Armi ed esercitazioni congiunte rafforzano la cooperazione tra Russia e Algeria

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Secondo il portale militare americano Military Watch, l’Algeria intende acquistare dalla Russia armi per un valore di 7 miliardi di dollari.

Il rapporto afferma che l’accordo è stato concluso nel 2021, ma lo scorso 15 settembre il senatore statunitense Mark Rubio ha pubblicato una relazione in cui confermava i dati su questo accordo, motivo per cui lo stesso avrebbe chiesto l’applicazione delle necessarie sanzioni contro il paese nordafricano ai sensi del Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act (CAATSA).

Cliente di lunga data dell’hardware militare sovietico prima e russo poi, l’Algeria ha notevolmente incrementato gli acquisti di armi da Mosca nell’ultimo decennio: ricordiamo a titolo d’esempio solo nell’ambito aeronautico gli addestratori avanzati Yakovlev Yak-130, gli elicotteri d’attacco Mil Mi-28NE, gli elicotteri da trasporto pesante Mil Mi-26T2, i caccia MiG-29M/M2, gli aerei anfibi Beriev Be-200 e ulteriori caccia multiruolo Sukhoi Su-30MKA; motivo per cui, secondo la pubblicazione statunitense, questo recente contratto servirebbe ad elevare ulteriormente la qualità tecnologica militare a disposizione delle Forze Armate algerine.

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Ad oggi tuttavia, poiché non esiste un vero e proprio elenco ufficiale degli accordi siglati tra Algeri e Mosca si può soltanto supporre quali possano essere i possibili accordi di compravendita tra i due paesi: in tal senso Mosca potrebbe fornire il caccia di quinta generazione Sukhoi Su-57 (il cui contratto è da tempo in discussione e che avrebbe costituito il principale motivo di rinuncia ai Sukhoi Su-35), il sistema da difesa aerea a lungo raggio S-500, i tank T-14 Armata e i bombardieri di prima linea Sukhoi Su-34 anch’essi oggetto di discussioni dal 2016.

Tutti sistemi d’arma di cui Algeri sarebbe il primo acquirente estero a conferma degli stretti rapporti bilaterali in ambito militare confermati in questi giorni anche dall’arrivo in Algeria di un gruppo navale russo composto da 4 unità (nella foto sotto) che sono impegnate esercitazioni navali congiunte con la Marina Algerina.

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Come ha reso noto il ministero della Difesa di Algeri, le manovre rientrano nel quadro “del rafforzamento della cooperazione militare bilaterale tra la Marina dell’Esercito nazionale popolare algerino e la Marina russa”.

L’agenzia di stampa turca Anadolu ricorda che un dragamine della Marina russa aveva attraccato a settembre nel porto di Jijel sempre per condurre esercitazioni congiunte. Le unità navali russe e algerine avevano effettuato nel novembre 2021 manovre navali congiunte nel Mediterraneo e le navi russe in transito attraverso lo Stretto di Gibilterra sostano frequentemente nei porti algerini.

 

 

Maurizio SparacinoVedi tutti gli articoli

Nato a Catania nel 1978 e laureato all'Università di Parma in Scienze della Comunicazione, ha collaborato dal 1998 con Rivista Aeronautica e occasionalmente con JP4 e Aerei nella Storia. Dal 2003 collabora con Analisi Difesa occupandosi di aeronautica e industria aerospaziale. Nel 2013 è ospite dell'Istituto Italiano di Cultura a Mosca per discutere la propria tesi di laurea dedicata a Roberto Bartini e per argomentare il libro di Giuseppe Ciampaglia che dalla stessa tesi trae numerosi spunti. Dall'aprile 2016 cura il canale Telegram "Aviazione russa - Analisi Difesa" integrando le notizie del sito con informazioni esclusive e contenuti extra provenienti dalla Russia e da altri paesi.

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