Da Mosca nuovi dettagli sul caccia leggero Sukhoi Su-75 Checkmate

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Il deposito del brevetto del caccia stealth di quinta generazione, Checkmate o Sukhoi Su-75 presso il Servizio Federale Russo per la proprietà intellettuale ha atto emergere alcuni dettagli circa il nuovo monomotore da combattimento russo.

Il documento sottolinea infatti che «il risultato tecnico è l’aumento della stabilità e controllabilità del velivolo senza compromettere le caratteristiche di [in]visibilità radar», ottenuto anche studiando i limiti manifestati a suo tempo dal velivolo statunitense stealth F-117A.

Il Checkmate è dotato di coda “a V”, presa d’aria nella parte inferiore mentre l’ugello vettoriale 3D consente di utilizzarlo per il controllo e il bilanciamento del volo. Circa i propulsori, a spingere il Checkmate sarà inizialmente l’Izdeliye 117 (noto come AL-41F1), cioè il motore adottato dal Sukhoi Su-35 che sarà opportunamente modificato per un velivolo monomotore in attesa che sia disponibile il nuovo Izdeilye 30, più leggero e prestante e destinato anche al bimotore Su-57.

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Circa le caratteristiche di spinta vettoriale del Checkmate, secondo il maggior generale dell’Aeronautica (ora in pensione) Vladimir Popov già capo della Direzione federale per la ricerca aerospaziale, il motore a reazione ruotante ha l’asse dell’ugello di uscita che può cambiare assetto sia verso l’alto che in basso di 15-20 gradi e a sinistra/ destra di 8-10 gradi. I russi in tal senso hanno notevole dimestichezza con questo tipo di tecnologia considerando l’utilizzo effettuato sia con aerei sperimentali (MiG-29OVT, Su-37) che con aerei operativi (MiG-35, Su-35, etc.).

«Non è solo una questione di aumento della manovrabilità per i combattimenti ravvicinati – ha proseguito Popov – qui c’è in gioco anche la sopravvivenza stessa del velivolo, ad esempio nel disimpegno dai missili nemici.»

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Secondo Popov infine, il Checkmate presenterà probabilmente uno scarico del motore a sezione rettangolare: – «Il condotto di scarico allungato e la forma rettangolare dell’ugello consentono una maggiore miscelazione del flusso d’aria con l’ambiente e per questo motivo la temperatura scende bruscamente. Di conseguenza, il gradiente di temperatura diminuisce e il seeker di riferimento del missile IR nemico vedrà l’aereo con un ritardo; un’ulteriore sicurezza e una maggiore stealthness anche nel campo dell’infrarosso secondo Popov, ma soprattutto una soluzione che è stata di recente applicata alla seconda nuova cellula dell’UCAV Sukhoi S-70 Okhotnik.

Ricordiamo che nel luglio dello scorso anno e in occasione del Salone Aerospaziale russo MAKS-2021, Rostech ha presentato con un’efficace campagna pubblicitaria il futuro caccia monomotore targato Sukhoi-UAC.

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Secondo l’amministratore delegato della società statale Sergei Chemezov, il Checkmate costerà tra i 25 milioni e i 30 milioni di dollari a esemplare, mentre secondo Yuri Slyusar, capo della United Aircraft Corporation (UAC), il nuovo caccia volerà per la prima volta nel 2023 e la produzione di serie prenderà il via dal 2026.

Di parere opposto il vicepresidente dell’Accademia russa di scienze missilistiche e di artiglieria (RARAN) per la politica dell’informazione e Dottore in scienze militari Konstantin Sivkov, secondo cui in virtù del ritmo di sviluppo del caccia russo Su-57 di quinta generazione la produzione in serie del Checkmate è improbabile che possa essere raggiunta addirittura prima del 2035. Un giudizio certamente estremo, considerando che il Checkmate attingerà certamente a piene mani dell’esperienza accumulata non solo dal fratello maggiore Su-57 ma anche dall’UCAV S-70 Okhtnik.

Foto UAC/Sukhoi

 

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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