-214); un velivolo che dovrebbe sostituire – e anche in tempi sempre più risicati – l’analogo e vetusto Antonov An-12 della capacità di carico utile di 20.000 kg.

La fonte – riporta il canale russo – riferisce che il progetto Il-276 è stato chiuso in relazione alla ridistribuzione di fondi e risorse umane verso altri progetti della United Aircraft Corporation (UAC) nonché dopo una serie di licenziamenti nell’ufficio di progettazione responsabile.

La ridistribuzione avviata dalla UAC sarebbe ricaduta su una numerosa serie di altri progetti quali il nuovo regional Il-114-300, l’Il-96-400M, il suddetto Il-112V, il nuovo Il-76MD-90A, sul rimodernamento dell’An-124 e sul futuro sostituto del Ruslan noto come Il-106 Slon.

Pur prendendo atto della numerosa mole di lavori e progetti a cui è attualmente sottoposto il bureau Ilyushin, appare estremamente improbabile che la Russia possa aver rinunciato ad un aereo assolutamente indispensabile all’Aviazione da trasporto militare (VTA).

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Se si considera l’età dei vecchi An-12 ancora in dotazione alla Forza Aerospaziale russa e l’assenza di un Il-112V ancora alle prese con i test a terra e di volo, è impossibile demandare ogni prossimo compito di trasporto agli Il-76MD-90A la cui produzione dei nuovi esemplari, ancora non a regime, è costantemente spronata dai vertici militari russi. Ancor di più appare comunque anomalo nonché antieconomico sfruttare un aereo da trasporto pesante con un carico utile di 50 tonnellate per trasportare carichi compresi tra 5 e 20 tonnellate.

Come abbiamo spesso trattato su questi spazi il progetto Il-276 ha effettuato già diversi test presso l’Istituto Centrale di Aeroidrodinamica (TsAGI) e inoltre, secondo le notizie più recenti giunte da Mosca il nuovo aereo dovrebbe effettuare il primo volo entro il 2023 ed entrare in produzione in serie entro il 2026.

Se la notizia della cancellazione del progetto Il-276 trovasse conferma, Mosca potrebbe guardare al  programma Tupolev Tu-330 e basato su un progetto ideato alla fine degli anni ’80 per sostituire proprio quegli An-12 ai limiti della loro età e collocarsi così nel segmento degli aerei da trasporto medi: un’alternativa ragionevole che potrebbe assolutamente sopperire al ritiro da parte di Ilyushin.

Il progetto Il-276 prevede la realizzazione di un velivolo da trasporto militare medio bimotore con un peso al decollo di poco superiore alle 60 tonnellate che dovrà essere in grado di trasportare diversi veicoli da combattimento di fanteria o soldati per un carico pari a 20 tonnellate ad una distanza massima di 2.000 km e ad una velocità massima di 800 km/h.

Lo sviluppo dell’aereo, come già ribadito da Analisi Difesa, doveva svilupparsi contemporaneamente con due differenti tipi di motori: nella prima fase l’aereo veniva equipaggiato con il motore PS-90A-76 (lo stesso propulsore che equipaggia la nuovissima versione Il-76MD-90A), nella successiva col nuovissimo PD-14 già in avanzata fase di sviluppo tanto da aver ricevuto la certificazione internazionale ICAO sulle emissioni di sostanze nocive.

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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